Riduzione dei giorni mensili di emicrania con l'anti-CGRP galcanezumab in Fase 3

Pazienti adulti con emicrania episodica o cronica possono trovare sollievo dall'impiego del nuovo anticorpo contro il peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), galcanezumab, come suggeriscono i risultati di nuove ricerche presentate a Boston, in occasione dell'American Annual Meeting Scientific Meeting (AHS) 2017.

Pazienti adulti con emicrania episodica o cronica possono trovare sollievo dall’impiego del nuovo anticorpo contro il peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), galcanezumab, come suggeriscono i risultati di nuove ricerche presentate a Boston, in occasione dell'American Annual Meeting Scientific Meeting (AHS) 2017.

A seguito dell'annuncio di risultati positivi “topline” ottenuti in tre studi di fase 3 all'inizio di quest'anno, sono stati forniti ulteriori dettagli nelle sessioni orali e in quelle poster.

Nei trial EVOLVE-1 e EVOLVE-2, quasi identici, che insieme hanno incluso più di 1.700 pazienti con emicrania episodica, i soggetti che hanno ricevuto 120 o 240 mg di galcanezumab hanno avuto riduzioni significativamente maggiori di giorni mensili di emicrania (MHD) rispetto al gruppo placebo (questo era l'endpoint primario).

Endpoint-chiave secondari, incluse riduzioni di MHD di almeno il 50%, il 70% o il 100%, erano anche più alti per i due gruppi di dosaggio. Nel trial REGAIN tutti i risultati erano altrettanto significativi nei pazienti con emicrania cronica.

I trial EVOLVE-1 ed EVOLVE-2
Nell’EVOLVE-1, pazienti con emicrania episodica e residenti in Nord America sono stati assegnati in modo randomizzato in proporzione 1: 1: 2 a iniezioni sottocutanee mensili di galcanezumab 120 mg (n = 213) o 240 mg (n = 212) o al placebo (n = 433).

I pazienti dell’EVOLVE-2, invece, sono stati reclutati da 12 paesi, inclusi gli Stati Uniti, e sono stati assegnati in modo randomizzato a gruppi seguendo lo stesso schema di dosaggio (n = 231, 223 e 461, rispettivamente).

In entrambi gli studi (84% donne; età media: circa 41 anni), i pazienti avevano una media di 9,1 MHD al basale. In EVOLVE-1, ci sono state riduzioni di 4,7 e 4,6 giorni a 6 mesi per i gruppi 120 mg e 240 mg, rispettivamente, contro 2,8 giorni nel gruppo placebo. Nell’EVOLVE-2, le riduzioni sono state rispettivamente di 4,3 e 4,2 giorni contro 2,3 (P inferiore a 0,001 in tutti i confronti in entrambi i trial).

Lo studio REGAIN
Nel REGAIN, i ricercatori hanno arruolato 1.113 pazienti provenienti da 13 paesi che avevano cefalea cronica (media MHD al basale: 19,4 giorni). Tutti sono stati assegnati in modo casuale allo stesso tipo di gruppi di trattamento come negli studi EVOLVE, ma solo per 3 mesi (rispettivamente n = 278, 277 e 558).

Tuttavia, vi è stata una fase di estensione in aperto di 9 mesi, con risultati che verranno pubblicati successivamente. Alla valutazione a 3 mesi, i MHD sono stati ridotti di 4,8 e 4,6 giorni nei gruppi da 120 mg e 240 mg contro 2,7 giorni nel gruppo placebo (P inferiore a 0,001).

Inoltre, la maggior parte degli outcomes-chiave secondari nei tre studi (quali una riduzione percentuale di MHD pari o uguale al 50%, 75% o 100% e la differenza in termini di MHD richiedenti un trattamento acuto) hanno favorito in modo significativo il trattamento attivo rispetto al placebo.

Un maggior numero di componenti del gruppo 120 mg nel REGAIN hanno anche avuto una maggiore riduzione di MHD di almeno il 50% (27,6%) rispetto al placebo (P inferiore a 0,001). Tuttavia, non esistevano altre differenze significative tra il farmaco e il placebo per gli altri endpoint sopracitati.

I pazienti che hanno ricevuto una dose attiva in EVOLVE-1 ed EVOLVE-2 e quelli che hanno avuto la dose da 240 mg nel REGAIN hanno avuto un maggiore cambiamento nel punteggio di dominio Role-Function-Restrictive del Migraine-Specific Quality of Life Questionnaire (P inferiore a 0,001 per tutti i confronti) e un maggiore cambiamento alla Patient Global Impression of Severity (P inferiore a 0,01, 0,05 e 0,01 per i tre trial, rispettivamente).

Riguardo agli eventi avversi (AE), quelli significativamente maggiori per i gruppi di trattamento rispetto ai gruppi placebo sono stati: nell’EVOLVE-1 prurito e reazione nel sito di iniezione; nell’EVOLVE-2 prurito, reazione ed eritema nel sito di iniezione; nel REGAIN (solo nel gruppo 240 mg) reazione ed eritema nel sito di iniezione, sinusite.

Entro l’anno la ‘submission’ dei dati all’FDA
«I risultati si sono rivelati predicibili e costanti in tutti e tre i nostri trial, e gli eventi avversi sembrano in linea con quelli che abbiamo visto nei precedenti trial e in tutta la classe degli anti-CGRP» ha commentato Eric Pearlman, direttore medico per la cefalea nell’US Medical Affairs Group di Eli Lilly, azienda produttrice del farmaco.

Pearlman ha aggiunto che la società sottometterà i dati all’FDA (US Food and Drug Administration) per la registrazione «nella seconda metà del 2017».
«Questa è la prima classe di farmaci progettata specificamente per il trattamento dell'emicrania. Tutti gli altri trattamenti sono stati originariamente approvati per un altro uso» ha sottolineato Pearlman.

In questo momento sono in fase 3 con risultati positivi altri due anti-CGRP, fremanezumab (Teva) ed erenumab (Amgen/Novartis), mentre in fase 2 si trova eptinezumab (Alder BioPharmaceuticals).

A.Z.

Bibliografia:
American Headache Society Annual Scientific Meeting (AHS) 2017. Abstracts IOR-12LB, PS88-LB e PS89-LB. Boston, June 2017.