Uno studio pubblicato online su Annals of Neurology suggerisce che nella sclerosi multipla (SM) attiva, durante il trattamento con terapie iniettabili modificanti la malattia (DMT), il passaggio (switch) a natalizumab sia più efficace rispetto a quello verso fingolimod nel ridurre il tasso di recidive e il carico di disabilità a breve termine.

«Nei pazienti affetti da SM attiva nonostante il trattamento con interferone beta o glatiramer acetato, i clinici spesso modificano la terapia effettuando uno switch a natalizumab o a fingolimod. Tuttavia, nessuno studio ha confrontato direttamente gli outcome derivanti dal passaggio a uno o all’altro di questi agenti» premettono i ricercatori, coordinati da Tomas Kalincik, dell’Università di Melbourne (Australia). Per questo «lo scopo del nostro studio è stato quello di confrontare gli outcomes di un’intensificazione di trattamento a natalizumab o fingolimod in pazienti con SM con attività recente di malattia in corso di trattamento con DMT iniettabili».

Utilizzando un grande studio osservazionale di coorte prospettico internazionale già acquisito, denominato MSBase, Kalincik e collaboratori hanno identificato pazienti con SM recidivante-remittente (RR SM) che avevano sofferto di recidive o progressione della disabilità nei 6 mesi immediatamente precedenti il passaggio a natalizumab o a fingolimod. Per selezionare sottopopolazioni con caratteristiche di base simili è stata utilizzata una “quasi-randomizzazione” con abbinamenti basati sul punteggio di propensione. Gli outcomes relativi a recidive e disabilità sono stati confrontati a coppie.

Dei 792 pazienti inclusi, 578 sono stati abbinati (natalizumab, n = 407; fingolimod, n = 171). Il follow-up medio durante lo studio è stato di 12 mesi. I tassi di recidiva annualizzati (ARR) sono diminuiti da 1,5 a 0,2 con natalizumab e da 1,3 a 0,4 con fingolimod, con il 50% di differenza relativa post-switch di rischio di recidiva (p = 0,002). Si è osservato un tasso di regressione di disabilità sostenuta superiore di 2,8 volte dopo il passaggio a natalizumab rispetto a quello a fingolimod (p <0.001). Non si è invece notata tra i gruppi alcuna differenza nel tasso di eventi di progressione della disabilità. Era differente invece il cambiamento nel carico globale della disabilità (quantificato come area sotto la curva disabilità/tempo) tra natalizumab e fingolimod (-0,12 vs 0,04 per anno, rispettivamente; p <0,001).

«Il tasso di recidiva è stato inferiore del 50% dopo il passaggio a natalizumab rispetto a fingolimod, con un corrispondente aumento relativo della quota di pazienti liberi da ricadute per natalizumab» commentano gli autori. «I tassi di progressione di disabilità sostenuta a sei mesi non sono risultati differenti tra i due gruppi di trattamento. In ogni caso, i pazienti passati a natalizumab avevano una probabilità 2,8 volte maggiore di avere una regressione della disabilità sostenuta a 6 mesi rispetto a quelli “switchati” a fingolimod».

«Anche se non abbiamo osservato differenze nella tasso di progressione della disabilità sostenuta tra le strategie di switch a confronto, abbiamo trovato un significativo aumento della probabilità di regressione della disabilità sostenuta dopo il passaggio a natalizumab» sottolineano Kalincik e colleghi. «Una possibile interpretazione è che, anche se entrambe le strategie di passaggio dal DMT sono molto efficaci nel ritardare la progressione della disabilità, natalizumab sia superiore nel promuovere il recupero da una disabilità accumulata di recente nei soggetti SM attivi».

Nel complesso- concludono i ricercatori - sia natalizumab che fingolimod riducono in modo significativo l'insorgenza di recidive nei pazienti che passano da una terapia con interferone beta o glatiramer acetato a causa di malattia attiva recente, e i tassi di progressione confermata degli eventi di disabilità post-switch eventi sono molto simili. Questa analisi suggerisce però che il passaggio a natalizumab sia più efficace rispetto al passaggio a fingolimod nel ridurre le recidive e promuovere la riduzione della disabilità. Per gli autori è necessaria un’estensione del follow-up post-switch per confrontare l'effetto di queste strategie terapeutiche sugli outcome a lungo termine.

Arturo Zenorini
Kalincik T, Horakova D, spelman T, et al. Switch to natalizumab versus fingolimod in active relapsing-remitting multiple sclerosis. Ann Neurol, 2015 Jan 17. [Epub ahead of print]
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