Sclerosi multipla, cladribina efficace qualunque sia il punteggio di disabilità di base. #ACTRIMS2020

Neurologia

I pazienti con sclerosi multipla (SM) recidivante-remittente trattati con compresse di cladribina (CT) hanno conseguito miglioramenti simili in termini di recidive ed esiti alla risonanza magnetica cerebrale (RM) indipendentemente dal punteggio EDSS (Expanded Disability Status Scale) al basale. Sono le conclusioni di un'analisi post hoc dello studio di fase 3 CLARITY, i cui risultati sono stati presentati a West Palm Beach, nel corso del meeting annuale dell'Americas Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis Forum 2020 (ACTRIMS 2020).

I pazienti con sclerosi multipla (SM) recidivante-remittente trattati con compresse di cladribina (CT) hanno conseguito miglioramenti simili in termini di recidive ed esiti alla risonanza magnetica cerebrale (RM) indipendentemente dal punteggio EDSS (Expanded Disability Status Scale) al basale. Sono le conclusioni di un’analisi post hoc dello studio di fase 3 CLARITY, i cui risultati sono stati presentati a West Palm Beach, nel corso del meeting annuale dell'Americas Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis Forum 2020 (ACTRIMS 2020).

Anche l’effetto del farmaco sullo stato NEDA (No Evidence of Disease Activity) si è dimostrato costante nei pazienti con punteggio EDSS =/>3,5 o </=3,0.

Che cosa era rimasto da approfondire nello studio CLARITY?
Nello studio di fase 3 CLARITY – ha ricordato il primo autore, Giancarlo Comi, direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano – i pazienti con SM recidivante-remittente trattati con compresse di CT 10 mg (3,5 mg/kg [CT3,5] o 5,25 mg/kg, dose cumulativa nell'arco di due anni), hanno mostrato significativi riduzioni del tasso di recidiva annualizzato (ARR, P <0,001), del tempo a 3 mesi di cambiamento sostenuto della scala EDSS (P</=0,03) e di attività lesionale alla RM (tutti le P < 0,001) rispetto al placebo.

Tuttavia, ha specificato Comi «l'efficacia di CT non è stata completamente caratterizzata nei pazienti in transizione verso la SM secondariamente progressiva attiva o non attiva, per i quali punteggi EDSS =/> e </=3.0, rispettivamente, possono essere usati come definizione di approssimazione (proxy).

Gli obiettivi e i metodi della nuova analisi post hoc
Obiettivo di questa analisi era esaminare le differenze tra placebo e CT3.5 in termini di endpoint clinici e RM e nel raggiungimento di NEDA nei pazienti con punteggi EDSS basali =/>3,5 o </=3,0 nello studio CLARITY.

In questa analisi post-hoc, i dati della settimana 96 di CLARITY sono stati esaminati retrospettivamente nei pazienti con EDSS =/>3,5 o </=3,0 al basale per recidive, progressione della disabilità confermata a 3 o 6 mesi (CDP, per variazioni del punteggio EDSS), nuove lesioni in T1, lesioni che captano il gadolinio (Gd+), lesioni attive in T2 attive e NEDA, ha spiegato Comi.

Risultati convincenti rispetto a recidive, NEDA ed esiti RM
Questi i risultati. Le caratteristiche di base sono state distribuite uniformemente tra i gruppi di trattamento. I numeri delle recidive, le lesione T1 Gd+ e le lesioni T2 attive erano maggiori nei pazienti trattati con placebo rispetto a quelli trattati con CT3,5 per entrambi i gruppi EDSS basali (tutti P <0,0001, significato nominale) alla settimana 96.

Per i pazienti con EDSS basale =/>3,5, il trattamento con CT3,5 ha portato a miglioramenti nelle recidive qualificate (stime Kaplan-Meier all'ultimo evento: 78,3% vs 60,3%), CDP a 3 mesi (83,5% contro 69,4%) e CDP a 6 mesi (88,1% contro 78,2%) vs placebo.

Le differenze tra CT3.5 e il trattamento con placebo nel gruppo EDSS di base </=3,0 erano: 81,1% vs 61,6% per recidiva qualificata, 86,3% vs 80,6% per CDP a 3 mesi e 92,0% vs 87,2% per CDP a 6 mesi.

I rapporti di probabilità (OR) hanno favorito CT3,5 rispetto a placebo per NEDA in base a CDP a 3 mesi (OR: 4,.40) e CDP a 6 mesi (OR: 4,11) nel gruppo EDSS =/>3,5 al basale e nel gruppo EDSS </=3,0 al basale (OR per CDP a 3 mesi: 4,23; OR per CDP a 6 mesi: 4,62; tutte le P <0,0001, significato nominale).

Il trattamento con compresse di cladribina ha portato a miglioramenti simili nei risultati di recidiva e RM, indipendentemente dal punteggio EDSS basale del paziente. Anche l'effetto delle compresse di cladribina sui compositi NEDA è stato favorevole nei pazienti con EDSS basale =/>3.5 o </=3.0, ha concluso Comi.


Comi G, et al. Effectiveness Of Cladribine Tablets In Patients With Relapsing-remitting Multiple Sclerosis With Baseline EDSS =/>3.5 Or </=3.0 In CLARITY 5th annual Americas Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ACTRIMS) Forum 2020. Abstract P058.
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