Sclerosi multipla, conferme di efficacia dai dati a 8 anni di alemtuzumab. #ECTRIMS

I pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente che hanno ricevuto alemtuzumab hanno continuato a mantenere gli effetti del trattamento sull'attività della malattia per otto anni, in base ai dati di estensione di due studi clinici di Fase 3. I risultati sono stati presentati nel corso del 34° Congresso del Comitato europeo per il trattamento e la ricerca nella sclerosi multipla (ECTRIMS) a Berlino, in Germania.

I pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente che hanno ricevuto alemtuzumab hanno continuato a mantenere gli effetti del trattamento sull'attività della malattia per otto anni, in base ai dati di estensione di due studi clinici di Fase 3. I risultati sono stati presentati nel corso del 34° Congresso del Comitato europeo per il trattamento e la ricerca nella sclerosi multipla (ECTRIMS) a Berlino, in Germania.

Tra i pazienti trattati con alemtuzumab negli studi a due anni, il 77% (n = 290/376) dello studio CARE-MS I e il 69% (n = 300/435) dello studio CARE-MS II hanno completato il follow-up a lungo termine fino all'ottavo anno.

I risultati principali sono di seguito riportati.

Dopo aver ricevuto i primi due cicli di alemtuzumab, al momento dello studio e 12 mesi dopo, il 56% (n = 197)  CARE-MS I e il 44% (n = 172)  CARE-MS II dei pazienti trattati con alemtuzumab entrati nell'estensione, non hanno ricevuto ulteriori trattamenti fino all'ottavo anno di follow up. I pazienti potevano ricevere sia il ritrattamento con alemtuzumab sia il trattamento con un altro DMT.
I tassi di recidive annualizzati osservati in pazienti trattati con alemtuzumab  nel  CARE-MS I (0,18) e nel CARE-MS II (0,26) per 2 anni (entrambi p <0,0001 rispetto al trattamento con SC IFNB-1a), si sono mantenuti bassi durante l'estensione ( 0,14 e 0,18 all'ottavo anno, rispettivamente).

All'ottavo anno, il 71% (n = 252) e il 64% (n = 260) dei pazienti trattati con alemtuzumab nel CARE-MS I e nel CARE-MS II, rispettivamente, non hanno mostrato un peggioramento della disabilità; il 41% (n = 84) e 47 % (n = 135), rispettivamente, ha invece avuto un miglioramento confermato della disabilità.

Nell'ottavo anno, per i pazienti che avevano ricevuto alemtuzumab in CARE-MS I e si è osservata una riduzione della perdita di volume cerebrale.Negli anni dal terzo all'ottavo, la perdita annuale del volume cerebrale era -0,22% o meno, e -0,19% o meno, rispettivamente, inferiore a quella osservata nei pazienti trattati con alemtuzumab durante gli studi core di due anni (CARE- MS I: -0,59% nel primo anno, -0,25% nel secondo anno, CARE-MS II: -0,48% nel primo anno, -0,22% nel secondo anno).

Dal secondo all’ottavo anno, la maggior parte dei pazienti non presentava evidenza di attività di malattia alla risonanza magnetica (MRI)4 (66-77% in CARE-MS I e 66-76% in CARE-MS II, negli anni 2 - 8, rispettivamente).

Complessivamente, l'incidenza di eventi avversi (AE) durante l'estensione fino all'ottavo anno si è ridotta rispetto agli studi core (CARE-MS I: 50,7% nell'anno 8 rispetto al 93,6% nell'anno uno e 84% nel secondo anno CARE-MS II: 52,6% nell'anno 8 rispetto al 94,7% nell'anno 1 e 92,6% nel secondo anno). La frequenza degli eventi avversi della tiroide era più alta al terzo anno (CARE-MS I: 15 percento; CARE-MS II: 17 percento) e generalmente si riduceva negli anni successivi.

“I dati dello studio di estensione presentati all'ECTRIMS quest'anno hanno confermato l’efficacia di alemtuzumab  con esiti clinici e MRI, compresa la riduzione della perdita di volume cerebrale, nell'arco di otto anni" ha affermato Barry Singer, direttore dell’MS Center for Innovations in Care presso il Baptist Medicial Center, St. Louis, Missouri. "Dopo i primi due cicli di alemtuzumab, circa la metà dei pazienti non ha ricevuto ulteriori trattamenti per otto anni. Quasi due terzi dei pazienti non hanno manifestato un peggioramento della disabilità fino all'ottavo anno, fornendo importanti informazioni sull’efficacia di alemtuzumab nel tempo. "

Gli studi di fase 3 di alemtuzumab sono studi randomizzati, in aperto, con valutatore in cieco della durata di due anni degli  studi core che hanno confrontato il trattamento di alemtuzumab vs interferone beta-1a sottocutaneo ad alte dosi in pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente (RRMS) con malattia attiva, non trattati in precedenza (CARE-MS I) o che hanno risposto in modo non adeguato a un'altra terapia (CARE-MS II).

Negli studi clinici, gli eventi avversi associati ad alemtuzumab sono stati: reazioni all'infusione, patologie autoimmuni (come tiroiditi, nefropatie), infezioni e polmoniti. Sono stati istituiti programmi di gestione del rischio (Risk Management Plan) che includono informazioni per un adeguato monitoraggio per rilevare e gestione in tempi rapidi i principali rischi identificati e quelli potenziali.