Sclerosi multipla: sicurezza di cladribina confermata fino a 10 anni, con un'efficacia prolungata #ECTRIMS2018

Ormai non ci sono dubbi: la cladribina č sicura, non č associata ad aumento del rischio di eventi avversi gravi e la sua efficacia si mantiene fino a 4 anni, un periodo ben pių prolungato rispetto a quello di dosaggio.

Ormai non ci sono dubbi: la cladribina è sicura, non è associata ad aumento del rischio di eventi avversi gravi e la sua efficacia si mantiene fino a 4 anni, un periodo ben più prolungato rispetto a quello di dosaggio.

I dati di real world e il follow up fino a dieci anni degli studi clinici presentati al 34° Congresso dell’European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS) di Berlino confermano il positivo profilo rischio/beneficio del trattamento orale per la sclerosi multipla, assunto per un massimo di 20 giorni nell’arco di due anni.



Nuovi dati sulla sicurezza a lungo termine
Secondo quanto rilevato dall’analisi integrata dei dati dei pazienti coinvolti negli studi CLARITY, CLARITY EXT e ORACLE-MS, a cui si aggiungono due anni di dati derivati dal registro a lungo termine PREMIERE, il profilo degli eventi avversi emergenti dal trattamento associati a cladribina compresse in pazienti con sclerosi multipla recidivante (RMS) è stato confermato senza ulteriori novità sulla sicurezza del prodotto.
Inoltre, sono stati presentati i dati relativi ai primi 6 mesi di trattamento con cladribina compresse nella vita reale dopo l’approvazione del farmaco in Europa.

L’analisi integrata si riferisce a pazienti che sono stati seguiti fino a 10 ann .  A 923 pazienti è stata somministrata cladribina compresse alla dose dada 3,5 mg/kg mentre a 641 pazienti è stato somministrato un placebo. Per l’analisi sono stati presi in considerazione due periodi di tempo: fino a febbraio 2015 (p1) e fino a maggio 2017 (p2).

Nell’analisi, l’incidenza aggiustata di ≥1 eventi avversi severi per 100 pazienti–anno era pari a 3,88 con cladribina compresse e 3,24 con plascebo in P2 e 4,00 con cladribina compresse e 3,57 con placebo in p1. L’incidenza aggiustata  di linfopenia severa per 100 pazienti-anno era di 0,11 con cladribina e 0 con placebo in p2 e 0,12 con cladribina e 0 con placebo in p1. L’incidenza aggiustata di infezioni  per 100 pazienti-anno era pari a 0,63 con cladribina e 0,44 con placebo in p2 e 0,69 con cladribina e 0,50 con placebo in p1. L’incidenza aggiustata di infezioni severe da herpes zoster per 100 pazienti-anno era pari a 0,05 con cladribina e 0 con placebo in p2 e 0,06 con cladribina e 0 con placebo in p1.

Per quanto riguarda le neoplasie, l’incidenza aggiustata per 100 pazienti-anno era di  0,65 con cladribina e 0,35 con placebo in p2 e 0,74 con cladribina e 0,50 con placebo in p1.

Nell’ambito di questa analisi, una panoramica dei dati di sicurezza post approvazione fino a luglio 2018 ha inoltre dimostrato l’assenza di nuove segnalazioni di sicurezza o tollerabilità per il farmaco.

“A mio avviso, abbiamo inaugurato l’era delle terapie di immuno-ricostituzione (IRT) per la sclerosi multipla, che prevedono una somministrazione a cicli, pur avendo un’efficacia di gran lunga più duratura rispetto al periodo di dosaggio”, ha affermato il Prof. Gavin Giovannoni, ricercatore responsabile degli Studi CLARITY e Chair of Neurology, alla Barts and The London School of Medicine and Dentistry, UK. “I nuovi dati presentati all’ECTRIMS hanno indicato che cladribina compresse garantisce un’efficacia sostenuta, senza far riscontrare nuove segnalazioni di sicurezza nel lungo termine.”



Nuovi dati sull’efficacia prolungata
Nello studio CLARITY, cladribina ha mostrato di essere efficace rispetto al placebo per un periodo di due anni in pazienti con RMS; l’efficacia si è poi mantenuta negli anni 3 e 4 senza ulteriore trattamento. Nello studio CLARITY, i pazienti con un’elevata attività di malattia (HDA) hanno mostrato una migliore risposta al trattamento o una risposta comparabile a quella osservata nella popolazione generale dello studio.

Le analisi post hoc dello studio CLARITY EXT dopo 20 giorni di trattamento con cladribina compresse da 3,5 mg/kg negli anni 1 e 2 mostrano il mantenimento dello status NEDA-3 annuale nei pazienti trattati con cladribina compresse da 3,5 mg/kg o mediante placebo fino alla fine dell’anno 4.

Il tasso annuale di ricadute nello studio CLARITY EXT per la popolazione che era passata da cladribina al placebo nella fase EXT dello studio era pari a 0,15, sia nei pazienti con elevata attività di malattia, sia nei pazienti con una inferiore attività di malattia.

Un’ulteriore analisi post hoc dei dati derivati dallo studio CLARITY ha indicato che l’efficacia di cladribina compresse rispetto a recidive e MRI non sembra essere influenzata dall’età, in coerenza con i risultati di analoghe analisi svolte in precedenza . I dati del presente studio hanno dimostrato la riduzione delle recidive qualificanti nei pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante sia con età inferiore che superiore a 45 anni. Quanto alle misure MRI, i dati hanno dimostrato che il numero di lesioni cumulative (nuove lesioni T1 Gd+ e lesioni attive T2) alla 96a settimana è risultato ridotto con cladribina compresse rispetto al placebo in entrambe le fasce di età.

“I dati presentati in occasione dell’ECTRIMS 2018 evidenziano il nostro continuo impegno mirato a comprendere il profilo rischio/beneficio a lungo termine di cladribina compresse”, ha dichiarato Luciano Rossetti, Head of Global R&D per l’area di business biofarmaceutico di Merck. “Visto il numero sempre crescente di pazienti che possono usufruire di cladribina compresse a livello globale, diventa sempre più importante per noi investire nella ricerca scientifica per poter caratterizzare ulteriormente il profilo terapeutico del medicinale così da garantire un beneficio ottimale ai pazienti”.