Sclerosi multipla in pediatria, diversitą d'uso di interferone beta-1a sc tra Usa e resto del mondo

L'analisi retrospettiva di un campione multinazionale di pazienti pediatrici affetti da sclerosi multipla (SM) che avevano ricevuto interferone sottocutaneo beta-1a hanno verificato come quelli provenienti dagli Stati Uniti avessero un pił alto indice di massa corporea (BMI), una maggiore frequenza di recidive e fossero stati gestiti in modo diverso rispetto ai pazienti degli altri Paesi (rest of World, ROW).

L'analisi retrospettiva di un campione multinazionale di pazienti pediatrici affetti da sclerosi multipla (SM) che avevano ricevuto interferone sottocutaneo beta-1a hanno verificato come quelli provenienti dagli Stati Uniti avessero un più alto indice di massa corporea (BMI), una maggiore frequenza di recidive e fossero stati gestiti in modo diverso rispetto ai pazienti degli altri Paesi (rest of World, ROW).

Futuri studi prospettici sono necessari per confermare queste osservazioni e accertare il loro significato clinico, secondo lo studio pubblicato online sul Journal of Neurological Sciences.

Vi è consenso internazionale sull'importanza di iniziare una terapia modificante la malattia (DMT) in bambini e adolescenti affetti da SM. Questi ultimi rappresentano un sottogruppo poco studiato, in gran parte a causa della bassa frequenza della SM in questa fascia di età. L'incidenza della SM nei bambini e negli adolescenti, infatti, è stimata intorno a 0,18-0,51 per 100.000, rispetto a 3,6 e 2,0 per 100.000 in uomini e donne, rispettivamente.

«Non è chiaro però in che modo i pazienti pediatrici con SM rispondono alla DMT e se le differenze regionali influiscono sulla gestione della SM con DMT» affermano gli autori, guidati da Lauren B. Krupp, del Pediatric MS Center at NYU Langone, New York (USA).  «Studi di piccole dimensioni (che coinvolgono al massimo 50 partecipanti) hanno dimostrato che i tassi di recidiva al basale diminuiscono dopo il trattamento con DMT».

Anche l’Italia coinvolta nell’analisi post hoc dell’ampio studio retrospettivo REPLAY
«Recentemente» aggiungono «il nostro gruppo, composto dai ricercatori dello studio REPLAY, ha completato la più grande analisi retrospettiva di esperienza di trattamento con interferone (IFN) beta-1a per via sottocutanea (sc) in pazienti pediatrici con SM. Sulla base della revisione delle cartelle cliniche di 307 pazienti pediatrici (298 dei quali avevano una diagnosi finale di SM) arruolati da 8 Paesi, abbiamo trovato che le dosi per adulti di IFN beta-1a sc (44 e 22 mcg tre volte a settimana) erano ben tollerate e associate a una riduzione dei tassi di recidiva rispetto ai tassi prima del trattamento».

Nell’attuale lavoro Krupp e colleghi riportano i dati di un’analisi post hoc, confrontando i partecipanti al REPLAY arruolati negli USA con quelli provenienti da Italia, Russia, Argentina, Francia, Canada, Tunisia e Venezuela, analizzati insieme come gruppo ROW. Queste analisi hanno confrontato le caratteristiche cliniche selezionate al basale, le pratiche di trattamento e gli outcome tra gli Stati Uniti e il ROW, dove gli ambienti sanitari variano, per determinare se le differenze regionali hanno un impatto sulla gestione della SM con DMT.

Dati anonimi, registrati come parte della pratica clinica di routine, sono stati ottenuti dalle cartelle cliniche (1997-2009) dei partecipanti allo studio (che hanno ricevuto Interferone beta-1a  sottocutaneo prima dei 18 anni) provenienti da USA e ROW. I campioni sono stati stratificati per età (preadolescenti [
Gli adolescenti degli Stati Uniti avevano un BMI superiore rispetto agli adolescenti ROW (BMI: 27,2 vs 22,5 kg/m2), hanno iniziato la DMT più precocemente dopo la prima recidiva, avevano una maggiore probabilità di avere ricevuto una DMT prima di iniziare l’interferone beta-1a sottocutaneo, avevano un più elevato tasso di recidive e hanno avuto maggiori probabilità di passare da IFN beta-1a sc a un altro DMT prima della fine del periodo di osservazione.

Tra i Paesi studiati, le principali conclusioni dello studio REPLAY sono ancora applicabili. In particolare, indipendentemente dalla regione, il trattamento con IFN beta-1a sc è stato ben tollerato in preadolescenti e adolescenti affetti da SM. Il trattamento è apparso anche associato a una riduzione delle recidive cliniche rispetto al trattamento precedente.
Pur essendo i dati disponibili limitati è emerso che «il BMI era notevolmente più alto tra gli adolescenti degli USA: un’osservazione in linea con l'attuale epidemia di obesità infantile e adolescente negli Stati Uniti» osservano gli autori.

Modelli prescrittivi differenti anche in base alla disponibilità delle varie formulazioni
Differenze interessanti sono state trovate anche tra i modelli di prescrizione negli USA e nel ROW. I pazienti USA avevano una maggiore frequenza d’uso di un altro DMT prima dell'inizio dell’IFN-beta 1a sc e hanno persistito sul trattamento con IFN-beta 1a sc per un tempo più breve.

«La spiegazione per la maggiore frequenza d’uso di altri DMT prima dell'inizio con IFN-beta 1a sc negli Stati Uniti rispetto ad altri Paesi è sconosciuta» affermano gli autori. «Una possibilità è che l’IFN beta-1a a basso dosaggio e a bassa frequenza ha avuto la più grande quota di mercato in questo periodo negli Stati Uniti e potrebbe essere stato prescritto preferenzialmente ai pazienti più giovani».

Inoltre, aggiungono, «l’IFN beta-1a sc si è reso disponibile in Europa per la prima volta nel 1998 mentre non lo è stato negli USA fino al 2002, così da non poter essere stato utilizzato altrettanto spesso». Anche la diversa disponibilità di altri trattamenti è probabile che abbia contribuito al maggiore tasso di switch fra trattamenti rilevato nei pazienti americani.

«Dal 2007» ricordano ancora Krupp e colleghi «una nuova formulazione senza siero è stata progressivamente introdotta in Europa e in altre regioni, progettata per ridurre l'immunogenicità e migliorare la tollerabilità locale del trattamento. Questa formulazione si è associata a un’incidenza di reazioni nel sito di iniezione circa tre volte inferiore rispetto a quella riscontrata in studi storici svolti con la formulazione originale. La nuova formulazione non è stata approvata negli USA e pertanto i pazienti statunitensi nel presente studio sono stati trattati con l'originale formulazione contenente siero».

Nel loro insieme, i risultati presentati da Krupp e collaboratori dimostrano che, rispetto ad altri Paesi, gli adolescenti con SM provenienti dagli Stati Uniti hanno un BMI superiore e sembrano essere gestiti in modo diverso rispetto ai loro omologhi ROW: è prescritta una maggiore varietà di DMT, il trattamento è iniziato in modo più rapido dal momento della diagnosi e vi è una maggiore tendenza a cambiare terapie.

Krupp LB, Pohl D, Ghezzi A, et al. Subcutaneous interferon β-1a in pediatric patients with multiple sclerosis: Regional differences in clinical features, disease management, and treatment outcomes in an international retrospective study. J Neurol Sci, 2016 Jan 15. [Epub ahead of print]
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