Sclerosi multipla, nuovo successo in Fase III per ozanimod

Secondo centro per ozanimod, il nuovo farmaco orale in sviluppo per la terapia della sclerosi multipla recidivante remittente. Il farmaco ha raggiunto l'end point in uno studio di Fase III denominato RADIANCE, che valutata il tasso annualizzato di recidive (ARR) in confronto all'interferone β-1a. Questi risultati possitivi si sommano a quelli altrettanto buoni dello studio SUMBEAM, resi noti lo scorso mese di febbraio.

Secondo centro per ozanimod, il nuovo farmaco orale in sviluppo per la terapia della sclerosi multipla recidivante remittente. Il farmaco ha raggiunto l’end point in uno studio di Fase III denominato RADIANCE, che valutata il tasso annualizzato di recidive (ARR) in confronto all’interferone β-1a. Questi risultati possitivi si sommano a quelli altrettanto buoni dello studio SUMBEAM, resi noti lo scorso mese di febbraio.

Ozanimod è un nuovo modulatore selettivo del recettore della sfingosina 1-fosfato 1 (S1PR1) e 5-fosfato (S1PR5) attivo per via orale.
Lo studio RADIANCE ha valutato due dosi di ozanimod (0,5 mg e 1 mg) somministrate per via orale in pazienti trattati per due anni.

Il trial ha arruolato 1.313 pazienti con RMS provenienti da 21 Paesi. Entrambe le dosi di ozanimod hanno dimostrato riduzioni statisticamente significative e clinicamente rilevanti dell'endpoint primario (ARR) e degli endpoint secondari chiave che consistevano nel numero di lesioni T2 nuove o ingrandite alla RM nei 24 mesi di trattamento rispetto all’interferone e al numero di lesioni captanti il gadolinio a 24 mesi, confrontate con l’interferone.

In un'analisi predefinita del tempo alla progressione della disabilità confermata in entrambi gli studi di fase III RADIANCE e SUNBEAM, è stato osservato un tasso molto basso di progressione della disabilità nei tre gruppi di trattamento e ozanimod non ha raggiunto la significatività statistica rispetto all’interferone.

Inoltre, in entrambi gli studi di fase III le due dosi di ozanimod hanno dimostrato una riduzioni statisticamente significative dell’atrofia cerebrale rispetto all’interferone.

Il profilo globale di sicurezza e tollerabilità del farmaco è risultato coerente con i risultati dello studio di fase III SUNBEAM recentemente completato e con precedenti studi di fase II.

"I risultati dello studio RADIANCE confermano i dati osservati in SUNBEAM e sono coerenti con l’estensione a lungo termine dello studio di Fase II RADIANCE", ha dichiarato Bruce Cree, MD, Ph.D., Professore Associato di Neurologia, Centro di Sclerosi Multipla, Università Della California, San Francisco. "Gli effetti significativi osservati con ozanimod sulle ricadute e sulle risposte alla MRI, compresa la perdita di volume cerebrale, accoppiati al profilo di sicurezza e tollerabilità osservati nelle due prove di fase III, rappresentano un importante avanzamento per una malattia che necessita di terapie orali aggiuntive con un beneficio favorevole“.

Ulteriori analisi dello studio RADIANCE sono in corso. Nel febbraio 2017, Celgene aveva annunciato i risultati positivi top-line dallo studio di Fase III SUNBEAM. I risultati dettagliati dei trial RADIANCE e SUNBEAM saranno presentati in un prossimo congresso medico. Alla fine del 2017 è prevista la presentazione all’Fda della domanda di registrazione del farmaco, basata sui dati combinati dei trial SUNBEAM e RADIANCE.

Ozanimod
Ozanimod è un nuovo modulatore selettivo del recettore della sfingosina 1-fosfato 1 (S1PR1) e 5 (S1PR5) attivo per via orale, in fase di sviluppo per indicazioni immuno-infiammatorie, tra cui sclerosi multipla recidivante, colite ulcerosa e morbo di Crohn.

Attraverso il legame selettivo con i recettori S1PR1 si ritiene possa inibire un sotto insieme specifico di linfociti attivati dalla migrazione verso siti di infiammazione. Il risultato è una riduzione dei linfociti T e B circolanti che determina attività anti-infiammatoria. È importante sottolineare che, la sorveglianza immunitaria è preservata.

Attraverso il legame selettivo con i recettori S1PR5 si ritiene di poter attivare cellule specifiche all'interno del sistema nervoso centrale. Questo ha il potenziale per migliorare la rimielinizzazione e prevenire i difetti sinaptici. In ultima analisi, i danni neurologici possono essere prevenuti.