Sclerosi multipla, per dimetilfumarato le conferme arrivano dalla real life

Nuove evidenze real world e provenienti dalla pratica clinica dimostrano che dimetilfumarato ha garantito un'efficacia elevata e duratura in pazienti di nuova diagnosi e in pazienti precedentemente trattati affetti da sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR), confermandone il profilo di sicurezza in pazienti sottoposti a trattamento per un massimo di nove anni.

Nuove evidenze real world e provenienti dalla pratica clinica dimostrano che dimetilfumarato ha garantito un’efficacia elevata e duratura in pazienti di nuova diagnosi  e in pazienti precedentemente trattati affetti da sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR), confermandone il profilo di sicurezza in pazienti sottoposti a trattamento per un massimo di nove anni.

Questa è la sintesi dei dati sul farmaco che verranno presentati al 32° congresso dell’European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS) in corso a Londra.

Le evidenze raccolte nella pratica clinica e negli studi clinici avvalorano gli effetti positivi del trattamento con dimetilfumarato e ne dimostrano l’efficacia rispetto ad altre terapie per la SM.

Utilizzando i dati ricavati dal registro globale MSBase e la tecnica del propensity score matching, i ricercatori hanno confrontato i tassi di recidiva e gli outcome dopo sospensione del trattamento in 415 pazienti trattati con dimetilfumarato con quelli trattati con altre terapie modificanti il decorso della malattia (disease-modifying therapies) largamente in uso (fingolimod, teriflunomide, interferone beta o glatiramer acetato). MSBase è un registro osservazionale, longitudinale che viene costantemente aggiornato e che raccoglie i dati provenienti da quasi 40.000 pazienti affetti da SM in 72 paesi.

Le evidenze del mondo reale ricavate dall’analisi del registro MSBase mostrano i benefici significativi di dimetilfumarato in termini di tempo alla prima recidiva rispetto a interferone beta (26%; hazard ratio [HR] 0,74; intervallo di confidenza [IC] al 95% 0,57, 0,97), glatiramer acetato (28%; HR 0,72; IC 95% 0,54, 0,95) e teriflunomide (34%; HR 0,66; IC 95% 0,45, 0,99). Il tempo alla prima recidiva nel trattamento con dimetilfumarato e fingolimod è stato simile.

“Il registro MSBase è una delle fonti più ampie di dati real world, che vede il contributo di diversi medici, con l’obiettivo ultimo di migliorare la qualità delle cure per la SM”, spiega il professore Helmut Butzkueven, direttore congiunto del Multiple Sclerosis Service al Royal Melbourne Hospital nonché professore associato presso il Dipartimento di Medicina dell’Università di Melbourne. “Quando abbiamo condotto questa ricerca sull’efficacia comparativa, la tecnica del propensity score matching ha consentito di assicurare  caratteristiche somiglianti tra le popolazioni di pazienti, rafforzando quindi l’attendibilità dell’analisi. I dati hanno evidenziato che dimetilfumarato ha ridotto in modo significativo il rischio di prima recidiva rispetto alle terapie iniettive di di prima linea e teriflunomide,mostrando un’efficacia comparabile a fingolimod.”

L’analisi del registro MSBase ha valutato inoltre due endpoint secondari, il tasso annualizzato di ricaduta (ARR) e la persistenza in trattamento. Il follow-up a lungo termine su dimetilfumarato nella pratica clinica può rafforzare tale analisi e chiarire gli effetti osservati sull’ARR nei diversi gruppi di trattamento. Sebbene sia stato osservato un aumento di interruzioni del trattamento con dimetilfumarato rispetto a fingolimod e interferone, un’analisi real world retrospettiva e distinta condotta su pazienti trattati con dimetilfumarato e presentata a ECTRIMS, suggerisce che offrire  una formazione ai pazienti può essere utile nel ridurre la potenziale interruzione del trattamento.