Sclerosi multipla recidivante, ozanimod convince nello studio SUNBEAM in fase III

Sono stati presentati ieri a Parigi, nel corso del "MSParis2017 - 7th Joint ECTRIMS - ACTRIMS Meeting" i risultati dettagliati del trial di fase III SUNBEAM che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di ozanimod, un nuovo modulatore orale selettivo del recettore della sfingosina-1-fosfato 1 (S1PR1) e 5 (S1PR5), rispetto a un trattamento di prima linea, l'interferone beta-1a (IFN), nei pazienti con sclerosi multipla recidivante (RSM). Il nuovo farmaco ha dimostrato di essere superiore all'IFN nel ridurre i tassi annualizzati di recidiva (ARR) e il numero delle lesioni cerebrali alla risonanza magnetica (RM).

Sono stati presentati ieri a Parigi, nel corso del “MSParis2017 – 7th Joint ECTRIMS – ACTRIMS Meeting” i risultati dettagliati del trial di fase III SUNBEAM che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di ozanimod, un nuovo modulatore orale selettivo del recettore della sfingosina-1-fosfato 1 (S1PR1) e 5 (S1PR5), rispetto a un trattamento di prima linea, l’interferone beta-1a (IFN), nei pazienti con sclerosi multipla recidivante (RSM). Il nuovo farmaco ha dimostrato di essere superiore all’IFN nel ridurre i tassi annualizzati di recidiva (ARR) e il numero delle lesioni cerebrali alla risonanza magnetica (RM).

Le caratteristiche della molecola
Ozanimod è un farmaco in sviluppo per indicazioni immuno-infiammatorie tra cui la RSM, la colite ulcerosa e la malattia di Crohn. Si ritiene che il legame selettivo con S1PR1 inibisca un sottogruppo specifico di linfociti attivati nella loro migrazione ai siti di infiammazione. Il risultato è una riduzione dei linfociti T e B circolanti che porta ad attività anti-infiammatoria. Molto importante è il fatto che l’immunosorveglianza è mantenuta.

Il legame selettivo con S1PR5 si pensa attivi cellule specifiche all'interno del sistema nervoso centrale (SNC). Ciò determina le potenzialità di un miglioramento della rimielinizzazione e della prevenzione di difetti sinaptici. In definitiva, il danno neurologico può essere prevenuto.

Metodi e risultati del trial clinico
SUNBEAM è un trial clinico randomizzato, a doppio cieco, double-dummy, controllato attivamente, volto a valutare l'efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di due dosi di ozanimod orale (1 mg e 0,5 mg) nei confronti dell'IFN intramuscolare settimanale durante un periodo di trattamento di 12 mesi. Lo studio ha incluso 1.346 persone con RSM in 152 centri in 20 Paesi.

L'endpoint primario del trial era l’ARR durante il periodo di trattamento. Gli endpoint secondari di RM erano il numero di lesioni cerebrali RM iperintense nuove o ingrandite pesate in T2 a 12 mesi, il numero di lesioni cerebrali gadolinio-captanti al mese 12 e la variazione percentuale rispetto al basale del volume del cervello al mese 12. È stata inoltre prespecificata un'analisi del tempo di inizio della progressione della disabilità confermata a 3 mesi.

I risultati comunicati a Parigi hanno dimostrato una significativa riduzione della ARR per ozanimod 1 mg (ARR = 0,18, p inferiore a 0,0001) e per ozanimod 0,5 mg (ARR = 0,24, p = 0,0013) rispetto a IFN (ARR = 0,35) su una media di 13,6 mesi di trattamento.

Ozanimod ha dimostrato una significativa riduzione delle lesioni T2 nuove o ingrandite per un anno con ozanimod 1 mg (48%, p inferiore a 0,0001) e 0,5 mg (25%, p = 0,0032) rispetto a IFN. È stata inoltre dimostrata una significativa riduzione delle lesioni gadolinio-captanti alla RM a 1 anno per ozanimod 1 mg (63%, p inferiore a 0,0001) e ozanimod 0,5 mg (34%, p = 0,0182) rispetto a IFN.

Nel SUNBEAM si è osservata una riduzione della perdita di volume del cervello (misura associata alla progressione della sclerosi multipla) per entrambi i gruppi di dosaggio di ozanimod rispetto al gruppo IFN. La perdita complessiva di volume cerebrale è stata ridotta del 33% con la dose da 1 mg di ozanimod (variazione media percentuale da basale a 1 anno: -0,39, p inferiore a 0,0001) e 12% nel gruppo di 0,5 mg (-0,50, p = 0,06) contro IFN (-0,57) a un anno.

All'analisi predefinita dello studio SUNBEAM, ozanimod non ha raggiunto la significatività statistica rispetto all'IFN nel tempo alla progressione di invalidità confermata a 3 mesi. Un tasso molto basso di progressione della disabilità è stato però osservato in tutti i gruppi di trattamento. Nel SUNBEAM, il numero di pazienti con progressione di invalidità confermata a 3 mesi alla fine dello studio è stato di 13 (2,9%) nel gruppo ozanimod 1 mg e nel 17 gruppo (17,3%) nel gruppo ozanimod 0,5 mg rispetto a 19 (4,2%) nel gruppo IFN.

Positivo profilo globale di sicurezza e tollerabilità
Eventi avversi emergenti dal trattamento (AE) sono stati sperimentati dal 59,8% dei pazienti trattati con ozanimod 1 mg, 57,2% con ozanimod 0,5 mg e 75,5% con IFN. Gli AE più comuni nei pazienti trattati con ozanimod sono stati nasofaringiti, mal di testa e infezione delle vie respiratorie superiori.

AE relativi a innalzamento di alanina aminotransferasi erano bassi, transitori e generalmente risolti senza sospensione del farmaco in studio. L'incidenza complessiva di AE gravi è stata simile in tutti i pazienti trattati (ozanimod 1 mg: 2,9% p; 0,5 mg: 3,5%; IFN: 2,5 per cento). Le percentuali di pazienti che hanno interrotto il farmaco in studio a causa di AE sono stati 2,9% per ozanimod 1 mg, 1,5% per 0,5 mg e 3,6% per IFN.

Non è stato segnalato alcun blocco atrioventricolare di secondo grado o superiore. Le percentuali di infezione erano simili in tutte i bracci di trattamento; i tassi di infezione gravi erano bassi e simili tra i bracci del trattamento, senza gravi infezioni opportunistiche nei pazienti trattati con ozanimod.

Il profilo globale di sicurezza e tollerabilità è stato coerente con i risultati dello studio precedentemente riportato nel trial di fase II RADIANCE Part A (dal disegno simile) svolto in pazienti con RSM. Imminente la comunicazione dei risultati del RADIANCE Part B di fase III.

«Le persone che vivono con la SMR hanno ancora bisogno di ulteriori opzioni di trattamento orale con favorevoli profili di rischio/beneficio» ha dichiarato Giancarlo Comi, docente di Neurologia all’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, Direttore del Dipartimento di Neurologia e Neuroriabilitazione del medesimo Istituto scientifico e coautore dello studio. «I dati del SUNBEAM supportano le potenzialità di ozanimod come nuova opzione terapeutica in questa popolazione di pazienti».

A.Z.

Riferimento:

Efficacy and Safety Results from First Phase III Trial of Oral Ozanimod (SUNBEAM) Versus an Active Comparator in Relapsing Multiple Sclerosis.
Presented at MSParis2017 – 7th Joint ECTRIMS – ACTRIMS Meeting