SM, dai livelli sierici del neurofilamento leggero possibili indicazioni della fase prodromica. #ECTRIMS19 

I livelli di neurofilamento leggero sierico (NfL) appaiono aumentati 6 anni prima dell'inizio clinico della sclerosi multipla (SM): lo dimostra uno studio caso-controllo del personale militare statunitense in servizio attivo. I risultati sono stati comunicati a Stoccolma, nel corso del Congresso ECTRIMS, e pubblicati contemporaneamente su "JAMA Neurology".

I livelli di neurofilamento leggero sierico (NfL) appaiono aumentati 6 anni prima dell'inizio clinico della sclerosi multipla (SM): lo dimostra uno studio caso-controllo del personale militare statunitense in servizio attivo. I risultati sono stati comunicati a Stoccolma, nel corso del Congresso ECTRIMS, e pubblicati contemporaneamente su “JAMA Neurology”.

Nei campioni di siero prelevati una mediana di 6 anni prima dell'insorgenza clinica della malattia, i livelli di NfL erano più alti nelle persone che alla fine avevano sviluppato la SM rispetto ai controlli abbinati (mediana 16,7 pg/mL contro 15,2 pg/mL, P = 0,04), ha riportato Kjetil Bjornevik, della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston.

Danni neuroassonali prima dell’insorgenza dei sintomi
«La SM può avere una fase pre-sintomatica o prodromica della durata di diversi anni e il danno neuroassonale può verificarsi già durante questa fase» ha dichiarato Bjornevik. I processi patologici nella SM probabilmente iniziano prima che i pazienti manifestino i loro primi sintomi, ma si sa poco su questa fase, come per esempio quanto duri e cosa succeda durante la stessa, ha spiegato Bjornevik.

All'esordio della malattia, per esempio, i pazienti hanno spesso lesioni del sistema nervoso a diversi stadi di evoluzione, indicativi del fatto che eventi demielinizzanti subclinici potrebbero essersi verificati in passato.

Le lesioni accidentali della sostanza bianca osservate nella sindrome radiologicamente isolata possono verificarsi anni prima dell'insorgenza della SM, ha aggiunto, e i pazienti con SM spesso riportano sintomi e disturbi clinici al loro medico di famiglia fino a 10 anni prima della diagnosi della malattia. Questi però sono marcatori indiretti, ha osservato Bjornevik: non è chiaro se rappresentino veramente una fase prodromica della SM.

Il disegno dello studio caso-controllo
In questo studio caso-controllo nidificato, Bjornevik e colleghi hanno valutato la catena leggera del neurofilamento sierico, un marcatore specifico della degenerazione neuroassonale, come potenziale indicatore di una fase pre-sintomatica della SM.

Hanno studiato il personale militare americano in servizio attivo che aveva almeno un campione di siero conservato nel Repository Serum del Dipartimento della Difesa, identificando 245 pazienti con SM da campioni del 2010 e del 2011.

L'età media di questi pazienti era 27,5 anni al basale e il 76,7% erano uomini. Le concentrazioni sieriche di NfL sono state misurate usando un test ultrasensibile a matrice a singola molecola (Simoa). I ricercatori hanno valutato due gruppi di pazienti con SM da questa coorte.

 «Nel primo gruppo, abbiamo selezionato in modo casuale 30 pazienti con SM di cui era stato raccolto un campione prima dell'insorgenza della SM, e uno poco dopo, con l'insorgenza della SM definita come “primi sintomi della malattia”» ha detto Bjornevik.

Il gruppo avrebbe potuto aiutare a determinare se l’NfL fosse elevato nel periodo dei primi sintomi della SM, ha osservato. Nel secondo gruppo, hanno selezionato casualmente 30 pazienti con SM che avevano due campioni precedenti all’insorgenza di malattia, uno raccolto da 2 a 5 anni prima della diagnosi e uno più di 5 anni prima della stessa.

«Lo scopo di questo gruppo era quello di stabilire se l’NfL era elevato anni prima dei primi sintomi della SM» ha spiegato Bjornevik. Inoltre, i ricercatori hanno selezionato un controllo sano per ciascun caso di SM, abbinato per età, genere, etnia e data approssimativa della raccolta del campione.

Significativo aumento del marcatore al momento dell’insorgenza di malattia
Nel primo gruppo, i livelli sierici di NfL erano significativamente elevati in entrambi i punti – a una mediana di 1 anno prima dell'insorgenza della SM e a una mediana di 1 anno dopo l'insorgenza della SM - rispetto ai controlli corrispondenti.

«I livelli di NfL sono aumentati notevolmente nei casi di SM intorno al momento dell'insorgenza della SM, rispetto ai livelli dei controlli corrispondenti, e quindi sembravano essere un marker sensibile per cogliere il primo evento clinico della SM» ha dichiarato Bjornevik.

Nel secondo gruppo, i livelli di NfL erano più elevati sia nel primo campione pre-sintomatico - che è stato raccolto a una mediana di 6 anni (intervallo da 4 a 10 anni) prima dei primi sintomi della SM - sia nel secondo campione - che è stato raccolto a una mediana di 1 anno prima dei primi sintomi - rispetto ai controlli.

Questa differenza è aumentata quando le date di raccolta del campione sono diventate più vicine alla data di inizio della SM. Anche un aumento dei livelli NfL pre-sintomatici in una singola persona era collegato a un rischio più elevato di SM, ha osservato Bjornevik.

I limiti della ricerca
Lo studio ha diversi limiti: le dimensioni del campione erano piccole e i risultati riflettono in gran parte i dati ottenuti da uomini; non è noto se i risultati si applicano alle donne. Inoltre, se pure l’NfL è un marker di danno neuroassonale, non è specifico per la SM e altri fattori come una lesione cerebrale traumatica possono aver influito sugli esiti.

Sempre perché le dimensioni del campione erano piccole, infine, i ricercatori non sono stati in grado di valutare i valori di cut-off dei livelli sierici di NfL che potrebbero indicare l'inizio di una fase prodromica della SM.

Riferimento bibliografico:
Bjornevik K, Munger KL, Cortese M, et al. Serum Neurofilament Light Chain Levels in Patients With Presymptomatic Multiple Sclerosis. JAMA Neurol, 2019 Sep 13. doi: 10.1001/jamaneurol.2019.3238. [Epub ahead of print]
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