SM, ibudilast ha efficacia differente nella forma primariamente o secondariamente progressiva. #AAN 2019

Nello studio di fase 2 "SPRINT-MS", l'effetto del trattamento di ibudilast per la sclerosi multipla (SM) progressiva stato principalmente guidato da pazienti con SM primariamente progressiva e non da pazienti con malattia progressiva secondaria. quanto stato riferito all'incontro annuale dell'American Academy of Neurology (AAN), a Filadelfia.

Nello studio di fase 2 “SPRINT-MS”, l'effetto del trattamento di ibudilast per la sclerosi multipla (SM) progressiva è stato principalmente guidato da pazienti con SM primariamente progressiva e non da pazienti con malattia progressiva secondaria. È quanto è stato riferito all'incontro annuale dell'American Academy of Neurology (AAN), a Filadelfia.

La differenza può essere correlata a tassi di più rapida atrofia tra i pazienti con SM primariamente progressiva che hanno ricevuto placebo, rispetto a quelli con SM secondaria progressiva che hanno ricevuto placebo.

Il risultato è stato sorprendente, ha detto Andrew Goodman, professore di Neurologia, direttore dell'Unità di Neuroimmunologia e del Centro di Sclerosi Multipla presso l'Università di Rochester (New York).

Il gruppo di Goodman aveva «il ‘bias’ (pregiudizio) e l’aspettativa che la SM progressiva sia primaria che secondaria si comportassero in modo più simile che diverso».

Il disegno dello studio SPRINT-MS
Lo studio SPRINT-MS ha incluso più di 250 pazienti con SM progressiva in 28 centri. I pazienti avevano un'età compresa tra 18 e 65 anni e sono stati seguiti per 96 settimane. I pazienti presentavano SM primariamente progressiva (n = 134) o SM secondariamente progressiva (n = 121) e sono stati randomizzati 1:1 a ibudilast o placebo.

Ibudilast è una piccola molecola somministrata per via orale che è stata utilizzata in Giappone per circa 30 anni per l'asma e altre indicazioni, ha spiegato Goodman. Modelli preclinici, ha aggiunto, hanno suggerito che il farmaco potesse avere effetti neuroprotettivi.

Il risultato primario del trial - un rallentamento del 48% del tasso di atrofia cerebrale totale misurato dalla frazione parenchimale cerebrale con ibudilast - è stato segnalato l'anno scorso sul “New England” (2018; 379 [9]: 846-55). Il presente studio ha esaminato se l'effetto del trattamento di ibudilast era simile per tipo di malattia progressiva utilizzando un approccio analitico con modello misto lineare.

Il gruppo con SM primaria progressiva includeva una percentuale minore di donne. I pazienti con SM secondaria progressiva avevano una durata della malattia più lunga e un maggior grado di atrofia cerebrale al basale.

I risultati inattesi e la loro possibile spiegazione
«Il beneficio complessivo che abbiamo riportato in precedenza sembra essere guidato da soggetti con SM progressiva primaria piuttosto che secondaria progressiva» ha affermato Goodman. Il fatto di considerare le covariate di base non ha influito su questo risultato.

Tra i pazienti che hanno ricevuto placebo, l'atrofia cerebrale in quelli con SM secondariamente progressiva è stata del 57% più lenta rispetto a quelli con SM progressivamente primaria. Il tasso di atrofia per i pazienti non trattati con SM progressivamente primaria «era all'incirca doppio rispetto a quello del gruppo con SM secondariamente progressiva, fatto che riteniamo possa spiegare in parte il differenziale in termini di efficacia» ha affermato Goodman.

«Questi risultati potrebbero avere un impatto sulla futura progettazione di trial per la SM progressiva» ha concluso.

G.O.

Goodman A et al. Philadelphia, AAN 2019, Abstract S12.007.
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