SM recidivante remittente, positivi risultati con amiselimod in fase 2 fino a due anni

In pazienti affetti da sclerosi multipla (SM) recidivante -remittente (SMRR), amiselimod, un modulatore orale selettivo del recettore della sfingosina-1-fosfato 1, ha soppresso l'attività di malattia in modo dose dipendente senza bradiaritmia clinicamente rilevante in uno studio di 2 settimane controllo controllato con placebo di 24 settimane. Ora escono online sul "Multiple Sclerosis Journal" i risultati di un estensione dello studio fino a 96 settimane per valutare l'efficacia e la sicurezza del farmaco a 2 anni.

In pazienti affetti da sclerosi multipla (SM) recidivante –remittente (SMRR), amiselimod, un modulatore orale selettivo del recettore della sfingosina-1-fosfato 1, ha soppresso l'attività di malattia in modo dose dipendente senza bradiaritmia clinicamente rilevante in uno studio di 2 settimane controllo controllato con placebo di 24 settimane. Ora escono online sul “Multiple Sclerosis Journal” i risultati di un estensione dello studio fino a 96 settimane per valutare l’efficacia e la sicurezza del farmaco a 2 anni.

«Questo farmaco era stato sviluppato per il trattamento di varie malattie autoimmuni» spiegano gli autori, guidati da Ludwig Kappos, dell’Ospedale Universitario di Basilea (Svizzera). «Un primo studio di fase 2, della durata di 24 settimane, randomizzato, controllato con placebo, di titolazione (denominato “MOMENTUM”) ha dimostrato la sicurezza e l'efficacia dose-dipendente di amiselimod per via orale unum/die in pazienti con SMRR».

L’estensione del MOMENTUM
Ora, proseguono Kappos e colleghi, riportiamo i risultati di “MOMENTUM Extension”, un’estensione dello studio MOMENTUM di fase 2, di 72 settimane, in cieco per la dose, al fine di valutare la sicurezza e l’efficacia di amiselimod sempre nella stessa popolazione di pazienti.

«Lo scopo dello studio di estensione» precisano i ricercatori «non è stato solo quello di valutare la sicurezza e la tollerabilità del farmaco ma anche i suoi effetti a lungo termine sugli outcomes di farmacodinamica, correlati all'imaging di risonanza magnetica e clinici, includendo anche la qualità della vita correlata alla salute».

Dopo aver completato lo studio principale, i pazienti trattati con amiselimod hanno continuato con lo stesso dosaggio (0,1, 0,2 e 0,4 mg), mentre quelli trattati con placebo sono stati randomizzati – secondo una proporzione 1: 1: 1 - ad amiselimod alle dosi, rispettivamente, di 0,1, 0,2 o 0,4 mg per altre 72 settimane. La maggior parte dei pazienti che avevano ricevuto la dose da 0,1 mg sono stati ri-randomizzati a 0,2 o 0,4 mg in base alla disponibilità dei risultati dello studio principale.

Dei 415 pazienti randomizzati nello studio principale, sono entrati nello studio 367 soggetti (88,4%) e 322 (77,6%) hanno completato l'estensione. Sono stati riportati uno o più eventi avversi in 303 pazienti (82,6%) su 367: i più comuni (14,7% -16,9%) sono stati cefalea, riduzione della conta linfocitaria, nasofaringite e recidiva di SM. Non sono state riportate infezioni opportunistiche gravi, edema maculare o neoplasie maligne e non è stata osservata alcuna bradiaritmia di interesse clinico è stata osservata mediante Holter o elettrocardiogramma a 12 derivazioni.

L'effetto dose-dipendente di amiselimod sugli outcomes clinici e correlati all’imaging di risonanza magnetica rilevati nello studio principale si è mantenuto nei pazienti che hanno continuato il trattamento con amiselimod e si è osservato in modo analogo dopo lo “switch” al farmaco attivo. In breve, per un massimo di 2 anni di trattamento, amiselimod è risultato ben tollerato ed efficace in modo dose-dipendente nel controllo dell'attività di malattia.

Considerazioni sulla dose ottimale
«Amiselimod per os unum/die ha determinato un effetto benefico continuo e dose-dipendente sugli outcomes clinici e correlati alla risonanza magnetica nei pazienti con SMRR» osservano gli autori. Inoltre, «non vi sono indicazioni che questi effetti possano diminuire nel tempo».

«Il miglioramento osservato nei pazienti dopo lo switch dal placebo al trattamento di nuovo supporta ulteriormente il valore di questo trattamento ma sottolinea inoltre l'importanza di un intervento precoce con dosi efficaci (0,2 e 0,4 mg) di amiselimod per il controllo dell'attività di malattia nella SMRR a lungo termine» sottolineano.

«Dato il profilo di sicurezza simile delle due dosi efficaci e la più alta efficacia osservata con la dose da 0,4 mg, quest'ultima sembra essere la dose da studiare ulteriormente in questa indicazione» concludono Kappos e colleghi.

Giorgio Ottone

Bibliografia:
Kappos L, Arnold DL, Bar-Or A, et al. Two-year results from a phase 2 extension study of oral amiselimod in relapsing multiple sclerosis. Mult Scler, 2017 Sep 1. [Epub ahead of print]
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