Neurologia e Psichiatria

SM secondariamente progressiva, da simvastatina benefici su funzione del lobo frontale e HRQoL

La simvastatina ad alto dosaggio, somministrata a pazienti con sclerosi multipla secondariamente progressiva (SPMS), mostra evidenze di un effetto positivo sulla funzione del lobo frontale e su misure fisiche della qualità di vita. Sono i principali risultati - pubblicati su "Lancet Neurology" - di un'analisi secondaria del trial MS-STAT.

La simvastatina ad alto dosaggio, somministrata a pazienti con sclerosi multipla secondariamente progressiva (SPMS), mostra evidenze di un effetto positivo sulla funzione del lobo frontale e su misure fisiche della qualità di vita. Sono i principali risultati – pubblicati su “Lancet Neurology” - di un’analisi secondaria del trial MS-STAT.

«La disfunzione cognitiva nella sclerosi multipla (SM) può verificarsi dalle prime fasi della malattia e la sua prevalenza può superare l'80% in alcuni studi di SPMS» premettono gli autori, coordinati da Jeremy Chataway, Queen Square Multiple Sclerosis Centre, Department of Neuroinflammation, UCL Institute of Neurology, dell’University College di Londra (UK).

Il deterioramento cognitivo nella sclerosi multipla
«I domini cognitivi più frequentemente affetti da SM sono la velocità di elaborazione delle informazioni, l'attenzione, la memoria episodica e la funzione esecutiva. L'effetto della disfunzione cognitiva nella SM sulla funzione quotidiana può essere sostanziale e maggiore dell'effetto della disabilità fisica su misure di qualità di vita (QoL) quali indipendenza, inclusione sociale e umore» proseguono.

«Rispetto alla popolazione generale, la qualità della vita correlata alla salute (HRQoL) è ridotta nei pazienti con SM, in particolare nei pazienti con malattia progressiva» specificano, e «il declino si riferisce prevalentemente a problemi che interessano lo stato fisico».

MS-STAT è stato un trial di fase 2 condotto con simvastatina ad alta dose (80 mg) in pazienti con SPMS. «È stata osservata una significativa riduzione del 43% del tasso annuo dell'intera atrofia cerebrale (esito primario), con ulteriori effetti positivi sulle misure di esito riportate dal medico e dal paziente, vale a dire la Extended Disability Status Scale (EDSS) e la Multiple Sclerosis Impact Scale-29 (MSIS-29v2).

Un’analisi secondaria prepianificata del trial MS-STAT
Lo studio MS-STAT ha incluso un'analisi secondaria prepianificata di misure di outcome cognitive e neuropsichiatriche insieme a HRQoL, i cui risultati sono presentati qui. «Queste analisi secondarie» sottolineano gli autori «sono state progettate per ottenere un'implementazione longitudinale dettagliata su compromissione cognitiva, sintomi neuropsichiatrici e HRQoL, nonché per identificare un effetto dell’intervento di simvastatina nei pazienti con SPMS».

«Abbiamo effettuato un'analisi secondaria di MS-STAT, trial controllato della durata di 24 mesi, in doppio cieco e controllato, condotto su pazienti con SPMS in tre centri di neuroscienze del Regno Unito tra il 28 gennaio 2008 e il 4 novembre 2011» riportano gli autori. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale, in proporzione 1: 1, a 80 mg simvastatina (n = 70) o a placebo (n = 70).

Le valutazioni cognitive effettuate sono state il National Adult Reading Test (valutazione dell’IQ per morboso), la Wechsler Abbreviated Scale of Intelligence (valutazione dei principali settori dell’IQ), il Graded Naming Test (valutazione della memoria semantica), la Birt Memory and Information Processing Battery (BMIPB, centrato sulla memoria di richiamo tardiva e immediata), la Visual Object and Space Perception battery (cube analysis; valutazione della percezione spaziale), la Frontal Assessment Battery (FAB; valutazione della funzione esecutiva) e il Paced Auditory Serial Addition Test (valutazione della velocità di elaborazione dei dati, attenzione e memoria di lavoro).

Lo stato neuropsichiatrico è stato valutato utilizzando l’Hamilton Depression Rating Scale e il Neuropsychiatric Inventory Questionnaire. L’HRQoL è stata valutata utilizzando la self-reported 36-Item Short Form Survey (SF-36) version 2.

Le valutazioni sono state effettuate all'inizio dello studio, a 12 e 24 mesi. I pazienti, i medici curanti e i valutatori degli outcome sono stati mascherati per l'assegnazione del trattamento. Le analisi sono state eseguite secondo intention-to-treat.

Risultati positivi solo in alcuni testi
La valutazione di base ha rivelato danneggiamenti in 60 pazienti su 133 pazienti (45%) al test della funzione del lobo frontale (FAB) e tra 13 (10%) e 43 (33%) pazienti su 130 pazienti ai test di memoria non verbale e verbale (BMIPB).

Nel corso dell'intero trial, Chataway e colleghi hanno notato un peggioramento significativo nei test della memoria verbale (diminuzione del T score di 5,7 punti, 95% CI 3,6-7,8, p <0,0001) e memoria non verbale (diminuzione di 6,8 punti, 4,8-8,7; p <0,0001).

A 24 mesi il punteggio FAB è risultato più elevato di 1,2 punti nel gruppo trattato con simvastatina rispetto al gruppo placebo (95% CI 0,2-2,3). Il gruppo simvastatina ha inoltre ottenuto un punteggio medio di componente fisica dell’SF-36 migliore di 2 ,5 punti (95% CI 0,3-4,8; p = 0,028). Un effetto derivante dal trattamento non è stato notato per altri risultati.

«A nostra conoscenza, questa coorte SPMS è la più grande studiata fino ad oggi con ampie valutazioni longitudinali cognitive, neuropsichiatriche e di HRQoL» commentano gli autori. «Abbiamo riscontrato prove di un effetto positivo di simvastatina sulla funzione del lobo frontale e di una misura fisica della qualità della vita».

«Anche se non abbiamo trovato alcun effetto della simvastatina sulle altre misure di outcome, questi effetti potenziali meritano una conferma e sottolineano l'importanza di valutare pienamente la cognizione e la qualità della vita nei processi di trattamento progressivo della sclerosi multipla.

Le implicazioni di questo studio
«Questo studio rafforza il fatto che i domini della memoria (verbale e non verbale) e la funzione del lobo frontale (funzione esecutiva) sono prevalentemente influenzati nella SPMS rispetto ad altri domini cognitivi e dovrebbero essere oggetto di studi di intervento» spiegano Chataway e colleghi.

«Abbiamo trovato un effetto benefico della simvastatina sul dominio cognitivo frontale, così come sulla componente fisica di HRQoL, cui si aggiunge l'effetto sostanziale sull'intera atrofia del cervello (così come le misure di outcome riportate sia dal medico sia dal paziente) rilevate nel trial originale MS-STAT» sottolineano.

I ricercatori avanzano alcune raccomandazione per il progetto di sperimentazioni future per i trattamenti cognitivi della SM: concentrarsi su singoli fenotipi (per esempio: SPMS), concentrarsi su specifici domini cognitivi con elevate perdite di base (funzionalità frontale del lobo, memoria episodica e attenzione e velocità di elaborazione delle informazioni ), Includere un minimo di 12-24 mesi di follow-up e sviluppare outcome intermedi di risonanza magnetica al di là della volumetria, come per esempio altre misure strutturali e modelli di connettività funzionale.

Arturo Zenorini

Bibliografia:
Chan D, Binks S, Nicholas JM, et al. Effect of high-dose simvastatin on cognitive, neuropsychiatric, and health-related quality-of-life measures in secondary progressive multiple sclerosis: secondary analyses from the MS-STAT randomised, placebo-controlled trial. Lancet Neurol, 2017;16(8):591-600.
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