SM, studio italiano real life identifica i fattori predittivi di risposta al trattamento con dimetilfumarato

Nelle persone con sclerosi multipla (SM) recidivante, un Expanded Disability Status Scale (EDSS) pi¨ elevato al basale Ŕ risultato un fattore di rischio per l'interruzione della terapia con dimetilfumarato (DMF), mentre una durata della malattia pi¨ breve Ŕ apparsa protettiva sia per la progressione dell'EDSS che per il mantenimento dello stato NEDA-3 (No Evidence of Disease Activity). ╚ quanto risulta da uno studio real life multicentrico italiano - pubblicato online su "Multiple Sclerosis and Related Disorders - mirato a identificare i fattori predittivi di risposta al DMF nella SM.

Nelle persone con sclerosi multipla (SM) recidivante, un Expanded Disability Status Scale (EDSS) più elevato al basale è risultato un fattore di rischio per l'interruzione della terapia con dimetilfumarato (DMF), mentre una durata della malattia più breve è apparsa protettiva sia per la progressione dell'EDSS che per il mantenimento dello stato NEDA-3 (No Evidence of Disease Activity). È quanto risulta da uno studio real life multicentrico italiano – pubblicato online su “Multiple Sclerosis and Related Disorders - mirato a identificare i fattori predittivi di risposta al DMF nella SM.

Gli autori, guidati da Roberta Lanzillo, del Centro Sclerosi Multipla dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Federico II” di Napoli, confermano inoltre che, nei pazienti affetti da SM remittente, il DMF mostra una buona efficacia sia nei pazienti naïve che nei pazienti che passano da altri farmaci modificatori della malattia (DMT) di prima linea, specialmente nei pazienti con esordio precoce della malattia.

«Il DMF è risultato efficace e sicuro nella SM recidivante-remittente in studi clinici randomizzati» ricordano i ricercatori che, in questo studio, hanno mirato a valutare l'efficacia e la sicurezza del DMF e i fattori relativi alla risposta al farmaci nella vita reale.

Coinvolti sei centri terziari della Campania per tre anni
Lanzillo e colleghi hanno analizzato in modo prospettico dati demografici e clinici raccolti per pazienti trattati con DMF in sei centri dedicati al trattamento della SM dal 2015 al 2017 nella regione Campania.

Sono state eseguite analisi univariate e multivariate per valutare le relazioni tra i parametri di base e gli esiti di efficacia del DMF, la progressione del tasso di recidiva annualizzato (ARR), la progressione dell’EDSS) e lo stato NEDA-3.

Protettivo una giovane età di insorgenza, negativo un alto EDSS al basale
I ricercatori hanno analizzato i dati di 456 pazienti (67% soggetti di sesso femminile, età media 40 +/- 12 anni, durata media della malattia 9 +/- 9 anni, durata media del trattamento 18 +/- 11 mesi, EDSS mediano 2,5, 0–8).

La proporzione dei pazienti naïve rispetto a quelli trattati in precedenza con altri DMT era di 149/307 (32,7%), con 122 pazienti che erano passati a DMF per l'attività della malattia (26,7%) e 185 per problemi di sicurezza e tollerabilità (40,6%).

Durante il trattamento con DMF, l’ARR è stato ridotto del 75% rispetto a quello pre-trattamento [rapporto fra tassoi di incidenza (IRR) = 0,25, p < 0,001, CI 0,18-0,33].
I fattori che hanno influenzato l’ARR durante il DMF erano cicli di SM recidivante-remittente (IRR = 2,0, p = <0,001, CI 1,51–2,73) e il precedente stato di DMT: la de-escalation dalle terapie di seconda linea era associata a un rischio maggiore di recidiva (IRR = 1.8, p < 0.001, CI 1.39–2.31).

Nel modello multivariato di rischio proporzionale di Cox, solo l'età di esordio era correlata alla frequenza o alle recidive, con l'età più giovane con effetto protettivo (HR 0,96, p = 0,02). L'EDSS è rimasto stabile nell'88% dei pazienti. La durata della malattia è stata associata a un più alto tasso di fallimento di NEDA-3, che è stato invece mantenuto nel 65% dei pazienti a 24 mesi. 109 pazienti (22%) hanno interrotto la terapia dopo una media di 1,1 +/- 0,7 anni.

«Le ragioni per l'interruzione del DMF nel tempo» spiegano gli autori «sono state la mancanza di efficacia (50%), problemi di sicurezza (30%), tollerabilità (7%), scarsa compliance (7%) e gravidanza (4%)».

«Un EDSS pre-trattamento più elevato è stato associato alla sospensione del DMF ( p = 0,009). Solo 33 pazienti hanno abbandonato per motivi di sicurezza (7%)» proseguono.
I problemi di sicurezza più frequenti che hanno portato all'abbandono sono la linfopenia, l'aumento degli enzimi epatici/pancreatici e gravi problemi di tollerabilità gastrointestinale. In particolare, sono stati registrati 95 casi (24%) di linfopenia: 60 di grado I (13%), 31 di grado II (7%) e 4 di grado III (1%).

I take-home messages
  • Nella vita reale, il DMF ha ridotto il tasso di ricaduta annualizzato (ARR) del 75% rispetto all'ARR pre-trattamento.
  • L' età di insorgenza della sclerosi multipla era correlata alla frequenza o alle recidive, con un'età più giovane con effetto protettivo.
  • La de-escalation dalle terapie di seconda linea era associata a un rischio maggiore di recidiva.
  • La durata della malattia è stata associata a un più alto tasso di fallimento di NEDA-3.
  • L'EDSS pre-trattamento più elevato è stato associato alla sospensione del DMF.

Lanzillo R, Moccia M, Palladino R, et al. Clinical predictors of Dimethyl Fumarate response in multiple sclerosis: a real life multicentre study [published online ahead of print, 2019 Nov 25]. Mult Scler Relat Disord. 2019;38:101871. doi:10.1016/j.msard.2019.101871
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