Spasticitą degli arti, incobotulinumtoxinA sicura ed efficace a dosi fino a 800 U

Uno studio pubblicato online su "Neurology" fornisce una prova di Classe IV che, nei pazienti con spasticitą degli arti, dosi crescenti di incobotulinumtoxinA - da 400 U fino a 800 U - aumentano l'efficacia del trattamento senza comprometterne la sicurezza e la tollerabilitą.

Uno studio pubblicato online su “Neurology” fornisce una prova di Classe IV che, nei pazienti con spasticità degli arti, dosi crescenti di incobotulinumtoxinA – da 400 U fino a 800 U - aumentano l'efficacia del trattamento senza comprometterne la sicurezza e la tollerabilità.

Il problema del dosaggio
«Le linee guida raccomandano iniezioni di tossina botulinica di tipo A (BoNT-A) come opzione per il trattamento della spasticità focale cronica dell’arto superiore e inferiore» ricordano gli autori, coordinati da Jörg Wissel, del reparto di Neuroriabilitazione del Dipartimento di Neurologia del Vivantes Klinikum Spandau di Berlino.

«L'efficacia e la sicurezza delle diverse formulazioni di BoNT-A per la spasticità sono state dimostrate per specifiche dosi. Tuttavia, nella spasticità multifocale disabilitante nell’arto superiore o inferiore, dosi totali necessarie a soddisfare il raggiungimento degli obiettivi e i bisogni dei pazienti possono superare quelle attualmente approvate» proseguono i ricercatori.

«Pertanto, i medici devono dare la priorità al trattamento dei pattern la cui risposta avrà il più grande effetto sul raggiungimento globale di un obiettivo, ma un approccio terapeutico più completo potrebbe migliorare gli outcomes e supportare meglio i programmi implementati di neuroriabilitazione» affermano.

In trial di fase III, dosi pari o superiori a 400 U di incobotulinumtoxinA si sono dimostrate efficaci e ben tollerate dai pazienti con spasticità dell'arto superiore. Grazie alla tollerabilità comprovata, alla mancanza di non risposta secondaria in questi studi clinici, e all’elevata purezza – sostengono WIssel e colleghi -   incobotulinumtoxinA è una formulazione di BoNT-A adatta per uno studio volto a valutare dosi superiori a quella generalmente utilizzate (da 400 U fino a 800 U) in pazienti con grave spasticità degli arti superiori e inferiori.

Lo studio TOWER e gli outcomes di sicurezza
Lo studio TOWER (The Titration Study in Lower and Upper Limb Spasticity) ha indagato la sicurezza e l'efficacia di incobotulinumtoxinA neii pazienti con spasticità dovuta a lesioni cerebrali che rende necessaria dosi totale corporee di 800 U per ciclo di iniezione. «Scopo di questo studio» affermano pertanto gli autori, è stato quello di «valutare la sicurezza (obiettivo primario) e l'efficacia di dosi crescenti (400 U fino a 800 U) di incobotulinumtoxinA per i pazienti con spasticità degli arti».

In questo studio di titolazione prospettico e a braccio singolo, sono stati coinvolti pazienti di età compresa tra i 18 e gli 80 anni con spasticità dovuta a cause cerebrali per i quali si era ritenuto clinicamente  necessario somministrare dosi totali di 800 U incobotulinumtoxinA.

«Tali soggetti» spiegano i ricercatori «hanno ricevuto 3 cicli di iniezioni consecutive (IC) con 400 U, 600 U, e 600-800 U di incobotulinumtoxinA, rispettivamente, ciascuno seguito da un periodo di osservazione di 12-16 settimane. I risultati, inclusi gli eventi avversi (EA), test degli anticorpi, punteggio REPAS (Resistance to Passive Movement Scale, in base alla scala Ashworth) e Goal Attainment Scale (scala del raggiungimento degli obiettivi).

In totale, sono stati arruolati 155 pazienti. L’aumento della dose di incobotulinumtoxinA non ha portato a una maggiore incidenza di EA correlati al trattamento (IC1: 4,5%; IC2: 5,3%; IC3: 2,9%). In particolare, non si sono verificati EA gravi correlati al trattamento.

Gli eventi avversi più frequenti in generale erano cadute (7,7%), nasofaringite (6,5%), artralgia (6,5%) e diarrea (6,5%). Cinque pazienti (3,2%) hanno interrotto il trattamento a causa di EA. Nessun paziente ha sviluppato una mancata risposta secondaria dovuta ad anticorpi neutralizzanti. I miglioramenti medi (SD) nel punteggio REPAS per ogni iniezione fino a 4 settimane dopo l'iniezione sono aumentati durante lo studio (IC1: -4,6; IC2: -5,9; IC3: -7,1; p <0,0001 per tutti). La quota di pazienti che hanno raggiunto almeno 3 su 4 obiettivi del trattamento è aumentata (IC1: 25,2%; IC2: 50,7%; IC3: 68,6%).

«L’aumento delle dosi di incobotulinumtoxinA (da 400 U fino a 800 U) non ha compromesso la sicurezza e la tollerabilità, ha consentito il trattamento in un maggior numero di pattern di spasticità/muscoli ed è stato associato a una maggiore efficacia del trattamento, un miglioramento del tono muscolare e al raggiungimento degli obiettivi.

«IncobotulinumtoxinA fino a 800 U offre il potenziale per il trattamento della spasticità completo, ben tollerato ed efficace di più pattern clinici, che permette una maggiore attenzione alle esigenze e agli obiettivi dei pazienti rispetto agli studi precedentemente pubblicati sul trattamento BoNTA con dosi inferiori nella spasticità cronica» osservano gli autori.

«Dal momento che è stato indagato solo incobotulinumtoxinA» precisano infine «i nostri risultati sono specifici per incobotulinumtoxinA e non sono intercambiabili con altre formulazioni BoNT».

Giorgio Ottone

Bibliografia:
Wissel J, Bensmail D, Ferreira JJ, et al. Safety and efficacy of incobotulinumtoxinA doses up to 800 U in limb spasticity: The TOWER study. Neurology, 2017 Mar 10. [Epub ahead of print]
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