Gli acidi grassi (FA) saturi sembrano svolgere un effetto modulatorio nell’espressione del fenotipo CADASIL (arteriopatia cerebrale autosomica dominante con infarti sottocorticali e leucoencefalopatia). In questa arteriopatia ereditaria, inoltre, è possibile che la caratteristica degenerazione della muscolatura liscia vascolare (VSMC) sia dovuta a una disfunzione endoteliale. Sono tutti dati emersi da sottoanalisi dello studio italiano MILES, presentate a Nizza (Francia), nel corso del XXIII Convegno europeo sull’ictus.
Caratteristica comune all’intero complesso dello studio MILES (MIcrovascular Leukoencefalopathy Study) – che vede coinvolto un ampio gruppo di ricercatori afferenti a varie strutture ospedaliere, universitarie e di ricerca di Firenze, Genova, Padova e Siena - è l’individuazione dell’influsso di diversi fattori come modulatori dell’espressione fenotipica del CADASIL, compresi gli aspetti legati alla nutrizione.
A Nizza, in particolare, è stato messo in risalto il potenziale ruolo dei FA. Sono stati studiati 34 soggetti CADASIL (età media: 52,9 anni), messi a confronto, come gruppo controllo, con 65 pazienti con leucoencefalopatia età-correlata (ARL, età media. 71,6 anni). Si è provveduto a raccogliere dati demografici e relativi ai fattori di rischio, ai comportamenti alimentari, sono stati effettuati testi di funzionalità cognitiva e motoria, e scansioni di risonanza magnetica (RM). La composizione dei FA, che riflette i grassi assunti con la dieta, è stata determinata mediante gascromatografia.
La distribuzione delle diverse famiglie di FA (saturi, monoinsaturi [MUFA], n-3 e n-6 polinsaturi [PUFA] non è risultata differente tra i due gruppi di pazienti. Contrariamente ai pazienti ARL, però, tra i soggetti CADASIL i livelli di FA saturi hanno evidenziato una correlazione positiva con lo spessore dell’intima-media carotidea (P=0,008) e con il grado di leucoaraiosi (LA), classificato secondo la scala Fazekas. Inoltre, nei pazienti CADASIL i FA saturi erano significativamente correlati con peggiori performance ai test sia neuropsicologici (MMSE, Mini Mental State Examination) che motori (SPPB, Short Physical Performance Battery). Rispetto ai pazienti ARL si è rilevata una correlazione solo riguardo la Disability Assessment for Dementia (Dad) scale (P=0,05).
In entrambi i gruppi di pazienti – sottolineano gli autori - non è stata trovata invece una correlazione significativa tra MUFA e PUFA e la maggior parte delle performance funzionali. Infine, sempre a confronto del gruppo ARL, nei soggetti CADASIL i FA saturi sono risultati correlati a un maggiore rischio di ictus. «I nostri dati» affermano gli studiosi «suggeriscono quindi un possibile effetto modulatorio dei FA saturi sull’espressione fenotipica CADASIL».

Una seconda sottoanalisi del MILES presentata a Nizza ha affrontato la possibilità, rispetto alla quale sono in aumento i dati favorevoli in letteratura, di un ruolo della disfunzione endoteliale nella modulazione del fenotipo CADASIL.
In questo caso l’équipe ha misurato due marcatori di funzione endoteliale nel CADASIL: le cellule progenitrici endoteliali e circolanti (EPC e CPC) e la vasodilatazione con iperemia reattiva (RHV). Le cellule sono state misurate nel sangue periferico mediante citometria di flusso. L’RHV è stata valutata con metodo pletismografico. Il rapporto tra l’ampiezza media post-occlusiva e il segnale basale (PAT score) è stato utilizzato come indice RH (RHI). Un cut-off <1,67 è stato usato per definire valori anormali di RHI.
Per questo tipo di analisi sono stati arruolati 73 pazienti CADASIL e 44 controlli. I livelli EPC sono apparsi significativamente ridotti nei pazienti CADASIL. L’RHI è risultato anormale nel 41,1% dei soggetti CADASIL vs il 13,6% dei controlli (P=0,002). La differenza è rimasta significativa nei modelli di regressione logistica multivariata dopo correzione per età, ipercolesterolemia, ipertensione, diabete, uso di statine e di antiaggreganti.
«I nostri risultati supportano l’ipotesi della disfunzione endoteliale nel CADASIL» concludono i ricercatori. «Le VSMC potrebbero essere preservate nelle arterie periferiche in questo gruppo di pazienti con CADASIL lievemente sintomatico».

Arturo Zenorini

Basile AM, Pescini F, Squarzanti F, et al. Influence of dietary fatty acids on CADASIL phenotype: results from the MIcrovascular LEukoencefalopathy Study (MILES)

Pescini F, Balestrino M, Valenti R, et al. Study of biomarkers of endothelial dysfunction and peripheral vasoreactivity in CADASIL: results from the MIcrovascular LEukoencefalopathy Study (MILES)