Traumi cerebrali, l'uso di statine riduce il rischio di demenza a lungo termine? Indizi positivi dal Canada

Gli anziani che assumono statine entro 90 giorni da una commozione cerebrale hanno un rischio ridotto del 13% di demenza per circa 4 anni rispetto a quelli che non hanno assunto statine, secondo uno studio pubblicato online su "JAMA Neurology".

Inoltre – riferiscono gli autori guidati da Donald Redelmeier, del Sunnybrook Health Sciences Center di Toronto - le persone di età superiore ai 65 anni che hanno avuto una commozione cerebrale hanno un rischio relativo del 100% di demenza. «In media, una commozione cerebrale ha raddoppiato il rischio di una successiva demenza» sostengono i ricercatori. «Questo era particolarmente evidente se si avevano molti fattori di rischio».

Anche se molte persone nello studio hanno usato altri farmaci, «nessuno di questi ha fatto alcuna differenza - né migliorata né peggiorata la situazione clinica - con una sola eccezione: essere in trattamento con una statina al momento della commozione cerebrale ha portato a una riduzione del 10% -15% nel rischio a lungo termine di demenza successiva» secondo Redelmeier e colleghi. «Questo effetto era specifico delle statine e non è stato trovato con nessun altro farmaco ipolipemizzante o altri farmaci cardiovascolari».

In precedenza, piccoli studi non conclusivi
Lesioni cerebrali traumatiche (TBI) tra veterani militari e atleti professionisti hanno raccolto molta attenzione, ma poco si sa sulla relazione tra commozione cerebrale e demenza in altre popolazioni, osservano gli autori. «Per fare questo tipo di ricerca, è davvero necessario identificare migliaia e migliaia di pazienti e seguirli per molti anni prima di poter scoprire qualsiasi cosa, semplicemente perché l'insorgenza della demenza ha un notevole ritardo» sottolineano.

Le statine hanno effetti noti come antiossidanti e possono preservare la microcircolazione cerebrale e modificare la neuroinfiammazione, si ricorda. Studi più piccoli hanno mostrato deboli prove a sostegno di un beneficio neuroprotettivo delle statine nella concussione.

«Di quattro studi randomizzati, due hanno mostrato un beneficio positivo, due non hanno mostrato differenze significative e nessuno ha mostrato problemi relativi a danni» si legge. In particolare, su 11 studi osservazionali, cinque hanno mostrato un beneficio positivo sugli esiti neurocognitivi e sei hanno mostrato un'associazione trascurabile in tal senso.

Risultati interessanti a un follow-up medio di 4 anni
In questo studio, Redelmeier e colleghi hanno identificato 28.815 persone di età pari o superiore a 66 anni dall’Ontario Health Insurance Plan, ai quali era stata diagnosticata una commozione cerebrale tra l'aprile 1993 fino all’aprile 2013. Sono state escluse le persone con una diagnosi precedente di demenza o delirio, così come quelle ricoverate in ospedale entro 2 giorni dalla commozione cerebrale o decedute entro 90 giorni.

I ricercatori hanno ottenuto le informazioni sulle prescrizioni dal database dell’Ontario Drug Benefit Program. In totale, il 61,3% del campione era di sesso femminile e l'età media dei partecipanti allo studio era di 76 anni. Circa un quarto (7.058 persone o 24,5%) aveva ricevuto una statina entro 90 giorni dalla commozione cerebrale e il 75,5% no.

A un follow-up medio di 3,9 anni, 4.727 persone hanno sviluppato demenza. Le persone che hanno ricevuto una statina hanno avuto un rischio ridotto del 13% di demenza rispetto alle persone che non hanno ricevuto una statina (RR 0,87; IC al 95% 0,81-0,93; p <0,001). Dopo aggiustamento per le caratteristiche basali, l'uso di statine era legato a un calo del 16% (IC al 95% 10% -22%; p <0,001) del rischio di demenza generale.

Questo diminuito rischio di demenza era indipendente da altri farmaci cardiovascolari. Le dosi di statine più elevate non erano più vantaggiose. Il basso rischio di demenza era maggiore tra le persone che assumevano rosuvastatina. In questo studio, le persone con commozioni cerebrali che hanno ricevuto statine avevano un'incidenza annuale di 37 casi di demenza per 1.000 contro 43 casi su 1.000 nel gruppo senza statine.

Al contrario, l'incidenza annuale di demenza in Ontario è stata di 19 casi per 1.000 adulti di età pari o superiore a 65 anni nella popolazione generale, osservano Redelmeier e colleghi. I ricercatori hanno testato modelli simili in adulti più anziani nell’Ontario Health Insurance Plan, ai quali era stata diagnosticata una distorsione alla caviglia invece di una commozione cerebrale; il legame tra uso di statine e demenza ridotta non è stato riscontrato.

In un'altra analisi, gli autori hanno esaminato la depressione anziché la demenza e hanno trovato risultati non significativi. Lo studio ha diversi limiti, puntualizzano Redelmeier e coautori. Le associazioni possono riflettere il confondimento dovuto a precedenti indicazioni per l'uso di statine. I ricercatori inoltre non potevano correggere i risultati per fumo, aderenza al farmaco o altri fattori che possono influenzare il rischio di demenza.

Lo studio non disponeva di un potere sufficiente per determinare se le statine contribuivano a ridurre il rischio di demenza prima, durante o dopo un trauma cranico e il numero totale di commozioni cerebrali sostenute da un individuo nel corso di una vita era sconosciuto. Infine, il follow-up mediano di questo studio era di 4 anni; le traiettorie della demenza spesso coprono decenni di cambiamenti subclinici.

Nell’ampiezza del campione il principale punto di forza della ricerca
Questo studio ha una serie di punti di forza, scrive Rachel Whitmer, della University of California Davis, in un editoriale di commento. «Si trattava di un grande numero di individui seguiti fino a 20 anni, un tempo sufficiente per accumulare un gruppo abbastanza grande di pazienti con commozione cerebrale, e questo ha permesso al potere statistico di verificare se un farmaco prescritto fosse associato al risultato» specifica.

La commozione cerebrale era basata su diagnosi clinica e l’esposizione a statine su prescrizioni presentate in farmacia, eliminando i problemi dei dati auto-riportati. «Anche se questo studio non può inferire la causalità, è un primo passo per accumulare prove per eventuali futuri interventi terapeutici post-TBI» e costituisce un appello per svolgere ulteriori lavori finalizzati a scoprire più dati su fattori potenzialmente protettivi o rischi per demenza dopo lesioni cerebrali, aggiunge.

A.Z.

Redelmeier DA, Manzoor F, Thiruchelvam D. Association Between Statin Use and Risk of Dementia After a Concussion. JAMA Neurol, 2019 May 20. doi: 10.1001/jamaneurol.2019.1148. [Epub ahead of print]
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Whitmer RA. Concussions and Dementia-Are Statins the Salve in the Wound? JAMA Neurol, 2019 May 20. doi: 10.1001/jamaneurol.2019.0846. [Epub ahead of print]
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