Stefano Caproni
Neurologo presso la Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di Perugia

La cronicizzazione della cefalea, cioè l’avere il mal di testa per almeno 15 giorni al mese per più di 3 mesi, è uno dei problemi più importanti a cui può andare incontro un paziente emicranico. Questa comporta una notevole compromissione della qualità della vita ed una riduzione delle capacità funzionali del paziente con notevole impatto sulla sua vita lavorativa e familiare.

Uno dei principali fattori che determina la conversione dell’emicrania da una forma episodica (crisi saltuarie e comunque non frequenti) ad una forma cronica è l’uso eccessivo di farmaci assunti per l’attacco. La cefalea che ne consegue, la cefalea cronica da uso eccessivo di farmaci sintomatici (Medication Overuse Headache in lingua inglese), si accompagna spesso a modificazione del tono dell’umore, ad altre alterazioni psicologiche come pure ad un comportamento di dipendenza dai farmaci per l’attacco senza arrivare a risolvere gli attacchi.

Il primo passo nel trattamento della cefalea cronica da abuso di farmaci per l’attacco è quindi la sospensione dei farmaci abusati. È fondamentale poi iniziare una terapia di prevenzione che sia volta a ridurre il presentarsi degli attacchi. Tale terapia deve essere assunta quotidianamente per almeno 3 mesi.

Il Valproato di Sodio si è dimostrato efficace nel trattamento dell’emicrania e, per questo, ha ricevuto l’indicazione per il trattamento di prevenzione di questa forma di cefalea primaria da parte dell’Agenzia Americana Food and Drug Administration (FDA) ma non vi sono studi definitivi sulla sua efficacia nelle forme croniche con abuso di farmaci per l’attacco, condotti su un notevole numero di pazienti. Questa ricerca in oggetto è stata finanziata dall’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) come studio non commerciale.

Tra l’aprile 2009 e il gennaio 2012, in nove Centri Cefalee italiani (Perugia, Roma “La Sapienza”, Roma “Tor Vergata”, Roma “S. Eugenio”, Pavia, Varese, Modena, Napoli, Bari) sono stati arruolati 130 pazienti, di cui 88 sono stati prima sottoposti ad un trattamento di detossificazione dai farmaci sintomatici abusati per la cefalea e quindi assegnati casualmente alla terapia con Valproato di Sodio o placebo (in “doppio cieco”, né il paziente né lo sperimentatore sapevano quale dei due erano assunti) per un periodo di tre mesi.

I risultati dello studio hanno mostrato che dopo tre mesi di trattamento il Valproato di Sodio si è dimostrato superiore rispetto al placebo nel ridurre la frequenza della cefalea e l’assunzione di farmaci sintomatici. Questo effetto non è stato mantenuto dopo un periodo di follow up di altri tre mesi. Il Valproato di Sodio non ha mostrato un significativo effetto nel migliorare gli aspetti psicopatologici associati alla cefalea da abuso di sintomatici. I pazienti trattati con Valproato di Sodio non hanno presentato eventi avversi in numero ed intensità maggiori rispetto al placebo.

Questo studio è il primo in letteratura in fase III multicentrico, randomizzato, confrontato con placebo e potrebbe costituire una risorsa terapeutica importante nella difficile gestione clinica dei pazienti affetti da questo tipo di cefalea. Lo studio sottolinea l'efficacia e la sicurezza del Valproato di Sodio nel trattamento della cefalea da uso eccessivo di farmaci sintomatici, in termini di miglioramento della cefalea e riduzione del numero di farmaci utilizzati per il trattamento acuto della cefalea.

L'efficacia sembra essere indipendente dagli effetti sulla psicopatologia sottostante, mentre si ottiene un impatto significativo sulla disabilità, sulle attività della vita quotidiana e sulla qualità della vita dei pazienti. A causa della mancanza di un effetto prolungato, dopo 3 mesi di trattamento, sarà necessario valutare il trattamento con Valpraoto di Sodio con dosaggi e/o durata maggiori.