In Italia, l’influenza colpisce ogni anno in media il 9% (range: 4-15%)  della popolazione generale. Sebbene la fascia di età più colpita in termini di incidenza sia quella dei bambini (26%), ogni anno in media il 22%, gli anziani e i soggetti fragili con fattori di rischio sia patologici (malattie croniche) sia fisiologici (gravidanza), sono maggiormente interessati da complicanze gravi, ospedalizzazioni e decessi .

Il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC) stima che, in media, circa 40 mila persone muoiano prematuramente ogni anno a causa dell’influenza in Unione Europea. Il 90% dei decessi si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni, specialmente tra quelli con condizioni cliniche croniche di base.

Secondo i dati del Sistema nazionale di sorveglianza InfluNet, la curva epidemica delle sindromi influenzali ha raggiunto il suo picco stagionale  nella quinta settimana del 2019 (28 gennaio – 3 febbraio).

Da un primo bilancio della stagione influenzale in corso, emerge che è stata caratterizzata da un periodo iniziale di bassa incidenza, protrattosi fino alla fine di dicembre 2018 e da un intensificarsi dell’attività virale con l’inizio del nuovo anno. Infatti, nelle prime cinque settimane del 2019 l’incidenza è aumentata fino al raggiungimento del picco epidemico, con un livello pari a circa 14 casi per mille assistiti, valore che colloca la stagione a un livello di “alta intensità”.

In linea con i dati degli ultimi anni, anche questa stagione influenzale ha interessato soprattutto le età pediatriche. In particolare, emerge che l’incidenza per i bambini sotto i cinque anni ha superato quella della stagione 2017-18.

In totale, dall’inizio della stagione influenzale, sono stati stimati circa 7.610.000 casi di sindrome influenzale e sono stati segnalati 730 casi gravi di influenza confermata, dei quali 170 deceduti.

Il 63% dei casi gravi è di sesso maschile e l’età media è pari a 62 anni. Nell’84% dei casi gravi e nell’89% dei deceduti era presente almeno una condizione di rischio preesistente (diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, obesità ecc.) e l'81% dei casi risultava non vaccinato.

In 476 casi (67%) è stato isolato il virus A/H1N1pdm09, in 100 (14%) il virus A(H3N2) e in 130 (19%) il virus A/non sottotipizzato. In un solo caso è stato isolato il virus di tipo B.

La distribuzione del maggior numero di casi gravi e decessi da influenza confermata, nelle diverse regioni italiane, è evidenziata dalla seguente fotografia :