I 13 farmaci da tenere d'occhio nel 2019

Terapie geniche, CAR-T, Jak inibitori, proteine di fusione, nuovi farmaci anti-tumorali. Per malattie rare o con elevato 'unmet medical need'. Il 2019 potrebbe portare a disposizione dei pazienti diverse terapie innovative e vedrà rilasciati i risultati degli studi in corso su molti candidati sperimentali di grande interesse clinico (ed economico). Abbiamo preso in esame i farmaci per i quali nel 2019 si attendono le approvazioni oppure i risultati degli studi clinici che decideranno il loro futuro in terapia. Diamo un rapido sguardo a cosa ci aspetta.

Terapie geniche, CAR-T, Jak inibitori, proteine di fusione, nuovi farmaci anti-tumorali. Per malattie rare o con elevato 'unmet medical need'. Il 2019 potrebbe portare a disposizione dei pazienti diverse terapie innovative e vedrà rilasciati i risultati degli studi in corso su molti candidati sperimentali di grande interesse clinico (ed economico).

FirstWord pharma, l’importante rivista on-line dedicata alle novità in ambito farmaceutico, ha messo a punto una lista dei principali farmaci da tenere d’occhio nel corso dei prossimi 12 mesi, cioè quelli per i quali nel 2019 si attendono le approvazioni oppure i risultati degli studi clinici che decideranno il loro futuro in terapia.

Diamo un rapido sguardo a cosa ci aspetta.

Onasemnogene abeparvovec (ex AVXS-101) - atrofia muscolare spinale (Zolgensma - Novartis)
A maggio è prevista la decisione sulla approvazione negli Stati Uniti della terapia genica onasemnogene abeparvovec di Novartis per il trattamento dell’atrofia muscolare spinale (SMA) di tipo 1, che farà concorrenza a nusinersen di Biogen, attualmente l'unica terapia approvata per la SMA.
Nel corso dell’anno ci sarà modo di valutare anche il potenziale della terapia orale sperimentale per la SMA risdiplam di Roche, attualmente valutata in tre studi clinici multicentrici di fase II.
 
Upadacitinib/risankizumab - artrite reumatoide/psoriasi (AbbVie)
Entro la fine del 2019, AbbVie spera di ottenere l'approvazione negli Usa per il Jak inibitore upadacitinib per il trattamento dell'artrite reumatoide. La domanda di registrazione all’Fda e all’Ema per upadacitinib è stata depositata lo scorso mese di dicembre e negli Usa dovrebbe essere lanciato nel dicembre di quest’anno.
Il farmaco è altamente selettivo nei confronti della Janus Kinasi 1 e negli studi registrativi ha dimostrato la superiorità nei confronti di adalimumab. Verrà inizialmente lanciato nell’artrite reumatoide ma l’azienda prevede che possa essere approvato in almeno 7 indicazioni. E’ stato studiato in maniera approfondita, dai pazienti in fase iniziale di malattia e naive al metoterexate ai pazienti pretrattati con farmaci biologici e in ricaduta di malattia

L'approvazione dell’inibitore della IL-23 risankizumab per la psoriasi da moderata a grave è invece attesa entro la metà dell'anno. Negli studi finora condotti, risankizumab ha dimostrato una superiorità nei confronti di adalimumab e di ustekinumab. L’azienda lo ritiene il best in class.

Per i due farmaci, AbbVie prevede vendite che nel 2025 dovrebbero raggiungere i $10 mld annui.
 
Lenalidomide – mieloma multiplo (Revlimid - Celgene/Bristol-Myers Squibb)
L’acquisizione di Celgene da parte di Bristol-Myers Squibb darà vita a una nuova entità molto competitiva in oncologia e in ematologia. Oltere a sviluppare e a lanciare i farmaci della robusta pipeline di Celgene, luspatercept in primis, la compagnia farmaceutica cercherà di massimizzare il potenziale di lenalidomide, prima dell’arrivo delle sue versioni generiche che, secondo le più recenti stime gli analisti della società di analisi e investimenti finanziari Bernstein, non dovrebbero essere lanciate prima del 2020, con il 2023 come la più probabile data di ingresso sul mercato. E’ stata proprio questa incognita a pesare sulla valutazione di borsa di Celgene che in ultima analisi ha portato alla sua acquisizione.

bb2121 - mieloma multiplo (Celgene/Bristol-Myers Squibb)
Dopo l’approvazione due anni fa delle prime terapie CAR-T, tisagenlecleucel di Novartis per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta, e axicabtagene ciloleucel di Gilead per il linfoma non-Hodgkin, la ricerca e sviluppo in questa area sono molto attivi.
Il candidato bb2121di Celgene e Bluebird, una terapia CAR-T mirata all’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA), dovrebbe essere sottoposto alla Fda come trattamento per il mieloma multiplo refrattario. ll farmaco ha mostrato dati impressionanti, ma dovrà confrontare con il candidato GSK2857916 di GlaxoSmithKline, un coniugato anticorpo-farmaco diretto sempre contro il BCMA che dovrebbe essere sottoposto alla valutazione dell’Fda nel corso dell’anno.

Niraparib - cancro ovarico (Zejula - Tesaro/GlaxoSmithKline)
L’acquisizione di Tesaro per $ 5,1 miliardi lo scorso dicembre ha portato sotto la gestione di GlaxoSmithKline niraparib, l'inibitore PARP in monosomministrazione giornaliera, un importante tassello del nuovo corso della compagnia britannica in ambito oncologico.
I farmaci in questa classe rappresentano un’importante realtà in alcune coorti di pazienti e i recenti risultati di olaparib, di AstraZeneca e Msd, dimostrano come potrebbe cambiare la terapia di mantenimento di prima linea nel carcinoma ovarico con mutazioni nei geni Brca.
Per niraparib è in corso uno studio per valutarne il potenziale impiego di prima linea nel carcinoma ovarico, non limitato ai pazienti con mutazioni Brca. Dati positivi potrebbero ampliare notevolmente le opportunità commerciali del farmaco.

Icosapent ethyl - dislipidemia (Vascepa - Amarin)
In seguito ai risultati positivi di icosapent ethyl dello scorso anno, che mostrano una riduzione del rischio del 25% nei principali eventi cardiovascolari avversi, la Fda sta attualmente riesaminando questa potenziale nuova indicazione aggiuntiva per il prodotto a base di acidi omega 3 da olio di pesce purificato, che potrebbe portare a un aumento significativo delle vendite.
 
Brexanolone/SAGE-217 - Depressione (Zulresso - Sage Therapeutics)
Nelle prime settimane del 2019 Sage ha annunciato i dati positivi per il suo farmaco orale SAGE-217 nella depressione postpartum (PPD) e per brexanolone, una molecola simile che richiede infusione in fase di revisione alla Fda per la PPD. Una decisione in merito all’approvazione è prevista per la fine del primo trimestre. Saranno importanti i dati di fase III per SAGE-217 nel disturbo depressivo maggiore, attesi entro l’anno.

BAN2401/aducanumab - malattia di Alzheimer (Biogen)
C’è grande attenzione per gli aggiornamento riguardo a BAN2401 e aducanumab per via della mancanza di reali novità per il trattamento della malattia di l’Alzheimer.
BAN2401 ha dimostrato di rimuovere le placche di amiloide tossica nelle prime fasi della malattia e i volontari hanno riacquistato abilità cognitive già dopo 6 mesi di terapia. Biogen è in fase avanzata di valutazione di un altro farmaco contro l’Alzheimer. Si tratta di aducanumab, un anticorpo contro l’amiloide. I risultati di due ampi studi di fase III condotti con questo farmaco sono attesi per il 2020 e potrebbero avere un forte impatto sulle sorti dell’azienda biotech.
 
Nivolumab - carcinoma polmonare non a piccole cellule (Opdivo - Bristol-Myers Squibb)
Anche se pembrolizumab di Msd ha conquistato il primato nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc), nivolumab resta un protagonista chiave tra gli inibitori del checkpoint immunitario.
Bristol-Myers Squibb spera di recuperare quote di mercato nella cura del carcinoma polmonare con l’approvazione della combinazione nivolumab/ipilimumab che dovrebbe pervenire sulla base dei risultati dello studio CheckMate-227. Il farmaco dovrebbe essere approvato in prima linea in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) avanzato che presentano elevato carico mutazionale (Tumor Mutation Burden, TMB), indipendentemente dall'espressione di PD-L1. La scadenza della decisione della Fda per l'applicazione è il 20 febbraio 2019.
Ci sarà poi da valutare se qualcuno dei candidati nella pipeline di Celgene ha le potenzialità per far parte di un regime di combinazione per aumentare l'efficacia di nivolumab.

VX-659/ivacaftor/tezacaftor - fibrosi cistica (Vertex)
La biotech statunitense Vertex Pharmaceuticals sta valutando 2 candidati farmaci, VX-659 e VX-445, in studi clinici di fase III sulla fibrosi cistica per valutare le opzioni per ottimizzare le combinazioni di potenziatori e correttori di prossima generazione. Le due molecole potranno essere associate a ivacaftor o andranno a costituire una tripletta in aggiunta alla combinazione ivacaftor/tezacaftor.

La società si aspetta i primi dati di fase III nel primo trimestre per la tripletta VX-445/ivacaftor/tezacaftor per una possibile richiesta di approvazione alla Fda intorno a metà anno.

Un elemento chiave per gli eventuali prodotti commercializzati da Vertex potrebbe essere il prezzo. La società ha già qualche problema di rimborsabilità in alcuni paesi europei per le sua doppiette. L'aggiunta di un terzo farmaco a formare delle triplette potrebbe complicare questa situazione.
 
Tanezumab - dolore da osteoartrosi (Pfizer e Eli Lilly)
Le continue discussioni sull’uso degli oppioidi per la gestione del dolore hanno aperto nuove opportunità per alcuni prodotti di altre classi terapeutiche, tanezumab su tutti, un inibitore sperimentale del fattore di crescita nervoso (NGF) di Pfizer e Eli Lilly.
Questa classe di farmaci è stata associata a osteoartrosi e necrosi ossea in rapida progressione, ma i dati di fase III alla fine del 2018 hanno parzialmente rassicurato sulla sicurezza del farmaco, che verrà chiarita meglio grazie ai nuovi risultati del programma clinico su tanezumab la cui disponibilità è prevista nel 2019, compresi studi a lungo termine.

Acido obeticolico - steatoepatite non alcolica (Ocaliva - Intercept)
Nel primo trimestre del 2019 la compagnia biotech Intercept Pharmaceuticals con sede a New York presenterà i primi dati di fase III dello studio REGENERATE condotto sull’acido obeticolico, un agonista del recettore nucleare farnesoide X (FXR) per il trattamento della NASH, la steatoepatite non alcolica.
Un farmaco indicato per questa patologia potrà inserirsi in u settore in cuii mancano vere armi terapeutiche e che potrebbe valere tra i 20 e i 30 miliardi di dollari. Non stupisce che siano molte le aziende impegnate in questo settore e i farmaci in sviluppo sono circa 50.
Nonostante il posizionamento di Intercept la renda la compagnia favorita per il lancio del primo farmaco per la NASH, altre società hanno molecole per lo stesso target, oltre a studiare approcci combinati. Tra esse, Genfit e Gilead che presenteranno i loro risultati di fase III, rispettivamente su elafibranor e selonsertib, più avanti nel corso dell’anno.
 
Larotrectinib -NTRK tumori positivi alla fusione genica (Vitrakvi - Eli Lilly)
Eli Lilly ha appena sborsato $ 8 miliardi per acquisire Loxo Oncology e il suo farmaco larotrectinib (nonché altri farmaci in pipeline) appena approvato dall’Fda per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici affetti da tumori solidi localmente avanzati o metastatici, che presentano fusioni geniche di NTRK. Ora la società di Indianapolis dovrà affrontare la sfida di commercializzare un farmaco che può essere utile per solo l'1% di tutti i pazienti oncologici.
Larotrectinib agisce su proteine di fusione della chinasi del recettore della tropomiosina (TRK), che sono il risultato di alterazioni genetiche che si verificano in una serie di tumori. L’evidenza suggerisce che i geni NTRK, che codificano per le TRK, possono fondersi anormalmente con altri geni, stimolando segnali di crescita che possono portare al cancro.