Aumento del numero di hospice per i malati terminali, miglioramento delle cure palliative domiciliari con conseguente riduzione del numero di pazienti oncologici terminali ospedalizzati negli ultimi giorni di vita, passi in avanti sul fronte della formazione, incremento dell’uso degli oppioidi forti come analgesici.

Questi alcuni degli elementi positivi emersi nell’ultima relazione inviata al Parlamento sullo stato di attuazione della legge nr.38/2010 dal titolo: “Disposizione per garantire l’accesso alle cure pallative e alla terapia del dolore”. Tra le ombre emerse dal rapporto, invece, il permanere, sul fronte dell’assistenza, “…di una situazione disomogenea (nelle varie aree del Paese, non schematizzabili nel classico divario tra nord e sud del Paese) anche se esiste la volontà su tutto il territorio nazionale di organizzare in forme, seppur variegate, una risposta assistenziale adeguata” (pag.19 del Rapporto).

Alla stesura del Rapporto hanno partecipato tutti gli attori impegnati nella gestione della terapia del dolore, e fra gli altri, rappresentati delle organizzazioni dei medici di medicina generale, come FIMMG e SIMG, i pediatri (FIMP), associazioni di volontariato, il Tribunale dei diritti del malato, e molti altri ancora. E' insomma un prodotto della società civile impegnata nella lotta al dolore e alla sofferenza. 

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Hospice
“I dati censiti dal Sistema Informativo Sanitario Nazionale per l’anno 2011 mostrano come la media nazionale del numero di posti letto in hospice per 100 deceduti per tumore sia pari a 1,27. Tale valore, in crescita rispetto al 2010 (1,15) e al 2009 (1,05), evidenzia lo sviluppo della rete di offerta residenziale delle cure palliative che è costituita per l’anno 2011 da un numero complessivo di 217 strutture sull’intero territorio nazionale, in aumento rispetto al 2010 (204) e rispetto al 2009 (182). Per l’anno 2011, nelle Regioni Calabria, Campania, Abruzzo e Toscana e nella Provincia Autonoma di Trento si registra ancora un numero di posti letto in hospice inferiore alla soglia di accettabilità nella Griglia LEA pari a 0,5. Gli hospice risultano situati presso strutture ospedaliere o strutture residenziali sanitarie territoriali in modo diversificato tra le Regioni: in Lombardia, Lazio, Basilicata e Sicilia gli hospice risultano prevalentemente localizzati all’interno delle strutture di ricovero e cura o ne costituiscono articolazioni organizzative.” (pag.13 del Rapporto)

Cure palliative domiciliari
“Per avere un riferimento diretto di come, dopo due anni dalla emanazione della Legge 38/2010, l’insieme delle azioni condivise ed attuate tra tutti i livelli istituzionali e con il supporto irrinunciabile del terzo settore sia riuscito a produrre dei risultati concreti – si legge nel rapporto - l’elaborazione delle Schede di Dimissione Ospedaliere (SDO) inviate dalle regioni permette di calcolare una variabile sicuramente significativa quale il numero dei pazienti morti nei reparti per acuti degli ospedali italiani con una diagnosi primaria o secondaria neoplastica sia per l’anno 2011 che nel confronto del trend storico 2005-2011.
Come già osservato nella passata Relazione al Parlamento la distribuzione raggiunge il suo picco massimo nell’anno 2007 per poi costantemente decrescere fino all’ultimo valore disponibile riferito al 2011.
E’ sicuramente da sottolineare però che il decremento registrato nel 2011 rispetto all’anno 2010 è stato particolarmente significativo in quanto è pari al 8,1%, che confrontato con la stesso valore riguardante il confronto tra il 2010 rispetto al 2009, pari a 2,6%, evidenzia la dimensione del reale sviluppo delle reti regionali di cure palliative e quanto probabilmente queste ultime riescano attualmente ad “intercettare” pazienti che nel passato decedevano nei reparti ospedalieri.  

Se si osserva la ripartizione del numero di decessi totale nelle singole regioni, confrontando il dato 2011 con il dato 2010, la differenza percentuale dei dati grezzi evidenzia una misura del contributo fornito da ciascuna regione alla diminuzione complessiva del 8.1%. E’ da sottolineare che in alcune regioni (P.A. Trento, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna), rispetto ad un dato complessivo di diminuzione dei decessi ospedalieri, si registra un dato in controtendenza con un aumento dei decessi. Specifici approfondimenti con i responsabili regionali permetteranno nel prossimo futuro di analizzare le motivazioni che hanno causato questo trend differente.” (pag.112 del Rapporto)

Formazione
“Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ha trasmesso a questa Amministrazione cinque distinti provvedimenti concernenti l’attivazione di master destinati a specifiche figure professionali.” (pag.11 del Rapporto)
“…Inoltre è in corso di predisposizione lo schema di Accordo, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, della suindicata Legge n. 38/2010 per definire le categorie di professionisti che operano nelle tre reti previste (cure palliative, dolore cronico e rete pediatrica).  

E’ proprio in questo ambito che il Ministero della salute, ha elaborato una proposta di accordo da sottoporre in sede di Conferenza Stato – Regioni nel quale “sono individuate le figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore, anche per l'età pediatrica, con particolare riferimento ai medici di medicina generale e ai medici specialisti in anestesia e rianimazione, geriatria, neurologia, oncologia, radioterapia, pediatria, ai medici con esperienza almeno triennale nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore, agli infermieri, agli psicologi e agli assistenti sociali nonché alle altre figure professionali ritenute essenziali. Con il medesimo accordo sono altresì individuate le tipologie di strutture nelle quali le due reti si articolano a livello regionale, nonché le modalità per assicurare il coordinamento delle due reti a livello nazionale e regionale”. L’Accordo prevedrà la definizione di un elenco esaustivo, a completamento di quello presente nell’articolo della legge, delle professionalità sanitarie che potranno operare nelle tre reti assistenziali.” (pag.12 del Rapporto)

Impiego oppioidi
“Già dal primo anno di applicazione della Legge 15 marzo 2010, n. 38, - si legge nel rapporto - il monitoraggio previsto sull’utilizzazione dei medicinali nella terapia del dolore aveva fornito dati incoraggianti sull’incremento dell’impiego degli analgesici oppiacei nella terapia del dolore. Tale tendenza è confermata nell’anno 2011 per il quale si registra un incremento decisamente apprezzabile.” (pag.126 del Rapporto)
“…Le informazioni sul consumo di oppioidi forti, tratte dal cruscotto informativo del Sistema informativo sanitario del Ministero della Salute, mostrano che: “…il confronto tra il consumo pro-capite di oppioidi forti per l’anno 2010, pari a € 1,17, e il dato relativo all’anno 2011, pari a € 1,48, evidenzia un incremento significativo nella spesa, in base al quale è possibile ipotizzare un ritorno positivo delle attività di informazione e formazione sviluppate durante gli anni passati.  

Anche dal confronto dei valori regionali (tab.21) si può affermare che l’aumento rilevato è costantemente presente in tutte le regioni con valori più elevati nelle regioni Friuli Venezia Giulia (2,55), Liguria (2,28), Valle D’Aosta (2,04), Toscana (2,01) e Piemonte (1,97).  

Il dato rappresentato rileva che proprio nelle regioni Friuli Venezia Giulia, Liguria e Toscana si registrano gli aumenti più rilevanti tra il 2010 e il 2011. (…).” (pag. 127 del Rapporto)
“…Risultati meno positivi si possono desumere dalla lettura dei dati riguardanti il consumo pro-capite di oppioidi deboli (tab. 22). In questo caso si registra un aumento del valore nazionale pro-capite dal 2010 (0,78) al 2011 (0,83) notevolmente più contenuto rispetto all’aumento rilevato per gli oppioidi forti (fig. 38).  

Dettagliando inoltre l’analisi a livello regionale si osserva che solo la Toscana e la Lombardia concorrono a determinare l’aumento in modo rilevante.
Sempre dalla lettura dei dati regionali si osserva una invarianza nei consumi in Valle D’Aosta, Basilicata e Molise e un lieve decremento in Abruzzo, Puglia e Calabria. Difficile da motivare un andamento dei consumi così difforme da quello degli oppioidi forti. …Questi valori parzialmente in controtendenza rilevati per la categoria dei farmaci oppioidi deboli, trascorsi due anni dall’approvazione della Legge 38/2010 e concluso l’ultimo anno che ha visto una forte intensificazione di corsi di formazione e di sensibilizzazione sulla terapia del dolore ed, in particolare, dell’uso dei farmaci oppioidi forti e deboli, richiederà ulteriori analisi e riflessioni da parte degli esperti del settore.” (pag.129-130 del Rapporto).