Sono 2.250.000 italiani vivono con una diagnosi di tumore (Il 4% dell'intera popolazione): la maggior parte sono donne (1.250.000) e persone anziane. Tra le donne con tumore, la diagnosi più frequente (42%, oltre mezzo milione di italiane) è rappresentata dal tumore della mammella.
Tra gli uomini, il 22% dei casi prevalenti (quasi 220.000 italiani) è costituito da pazienti con tumore della prostata.

Questi sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto dell'Associazione Italiana Registri Tumori, pubblicato come supplemento a Epidemiologia & Prevenzione, la rivista dell'Associazione Italiana di Epidemiologia.

Il Rapporto fotografa al 1 gennaio 2006 la prevalenza della patologia tumorale in Italia basandosi sui dati raccolti da 24 Registri tumori Italiani attivi da almeno 5 anni  in una popolazione pari al 29% della popolazione nazionale. E' il frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori dell'Associazione Italiana dei Registri Tumori coordinato da Stefano Guzzinati dell'Istituto Oncologico Veneto,  Luigino Dal Maso del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano e Roberta De Angelis dell'Istituto Superiore di Sanità.

Il Rapporto è stato realizzato nell'ambito del Programma Integrato Oncologia "Interventi riabilitativi in Oncologia" promosso dal Ministero della Salute con la collaborazione del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, dell'Istituto Superiore di Sanità, dell'AIRTUM  e del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) che ha finanziato la pubblicazione del Rapporto.

E' stato stimato che circa 700.000 italiani, quasi un terzo di tutte le persone in vita dopo una diagnosi di tumore, possono ritenersi guarite. Questa stima approssimativa si basa sull'assunzione che i pazienti siano guariti se raggiungono un'attesa di vita simile a quella delle persone non affette da tumore; questo, per la maggior parte dei tumori, avviene dopo 10 o 15 anni dalla diagnosi. In ogni caso, un messaggio emerge chiaramente da questo lavoro: i tumori sono malattie curabili e guaribili. Detto questo, l'impatto delle malattie neoplastiche sulla qualità di vita delle persone non va minimizzato.
Ci sono differenze geografiche rilevanti nella percentuale di persone viventi con tumore: si passa da oltre il 5% in alcune aree del Nord, fino a valori tra il 2 e il 3% al Sud.

Rapporto dell'Associazione Italiana Registri Tumori