Un nuovo pronunciamento (1) dell’USPSTF (US Preventive Services Task Force), un panel di esperti USA che valuta le ultime evidenze scientifiche nell’ambito della Medicina Preventiva, sembrerebbe sconfessare la pratica della supplementazione di vitamina D e calcio in funzione antifrattura in soggetti adulti. 


Immediata è stata la risposta delle principali società scientifiche internazionali che hanno, invece, ribadito l’importanza di una corretta supplementazione di calcio e vitamina D.


Il dibattito nella comunità scientifica sui risultati di questo statement USPSTF si è, inoltre, amplificato perché nella pubblicazione manca un importante aggiornamento, ovvero la pubblicazione di un nuovo studio sulla rivista Osteoporosis International che ha rianalizzato i dati dello studio WHI sul rischio beneficio derivante dalla supplementazione di calcio e vitamina D in donne in postmenopausa.


La nuova analisi dei dati dello studio WHI (2), ottenuta su un sottogruppo di pazienti che avevano seguito in modo rigoroso il trattamento loro assegnato di calcio e vitamina D (mentre il trial WHI originale mostrava dati ricavati in larga parte da donne che non aderivano correttamente al trattamento con calcio) ha infatti documentato una riduzione significativa dell’incidenza di fratture all’anca (HR=0,62; IC95%= 0,38-1,00) dopo più di 5 anni di supplementazione e nessun rischio significativo di nefrolitiasi.


Secondo l’opinione del dottor Taylor Wallace, senior director del Council for Responsible Nutrition (CRN) statunitense “Alla luce dei nuovi risultati, in contraddizione con quanto riportato dalle raccomandazioni USPSTF, sarebbe opportuno rivedere e discutere tali statement all’interno della comunità medico-scientifica prima di creare confusione nei soggetti che assumono supplementazioni di calcio e di vitamina D”.


Gli studi su cui si basano le raccomandazioni USPSTF sono stati condotti dal team di ricercatori del Baylor College of Medicine (1) guidato dalla dott.ssa Virginia Moyer, che ha dichiarato: “Fermo restando il riconoscimento della validità della supplementazione nei soggetti con sindromi carenziali di calcio e vitamina D, i dati mostrano che:
• “…sono tuttora insufficienti le evidenze scientifiche attuali per valutare il profilo rischio-beneficio della supplementazione combinata di calcio e di vitamina D per la prevenzione del rischio di frattura in donne in premenopausa e nel sesso maschile;
• ugualmente insufficienti risultano le evidenze scientifiche attuali per valutare il profilo rischio-beneficio della supplementazione quotidiana con >400 UI di vitamina D e >1000 mg di calcio per la prevenzione primaria delle fratture in donne in postmenopausa non istituzionalizzate;
• è sconsigliata la supplementazione con livelli di vitamina D uguali o inferiori a 400 UI e di livelli di calcio uguali o inferiori a 1000 mg nella prevenzione primaria delle fratture in donne in postmenopausa non istituzionalizzate”.


Questo studio ha sottolineato, inoltre, come nel trial WHI (Womens’ Health Initiative - lo studio di maggior peso statistico preso in considerazione dalla USPSTF sul rischio fratturativo), condotto su 36.282 donne sane in postmenopausa, la supplementazione di 400 UI di vitamina D e di 1000 mg di calcio si associasse ad un lieve incremento del rischio di nefrolitiasi (HR= 1,17; IC 95%= 1,02-1,34).


“Medici e pazienti devono sempre prendere decisioni in base alle migliori e più recenti evidenze scientifiche disponibili – si legge nell’editoriale di accompagnamento allo statement pubblicato.” (3). 
I medici, comunque, dovrebbero non solo tener conto dell’evidenza ma dovrebbero individualizzare il piano di cura sulla base dello specifico paziente o della situazione particolare che si ha di fronte.


In quest’ottica è opportuno che i consumatori considerino in modo corretto la supplementazione come una misura efficace da adottare sotto controllo medico, purché accompagnata da un corretto stile di vita e da una buona alimentazione.


BIBLIOGRAFIA
1) Moyer VA, et al "Vitamin D and calcium supplementation to prevent fractures in adults: US Preventive Services Task Force recommendation statement" Ann Intern Med 2013.
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2) Prentice RL. et al Health risks and benefits from calcium and vitamin D supplementation: Women's Health Initiative clinical trial and cohort study. Osteoporos Int (2013) 24:567–580.
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3) Nestle M, Nesheim MC "To supplement or not to supplement: The US Preventive Services Task Force recommendations on calcium and vitamin D" Ann Intern Med 2013.
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