In questi giorni a Chicago si sta svolgendo l'ASCO, che con oltre 30mila partecipanti è il più importante congresso mondiale di oncologia. Enorme anche la produzione scientifica: gli abstract presentati al congresso sono oltre 4mila.

"Il cancro adesso è come una televisione via cavo", ha spiegato George Sledge, esperto di tumori al seno, appena eletto presidente dell'American Society of Clinical Oncology. "Trent'anni fa c'erano 3 canali, adesso ce ne sono 500". La sfida per i medici, ha continuato Sledge, "è abbinare il farmaco giusto al canale giusto".
Gli scienziati avvertono tuttavia che le cure restano molto complesse e costose.

Presentare tutti i lavori o anche solo quelli più interessanti è un'impresa titanica e praticamente impossibile, ci limiteremo a citarne alcuni senza nessuna pretesa di essere esaustivi.

Tra i farmaci in evidenza, anche se ancora all'inizio dello sviluppo clinico (fase I/II), abbiamo crizotinib di Pfizer, che in uno studio presentato al congresso americano ha ridotto o stabilizzato il tumore al polmone nel 90% degli 82 pazienti trattati. Unico problema: il farmaco si rivolge solo al 3-5% circa dei pazienti che presentano una mutazione del gene ALK.

Buoni anche i risultati di bevacizumab, che in uno studio di fase III condotto in pazienti con carcinoma all'ovaio in fase avanzata ha dimostrato un miglioramento del 39%  della possibilità di vivere più a lungo senza peggioramento della malattia, rispetto alla sola chemioterapia.

Per quanto concerne questo tipo di tumore, all'ASCO è stato presentata una nuova metodica di screening del tumore all'ovaio sviluppata per le donne in età post menopausale che determina un numero molto ridotto di falsi positivi. Essa prevede l'utilizzo del test ematico del biomarker CA-125, combinando con l'età della paziente, seguita dall'esame vaginale con ultrasuoni.
Su 3.252 donne testate nello stduio presentato all'ASCO, dopo i successivi screening previsti dalla nuova metodica, 8 donne sono state selezionate per essere sottoposte a intervento chirurgico. In tutte e 8 sono state identificate varie forme di tumore, con una specificità della metodica del 99,9%. Attualmente occorre operare 10 donne che si considerano a rischio per identificare 1 forma tumorale. Quando il test sarà disponibile su larga scala costituirà quindi un bel passo in avanti.

Ha destato particolare interesse un farmaco per la terapia del melanoma sviluppato da Bristol-Myers Squibb: ipilimumab. In uno studio di fase III, il farmaco ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza i 3,5 mesi (+ 34%) in pazienti colpiti dalla malattia in fase metastatica rispetto a quelli trattati con un'altra terapia sperimentale, la vaccinazione peptidica. Ipilimumab agisce al livello delle cellule del sistema immunitario, attraverso un  meccanismo target che rimuove  i ‘blocchi' della risposta immunitaria antitumorale.

Non tutti gli studi hanno dati risultati positivi. In uno studio condotto presso la Mayo Clinic su 1.864 pazienti, cetuximab non ha dato benefici in pazienti con tumore del colon retto in fase iniziale. Come noto, il farmaco è efficace nei pazienti con lo stesso tumore  tumore in fase avanzata, con espressione del recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR) e con gene KRAS non mutato (wild-type). Un'indagine internazionale presentata al congresso ha confermato che il test del KRAS oramai viene effettuato in oltre il 40% dei pazienti con questa forma di tumore. Anche sunitinib, efficace nel tumore al rene, non ha prodotto benefici sovrapponibili nel tumore al polmone.

Nel tumore al seno metastatico, buoni risultati sono stati ottenuti con eribulina, un nuovo agente chemioterapico derivato da una sostanza estratta dalle spugne di mare.

Novità interessanti anche nella leucemia mieloide cronica. Dasatinib, un potente inibitore della tirosin chinasi BCR-ABL, si è dimostrato superiore a imatinib come terapia prima linea in pazienti con leucemia mieloide cronica in fase cronica nell'ambito dello studio di fase III denominato Dasision. Anche nilotinib ha superato imatinib  nel rallentare la progressione di malattia nei pazienti adulti affetti da leucemia mieloide cronica Philadelphia+ (Ph+ LMC) di nuova diagnosi.

Per rimanere nell'ambito dei tumori ematologici, nuovi dati relativi a lenalidomide confermano che una terapia di mantenimento con questo farmaco della durata di 3 anni rallenta fino al 54% la progressione della malattia in pazienti trattati con chemioterapia ad alte dosi e con un precedente trapianto autologo di cellule staminali.

In uno studio di fase III, denosumab si è dimostrato più efficace di acido zoledronico nel ritardare o prevenire la comparsa di fratture e complicanze scheletriche in pazienti con tumore alla prostata e metastasi ossee. In pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi, il trattamento con acido zoledronico associato alla chemioterapia di prima linea rispetto al trattamento con clodronato orale è in grado di aumentare in modo significativo la sopravvivenza globale del 16% e la sopravvivenza libera da progressione di malattia del 12%.

Presentati anche i dati dello studio Prima condotto in pazienti affetti da linfoma follicolare che evidenziano come la prosecuzione della terapia con rituximab per due anni in pazienti che rispondevano al trattamento iniziale con questo farmaco in combinazione con la chemioterapia, ha raddoppiato la possibilità di sopravvivere senza progressione della malattia, rispetto ai pazienti non sottoposti alla terapia di mantenimento.

Tra le novità in ambito diagnostico, si è visto che i bambini sopravvissuti a forme tumorali e trattati con antracicline, anche a basse dosi, erano più inclini a sviluppare cardiopatie se presentavano una particolare variante del CBR, un gene che sovraintende al metabolismo dei farmaci. Questi dati potrebbero portare a nuovi sviluppi della terapia personalizzata.

Si è anche visto che nei pazienti sopravvissuti al cancro lo yoga migliora la qualità di vita e del sonno in particolare. Forse in questi casi è più utile di tanti antidepressivi.

Di molti di questi studi parleremo diffusamente nella sezione OncoEmatologia del nostro sito.