Ca polmonare metastatico, risposte durature con nivolumab nei pazienti pretrattati

Oncologia-Ematologia

Sono stati resi noti i risultati aggiornati dei due studi pilota di fase III, CheckMate -057 e CheckMate -017, che dimostrano che pił di un terzo dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule metastatico pre-trattati presentava risposte ongoing in entrambi gli studi nel braccio nivolumab, rispetto a nessun caso di risposta ongoing tra i pazienti trattati con docetaxel.

Sono stati resi noti i risultati aggiornati dei due studi pilota di fase III, CheckMate -057 e CheckMate -017, che dimostrano che più di un terzo dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule metastatico pre-trattati presentava risposte ongoing in entrambi gli studi nel braccio nivolumab, rispetto a nessun caso di risposta ongoing tra i pazienti trattati con docetaxel.

Nello studio CheckMate -057, la durata mediana della risposta (DOR) è risultata di 17,2 mesi (IC 95%: 8,4 - NE) con nivolumab e di 5,6 mesi (IC 95%: 4,4 - 6,9) con docetaxel, rispettivamente e nello studio CheckMate -017 di 25,2 mesi (IC 95%: 9,8 - 30,4) e di 8,4 mesi (IC 95%: 8,4 - NE), rispettivamente. Nel CheckMate -057, i pazienti con espressione di PD-L1 ≥ 1% presentavano una DOR mediana di 17,2 mesi (IC 95%: 8,4 - NE) e quelli con espressione di PD-L1 < 1% il dato corrispondente era di 18,3 mesi (IC 95%: 5,5 - NE). In entrambi gli studi, una risposta duratura è stata osservata sia nei pazienti con tumori esprimenti il PD-L1 sia in quelli che non lo esprimevano e, nello studio Checkmate -057, una risposta completa su quattro si è manifestata in un paziente il cui tumore aveva un livello di espressione di PD-L1 < 1%.

Dall’analisi di sicurezza congiunta di entrambi gli studi, non sono emerse nuove segnalazioni relativamente alla sicurezza di nivolumab. Non si è verificato alcun nuovo decesso correlato al trattamento tra il primo e il secondo anno di follow-up minimo a fronte dell'esposizione più prolungata al trattamento e nuovi eventi si sono osservati in 11 su 418 pazienti con un ulteriore anno di follow-up.

Questi risultati sono stati presentati il 9 ottobre durante la sessione dedicata alla poster discussion in occasione del congresso ESMO 2016 (European Society for Medical Oncology Congress) (Abstract #1215PD).

"Ulteriori valutazioni riguardanti nivolumab nel tumore del polmone non a piccole cellule pre-trattato hanno continuato a dimostrare una sopravvivenza più lunga e la possibilità di ottenere risposte durature rispetto al docetaxel, nelle diverse istologie tumorali, in questa popolazione di pazienti", ha affermato Martin Reck, M.D., Ph.D., direttore di oncologia toracica del Hospital Grosshansdorf. "Notoriamente, la durata mediana della risposta con nivolumab risultava essere più che triplicata rispetto a quella osservata con docetaxel".

I risultati della valutazione della qualità della vita correlata allo stato di salute condotta mediante Patient-reported outcomes relativa allo studio CheckMate -057 sono stati presentati nel corso di una sessione dedicata alla poster discussion nel pomeriggio (Abstract #1217PD). I dati indicano che nivolumab ha favorito una migliore salvaguardia dello stato di salute, una migliore qualità di vita correlata allo stato di salute e un maggior controllo dei sintomi rispetto a docetaxel, come emerso dopo valutazione con scala visiva analogica (VAS) di EuroQoL a 5 dimensioni (EQ-5D) e con il Lung Cancer Symptom Score (LCSS).

Nick Botwood, M.D., Development Lead, Lung and Head & Neck, Bristol-Myers Squibb, ha commentato: "Nivolumab, standard of care per il tumore del polmone non a piccole cellule nel setting di seconda linea, continua a dimostrare una sopravvivenza prolungata, sulla base dei risultati aggiornati di CheckMate -057 e -017. Inoltre, sulla base dei dati ottenuti mediante Patient-reported outcomes relativi allo studio CheckMate -057, nivolumab contribuisce ad uno stato di salute globale favorevole rispetto alla chemioterapia. Questi dati cardine continuano a informare la comunità scientifica sull'uso di nivolumab nel tumore del polmone non a piccole cellule precedentemente trattato, un tumore difficile da trattare".

CheckMate -057 e CheckMate -017
CheckMate -057 è uno studio di fase III, randomizzato, in aperto, landmark, che ha valutato pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), non squamoso, avanzato, che erano andati incontro a progressione durante o dopo un precedente regime di chemioterapia mediante una doppietta contenente platino. Lo studio ha incluso pazienti indipendentemente dal livello di espressione tumorale di PD-L1. L'endpoint primario dello studio era la sopravvivenza (OS) ed endpoint secondari erano il tasso di risposta obiettiva (ORR), la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e l'efficacia in relazione ai livelli di espressione tumorale di PD-L1. I pazienti arruolati nello studio hanno ricevuto nivolumab 3 mg/kg ogni due settimane vs docetaxel 75 mg/m2 ogni tre settimane.

CheckMate -017 è uno studio clinico randomizzato, di fase III, in aperto, che ha confrontato il trattamento con nivolumab 3 mg/kg ogni due settimane vs docetaxel 75 mg/m2 ogni tre settimane, in pazienti con NSCLC squamoso avanzato, in progressione dopo o durante un regime di chemioterapia con una doppietta a base di platino. L'endpoint primario era la Overall Survival (OS) ed endpoint secondari erano la Progression-free Survival (PFS) e il tasso di risposta obiettiva (ORR). Lo studio ha incluso pazienti indipendentemente dallo stato di espressione di PD-L1.

Nell’analisi congiunta dei due studi CheckMate -057 e CheckMate -017 relativa al profilo di sicurezza di nivolumab, dopo un periodo minimo di follow-up di 2 anni, gli eventi avversi correlati al trattamento sono stati riportati in una percentuale inferiore di pazienti trattati con nivolumab rispetto a quelli che hanno ricevuto docetaxel (ogni grado: 68% vs 88%; grado 3-4: 10% vs 55%) e hanno condotto meno frequentemente a discontinuazione del trattamento (ogni grado: 6% vs 13%; grado 3-4: 4% vs 7%). La frequenza degli eventi avversi correlati al trattamento più comuni erano inferiori con nivolumab che con docetaxel. La maggioranza degli eventi avversi selezionati correlati al trattamento si è verificato entro i primi tre mesi di terapia con nivolumab e si sono risolti ricorrendo agli algoritmi di gestione standard. Gli eventi avversi selezionati correlati al trattamento, di grado 3-4 complessivamente considerati erano di tipo cutaneo (1%), gastrointestinale (1,2%), endocrino (0%), epatico (1%), polmonare (1,2%), renale (0,2%) e reazioni da ipersensibilità/infusione (0%).

La valutazione della qualità della vita correlata allo stato di salute relativa allo studio CheckMate -057, condotta mediante Patient-reported outcomes, è stata effettuata ricorrendo al Lung Cancer Symptom Scale (LCSS), alla scala visiva analogica (EQ-5D VAS) e al EQ-5D utility index del European Quality of Life (EuroQol)-5 Dimensions. Tali valutazioni mediante PRO venivano effettuate ogni due cicli per i pazienti trattati con nivolumab, e ad ogni ciclo per i pazienti che ricevevano docetaxel, per i primi sei mesi di terapia e successivamente ogni sei settimane, quindi in due visite di follow-up post-trattamento. L’EQ-5D è stato valutato anche nel corso del follow up, ogni tre mesi per il primo anno e successivamente ogni sei mesi. Sebbene i progressi dal trattamento si siano osservati più precocemente con LCSS che con EQ-5D VAS, entrambi questi strumenti dei PRO hanno indicato un beneficio prima della separazione delle due curve di sopravvivenza, favorendo nivolumab.