Cancro al polmone non squamoso avanzato, atezolizumab aggiunto alla chemio in prima linea allunga la vita. #ESMO18

Nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con istologia non squamosa, in stadio IV, il trattamento con una tripletta costituita dall'anticorpo monoclonale anti-PD-L1 atezolizumab più carboplatino e nab-paclitaxel in prima linea si associa a un miglioramento significativo sia della sopravvivenza libera da progressione (PFS) sia della sopravvivenza globale (OS) rispetto alla sola chemioterapia. È quanto emerge dallo studio di fase 3 IMpower130 appena presentato all'ESMO.

Nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con istologia non squamosa, in stadio IV, il trattamento con una tripletta costituita dall’anticorpo monoclonale anti-PD-L1 atezolizumab più carboplatino e nab-paclitaxel in prima linea si associa a un miglioramento significativo sia della sopravvivenza libera da progressione (PFS) sia della sopravvivenza globale (OS) rispetto alla sola chemioterapia.

È quanto emerge dallo studio di fase 3 IMpower130, presentato al recente congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO), a Monaco di Baviera.

"I risultati di IMpower130 giustificano l’impiego di atezolizumab più la chemioterapia come opzione terapeutica per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato, non squamoso, indipendentemente dall’espressione di PD-L1" ha dichiarato il primo firmatario dello studio, Federico Cappuzzo, direttore dell’oncologia medica e del Dipartimento di Ematologia e Oncologia presso l'Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna-Ravenna.

Lo studio IMpower130
IMpower130 è un trial multicentrico internazionale, randomizzato e controllato, in aperto, nel quale si è confrontata la combinazione dell’inibitore del checkpoint immunitario PD-L1 atezolizumab più la chemioterapia con carboplatino/nab-paclitaxel con la sola chemioterapia con carboplatino/nab-paclitaxel in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule non squamoso in stadio IV, con malattia misurabile, non trattati in precedenza con la chemio.

I partecipanti sono stati assegnati in rapporto 2:1 al trattamento con la tripletta con atezolizumab come terapia di induzione seguita da un mantenimento con atezolizumab, o la sola chemioterapia seguita dalla migliore terapia di supporto o da pemetrexed ogni 3 settimane come mantenimento. Atezolizumab è stato somministrato fino alla perdita del beneficio clinico o alla comparsa di tossicità valutata dallo sperimentatore, mentre la chemioterapia è stata somministrata fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità.

Disegno dello studio gerarchico
I partecipanti sono stati stratificati in base al sesso, alla presenza o meno di metastasi epatiche al basale e all'espressione di PD-L1.
I due endpoint primari erano la PFS e l’OS valutate dagli sperimentatori nella popolazione ITT-wild-type (ITT-WT), che escludeva i pazienti con anomalie di EGFR e/o ALK, mentre gli endpoint secondari erano l’OS e la PFS nella popolazione intent-to-treat (ITT) e a seconda dell’espressione di PD-L1, la percentuale di risposta complessiva (ORR) e la sicurezza.
Lo studio aveva un disegno gerarchico, nel senso che la PFS e l’OS nella popolazione ITT sarebbero state valutate solo se il dato di OS nella popolazione ITT-WT fosse risultato positivo.

Beneficio di sopravvivenza con atezolizumab nella popolazione ITT-wild-type
I pazienti della popolazione ITT erano 723 e quelli della popolazione ITT-WT 679.
Nella popolazione ITT-WT, la PFS mediana è risultata di 7 mesi nel braccio trattato con atezolizumab (IC al 95% 6,2-7,3) e 5,5 mesi (IC al 95% 4,4-5,9) nel braccio trattato con la sola chemioterapia (HR 0,64; IC al 95% 0,54-0,77; P < 0,0001), mentre la PFS a 6 mesi è risultata del 56,1% contro 42,5% e la PFS a 12 mesi del 29,1% contro 14,1%.

Sempre in questa popolazione, anche l’OS è risultata significativamente superiore con atezolizumab, con una mediana di 18,6 mesi (IC al 95% 16,0-21,2) contro 13,9 mesi (IC al 95% 12,0-18,7) rispetto a carboplatino/nab-paclitaxel (HR 0,79, IC al 95% 0,64-0,98; P = 0,033). L’OS a un anno è risultata rispettivamente del 63,1% contro 55,5% e quella a 2 anni rispettivamente del 39,6% contro 30%.

Risposta superiore e più duratura aggiungendo atezolizumab alla chemio
L’ORR mediana è risultata del 49,2% con l’anti-PD-L1 contro 31,9% con la sola chemioterapia. Nel braccio trattato con l’anticorpo, la percentuale di risposta completa è stata del 2,5%, quella di risposta parziale del 46,6%, quella di stabilizzazione della malattia del 30,4% e quella di progressione della malattia dell'11%.

La durata mediana della risposta è risultata di 8,4 mesi (IC al 95% 6,9-11,8) con atezolizumab contro 6,1 mesi (IC al 95% 5,5-7,9) con solo carboplatino/nab-paclitaxel (P = 0,0004). Al momento dell’analisi dei dati stavano ancora rispondendo al trattamento il 36,8% dei pazienti trattati con l’anti PD-L1 e il 19,4% di quelli trattati con la sola chemioterapia.
Il beneficio di PFS è stato osservato in tutti i sottogruppi specificati da protocollo, ad eccezione di quello con metastasi epatiche (HR, 0,93, IC al 95% 0,59-1,47), che non ha ottenuto nemmeno alcun beneficio di OS con l’aggiunta di atezolizumab alla chemio (HR, 1,04, IC al 95% 0,63-1,72).

Beneficio di sopravvivenza con atezolizumab nella popolazione ITT
I dati di PFS e OSS valutati dagli sperimentatori nella popolazione ITT sono risultati simili a quelli ottenuti nella popolazione ITT-WT, con una PFS mediana di 7 mesi con atezolizumab e 5,6 mesi con solo carboplatino/nab-paclitaxel (HR 0,65; IC al 95% 0,54-0,77; P <0,0001), una PFS a 6 mesi rispettivamente del 56,4% contro 42,9% e una PFS a 12 mesi rispettivamente del 28,9% contro 14,2%.

In questa popolazione, l'OS mediana è risultata rispettivamente di 18,1 mesi contro 13,9 mesi (HR 0,80; IC 95%, 0,65-0,99; P = 0,339), l’OS a un anno del 62,7% contro 55,1% e l’OS a 2 anni del 39,3% contro 29,9%.
Nei sottogruppi EGFR/ALK-positivi, la PFS mediana è risultata rispettivamente di 7 mesi contro 6 mesi (HR 0,75; IC al 95% 0,36-1,54) e l'OS mediana rispettivamente di 14,4 mesi contro 10,0 mesi (HR, 0,98, IC al 95% 0,41-2,31).

Beneficio indipendente dall’espressione di PD-L1
Invece, nel sottogruppo con espressione elevata di PD-L1 la PFS è risultata rispettivamente di 6,4 mesi contro 4,6 mesi (HR 0,51; IC al 95% 0,34-0,77), in quello con bassa espressione di PD-L1 di 8,3 mesi contro 6,0 mesi (HR 0,61; IC al 95% 0,43-0,85) e in quello dei pazienti PD-L1-negativi di 6,2 mesi contro 4,7 mesi (HR 0,72; IC al 95% 0,56-0,91).

L’ OS è risultata di 17,3 mesi contro 16,9 mesi (HR 0,84; IC al 95% 0,51-1,39) nel sottogruppo con espressione elevata di PD-L1, di 23,7 mesi contro 15,9 mesi (HR 0,70; IC al 95% 0,45-1,08) in quello con bassa espressione di PD-L1 e di 15,2 mesi contro 12 mesi (HR 0,81; IC al 95% 0,61-1,08) in quello dei pazienti PD-L1-negativi.

Sicurezza della combinazione in linea con quella dei singoli componenti
Il profilo di sicurezza della combinazione atezolizumab più chemioterapia è risultato in linea con gli eventi avversi associati ai singoli agenti e non sono emerse nuove problematiche di sicurezza, ha riferito Cappuzzo.

Gli eventi avversi di qualsiasi grado sono stati comparabili fra i bracci, mentre gli eventi avversi correlati al trattamento di grado 3/4 (hanno avuto un’incidenza del 73,2% nel gruppo trattato con atezolizumab più la chemioterapia e 60,3% nel gruppo trattato ocn la sola chemio.

Gli eventi avversi di grado 3/4 di particolare interesse manifestatisi nel braccio trattato con l’anticorpo sono stati la colite (in cinque pazienti), l'ipotiroidismo (in tre), l'epatite (in due) e il diabete mellito (in due).

Eventi avversi che hanno costretto a interrompere il trattamento si sono manifestati nell'85% dei pazienti trattati con atezolizumab in aggiunta alla chemio e nell'80,2% di quelli trattati con la sola chemio.

F. Cappuzzo, et al. IMpower130: progression-free survival (PFS) and safety analysis from a randomised phase 3 study of carboplatin + nab-paclitaxel (CnP) with or without atezolizumab (atezo) as first-line (1L) therapy in advanced non-squamous NSCLC. ESMO 2018: abstract LBA53
leggi