Cancro al seno HER2+, parere negativo del Chmp per neratinib

Doccia fredda per Puma Biotechnology che si è vista bocciare dal Chmp l'anticancro neratinib sviluppato per il cancro al seno HER2 +. Il farmaco aveva ricevuto l'approvazione Fda nel luglio del 2017. L'azienda ha già fatto sapere che si appellerà contro la decisione.

Doccia fredda per Puma Biotechnology che si è vista bocciare  dal Chmp l’anticancro neratinib sviluppato per il cancro al seno HER2 +. Il farmaco aveva ricevuto l’approvazione Fda nel luglio del 2017. L’azienda ha già fatto sapere che si appellerà contro la decisione.

Il Comitato europeo per i medicinali per uso umano (Chmp) non è stato impressionato dai dati clinici dello studio registrativo che ha mostrato solo una piccola differenza di efficacia tra il farmaco e placebo, ma molti pazienti hanno sperimentato effetti collaterali con il farmaco.

Il Chmp ha pertanto concluso che i benefici non erano sufficienti a controbilanciare il rischio di effetti collaterali e ha raccomandato di rifiutare l'autorizzazione al mercato al neratinib.
Neratinib è un inibitore irreversibile di erbB1, HER2 ed ErbB4. È destinato all' uso in donne con cancro al seno HER2+ che sono già state trattate con l' anticorpo trastuzumab HER2.
I dati clinici che sono stati presentati per l' approvazione del farmaco provengono dallo studio registrativo ExteNET fase 3, condotto in 2840 donne con tumore al seno precoce con alti livelli di HER2. Queste donne avevano già ricevuto un trattamento che includeva il trastuzumab. Sono state assegnati casualmente ad un anno di trattamento giornaliero con neratinib o placebo.

Il Chmp rileva che la principale misura dell' efficacia è stata la percentuale di donne che hanno vissuto senza avere un ritorno al cancro alla fine dello studio di due anni (l' endpoint era la sopravvivenza libera da malattie invasive [iDFS]). Questo obiettivo è stato raggiunto nel 94% dei pazienti che hanno ricevuto neratinib e nel 92% dei pazienti che hanno ricevuto placebo.

"E' incerto che questa differenza di beneficio sia visibile nella pratica clinica", ha dichiarato il Chmp.

Inoltre, il Chmp ha sottolineato che "il neratinib causa effetti collaterali nell'apparato digerente, in particolare la diarrea, che ha colpito la maggior parte dei pazienti e potrebbe essere difficile da gestire".

Nello studio, quasi il 40% dei pazienti ha sperimentato diarrea di grado 3 nei primi 30 giorni di trattamento, secondo i dati presentati al San Antono Breast Cancer Symposium del 2015.

Nella sua approvazione del farmaco, la FDA ha detto che ai pazienti dovrebbe essere dato il farmaco antidiarroico loperamide per i primi 56 giorni di trattamento con neratinib e in seguito alla bisogna.

Quando, nel novembre 2017 i risultati dello studio ExteNET erano stati pubblicati su Lancet Oncology, un editoriale di accompagnamento e un esperto esterno si erano chiesti come il neratinib dovesse essere incorporato nella terapia contro il cancro al seno. I pazienti nello studio ExteNET hanno preso trastuzumab per 1 anno e poi neratinib per un altro anno, così hanno avuto un totale di 2 anni sulla terapia mirata HER2, ha sottolineato Lisa A. Carey, MD, professore di ricerca sul cancro al seno presso il North Carolina Cancer Hospital, Chapel Hill. "Non è banale. I pazienti stanno sopportando molto per un piccolo beneficio".

Martin M, Holmes FA, Ejlertsen B, et al. Neratinib after trastuzumab-based adjuvant therapy in HER2-positive breast cancer (ExteNET): 5-year analysis of a randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 3 trial. Lancet Oncol. 2017; 18:1688-700.