5-fluoruracile topico efficace contro la neoplasia vaginale intraepiteliale

Il chemioterapico 5-fluorouracile (5-FU) somministrato per via topica è più efficace rispetto all'escissione chirurgica o all'ablazione laser nel trattamento della neoplasia vaginale intraepiteliale (VIN) di grado elevato. Lo evidenziano i risultati di uno studio appena pubblicato su Obstetrics & Gynecology.

Il chemioterapico 5-fluorouracile (5-FU) somministrato per via topica è più efficace rispetto all’escissione chirurgica o all’ablazione laser nel trattamento della neoplasia vaginale intraepiteliale (VIN) di grado elevato. Lo evidenziano i risultati di uno studio appena pubblicato su Obstetrics & Gynecology.

La VIN è una condizione precancerosa non comune e la maggior parte dei casi è legata all'infezione da papillomavirus umano (HPV). Le lesioni di basso grado possono risolversi spontaneamente. Le lesioni di alto grado sono trattate con la terapia ormonale, le preparazioni topiche, l’escissione chirurgica, l’ablazione termica o laser o la radioterapia topica. Tuttavia, per trattare questa neoplasia viene spesso prescritto off-label il 5-FU topico (al 5%).

Nel loro studio, Stephen Fiascone, del Brigham and Women’s Hospital di Boston, e gli altri ricercatori, hanno condotto uno studio retrospettivo e non randomizzato su un’ampia casistica per confrontare l'efficacia del 5-FU con quella dell’escissione chirurgica e dell'ablazione laser, oltre che per valutare l'impiego del 5-FU per il trattamento della VIN ricorrente o persistente di grado elevato. Le pazienti affette da questa neoplasia hanno un rischio di recidiva dopo l'escissione chirurgica del 43%.

Le pazienti erano state trattate nel lasso di tempo compreso fra aprile 1994 e maggio 2016 in due centri di Boston. I ricercatori hanno utilizzato le cartelle cliniche per ricavare informazioni sulle caratteristiche demografiche, sui fattori di rischio e sulla vaccinazione per l’HPV, sui risultati del Pap test, sulla storia di displasia vulvare e cervicale e sui risultati del trattamento. Le donne erano state inviate a fare una colposcopia dopo che il test per l’HPV o i risultati della citologia cervicale erano risultati anormali o che si era riscontrata la presenza di lesioni.

In particolare, alle donne era stata fatta una prima diagnosi di VIN 2, 3 o da 2 a 3, di VIN di grado elevato o di lesione squamosa intraepiteliale sospetta ma non diagnosi di VIN di grado elevato. Il trattamento iniziale era consistito nell’applicazione di 5-FU, nell'escissione o nell'ablazione laser.

Le partecipanti erano state informate su tutti i trattamenti. Coloro che avevano optato per il trattamento con 5-FU lo avevano applicato una volta alla settimana ed erano state sottoposte a un Pap test 4 settimane dopo l’ultima somministrazione. Se la VIN non era scomparsa, alle donne veniva offerta l’escissione chirurgica (in particolare per le lesioni unifocali che sembravano avere più probabilità di essere cancerose) o l’ablazione laser. Se le lesioni erano scomparse dopo il trattamento iniziale ma poi ricomparivano, alle pazienti veniva offerto nuovamente 5-FU.

L’analisi ha coinvolto 104 pazienti, di cui 47 trattate inizialmente con 5-FU, 35 con l’escissione e 22 con l’ablazione laser; 40 di queste (il 38%) hanno sviluppato una VIN ricorrente o persistente.

Delle 47 pazienti trattate inizialmente con 5 FU, 35 (74%) non hanno mostrato recidive durante un follow-up mediano di 18 mesi (range: 4-92 mesi); delle 35 sottoposte inizialmente all’escissione, 20 (il 57%) non hanno presentato recidive o una persistenza della lesione dopo un follow-up mediano di 38 mesi (range: 1-129 mesi), e tra le 22 sottoposte inizialmente all’ablazione laser, 9 (il 41%) non hanno mostrato recidive o una persistenza della malattia dopo un follow-up mediano di 65,5 mesi (range: 7-240 mesi).

Delle 40 pazienti che hanno sviluppato una VIN ricorrente o persistente dopo il trattamento iniziale, 13 sono state poi trattate con 5 FU; di queste, otto (il 62%) non hanno sviluppato ulteriori neoplasie, mentre delle rimanenti cinque, dopo un follow-up medio di 18,9 mesi, quattro avevano ancora una VIN di grado elevato, ma nessuna mostrava una progressione verso il cancro.

Complessivamente, delle 47 donne che erano state trattate con 5-FU come trattamento di prima linea, solo nove (il 19%) sono state poi sottoposte a un’escissione chirurgica o all’ablazione laser.

Nove (il 16%) delle 58 pazienti trattate con 5-FU in prima battuta o dopo l’escissione o l’ablazione hanno riportato effetti avversi, nella maggior parte dei casi irritazione o dispareunia.
"Il 5-FU è risultato associato a una percentuale di successo del 74% come modalità di trattamento iniziale per la displasia vaginale di grado elevato" concludono i ricercatori, osservando poi che il 5-FU ha un ruolo anche per il trattamento della VIN ricorrente o persistente di grado elevato.

Inoltre, aggiungono Fiascone e i colleghi, l'escissione introduce un rischio chirurgico e interferisce con la diagnosi istologica. "Considerati questi rischi, un trattamento topico di comprovate sicurezza ed efficacia avrebbe chiaramente un ruolo nella gestione della neoplasia intraepiteliale vaginale di grado elevato" scrivono i ricercatori.

Nancy C. Chescheir, della University of North Carolina, redattore capo di Obstetrics & Gynecology, ha commentato i dati dicendo che sono rassicuranti, perché i rischi di recidiva sono risultati simili in tutti e tre i gruppi di trattamento. Tuttavia, ha sottolineato l’esperta, una limitazione dello studio è che la durata del follow-up è stata diversa nei tre gruppi, soprattutto dato l’aumento dell’uso del 5-FU nel corso degli ultimi 5 anni, e ha aggiunto che avrebbe voluto vedere dati a 4 o 5 anni per confermare il vantaggio di efficacia di 5-FU.

"Penso che gli autori abbiano fornito alcune informazioni veramente valide che supportano l'impiego off-label di questo farmaco come terapia di prima linea e di seconda linea nelle donne nelle quali gli altri trattamenti non hanno funzionato. La maggior parte delle donne preferirebbe una terapia medica che abbia alcuni effetti collaterali che si manifestano in meno di una paziente su cinque e poi si risolvono una volta che si smette di assumere il farmaco, per cui, complessivamente, questi risultati rappresentano una gran bella notizia" ha concluso la Chescheir.

S. Fiascone, et al. Topical 5-Fluorouracil for Women With High-Grade Vaginal Intraepithelial Neoplasia. Obstet Gynecol. 2017;130:1237-43; doi: 10.1097/AOG.0000000000002311.