I risultati che derivano dall’analisi a interim pre-specificata dello studio COU-AA-302, un trial di Fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, hanno dimostrato che i pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), trattati con abiraterone acetato  associato a prednisone, mostravano un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS) e di tutti gli endpoint secondari, rispetto ai pazienti trattati con placebo associato a prednisone.

In base a questi risultati, nella seconda metà del 2012 Janssen ha intenzione di presentare una richiesta alle autorità regolatorie per estendere l'uso di abiraterone per il trattamento dei pazienti con mCRPC mai sottoposti a chemioterapia.

I risultati, annunciati oggi al congresso al 48° Congresso Annuale della American Society of Clinical Oncology hanno anche dimostrato una tendenza verso un aumento della sopravvivenza globale (OS) mediana, endpoint co-primario dello studio nei pazienti trattati con abiraterone associato a  prednisone.

Lo studio ha coinvolto 1.088 pazienti asintomatici o lievemente sintomatici affetti da mCRPC e mai sottoposti a chemioterapia. Si tratta del primo studio randomizzato che dimostri un beneficio nella sopravvivenza libera da progressione radiologica e un trend favorevole nella sopravvivenza globale in questa popolazione di pazienti.
 I pazienti sono stati randomizzati per ricevere abiraterone acetato 1.000 milligrammi (mg) una volta al giorno in associazione a prednisone 5 mg due volte al giorno o placebo più prednisone 5 mg due volte al giorno. Gli endpoint co-primari dello studio sono la rPFS e la OS.

I dati dimostrano un miglioramento statisticamente significativo nella rPFS nel gruppo di pazienti trattati con abiraterone acetato più prednisone (braccio abiraterone) rispetto al gruppo placebo più prednisone (braccio di controllo). La rPFS mediana nel braccio di controllo era di 8,3 mesi, mentre nel braccio abiraterone il valore mediano non era ancora stato raggiunto perché gli eventi di progressione si verificavano più lentamente rispetto al braccio di controllo (N=150 vs. 251, rispettivamente). L’Hazard Ratio (HR) era pari a 0,43 con un intervallo di confidenza (IC) del 95%: [0,35; 0,52] e con p<0,0001.

Inoltre, il trattamento con abiraterone associato a prednisone, determinava un incremento del 33% nella sopravvivenza stimata (la sopravvivenza mediana globale nel braccio abiraterone non era stata raggiunta ed era di 27,2 mesi nel braccio di controllo; HR=0,75; 95% IC: [0,61; 0,93], p=0,0097). Nel momento in cui è stata effettuata questa analisi ad interim, non era stato raggiunto il valore previsto di p per ottenere la significatività pari a 0,0008.

Endpoint secondari
Il trattamento con abiraterone associato a prednisone ha dimostrato anche miglioramenti significativi negli endpoint secondari rispetto al braccio di controllo, in particolare per quanto riguarda:

Tempo mediano all'uso di oppiacei per il dolore oncologico; il tempo mediano nel braccio Abiraterone non è stato raggiunto ed era di 23,7 mesi nel braccio di controllo (HR=0,69; 95% IC: [0,57; 0,83]; p=0,0001).
Tempo mediano all'inizio della chemioterapia per il carcinoma prostatico: 25,2 mesi per il braccio Abiraterone vs. 16,8 mesi per il braccio di controllo (HR=0,58 [95% IC: 0,49; 0,69]; p<0,0001).
Tempo mediano al deterioramento del performance status: 12,3 mesi per il braccio Abiraterone vs. 10,9 mesi per il braccio di controllo (HR=0,82; 95% IC: [0,71; 0,94] p=0,0053) . come incremento di uno o più punti nel performance score dello Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) , misura standard utilizzata per valutare lo stato funzionale di un paziente e spesso usato per determinare la prognosi e il trattamento adeguato.
Tempo mediano alla progressione del PSA: 11,1 mesi per il braccio Abiraterone vs.  5,6 mesi per il braccio di controllo (HR=0,49; 95% IC: [0,42; 0,57], p<0,0001), secondo i criteri del  Prostate Cancer Clinical Trials Working Group (PCWG2).

Risultati relativi alla sicurezza
Nei pazienti del braccio abiraterone sono stati osservati più eventi avversi di grado 3 e 4 rispetto a quelli del braccio di controllo, in particolare disturbi cardiaci (6% vs. 3%) ed ipertensione (4% vs. 3%), oltre che incrementi dell’alanina aminotransferasi (ALT) e dell'aspartato aminotransferasi (AST) (5,4% vs. 0,8% e 3,0% vs. 0,9%, rispettivamente). La fatigue è stato l'evento avverso più comunemente osservato nello studio.