Afatinib aumenta la PFS nel carcinoma polmonare

Oncologia-Ematologia
In occasione del 35esimo Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) in corso di svolgimento a Milano, sono stati presentati i risultati di due studi clinici in ambito oncologico, condotti sul farmaco sperimentale afatinib (BIBW 2992) sviluppato da Boehringer Ingelheim.

I risultati dello studio di Fase III LUX-Lung 1 suggeriscono che afatinib sia attivo in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato, mentre nello Studio di Fase II, LUX-Lung 2, afatinib ha mostrato un beneficio in termini di sopravvivenza in pazienti con NSCLC avanzato che presentavano una mutazione del gene per il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR).

Assunto oralmente sotto forma di compresse, afatinib è un doppio inibitore tirosin-chinasico (TKI) di EGFR/HER2 di ultima generazione che, a differenza dei TKI di prima generazione, si lega in maniera irreversibile sia all'EGFR che al recettore del fattore di crescita epidermico-2 (HER2).  Afatinib è una molecola in sviluppo in diversi tumori solidi.

Lo studio LUX-Lung 1 (fase II b/III) ha confrontato afatinib a placebo in oltre 580 pazienti con NSCLC avanzato, che avevano manifestato una progressione di malattia a seguito di almeno un trattamento chemioterapico e di un EGFR-TKI di prima generazione (erlotinib o gefitinib) con i seguenti risultati.
Pur non avendo raggiunto l'endpoint primario della sperimentazione nell'aumento della sopravvivenza complessiva (overall survival, OS), afatinibha ritardato la ripresa della progressione del tumore, triplicando rispetto a placebo il periodo di sopravvivenza libero da progressione di malattia (progression-free survival, PFS, endpoint secondario) (3,3 mesi vs 1,1 mesi).
Si è avuta una percentuale significativamente superiore di controllo o riduzione della massa tumorale (disease control rate, DCR) nei pazienti che assumevano afatinib (DCR: 58%) rispetto a placebo (DCR: 18%).

E' la prima volta che un farmaco dimostra, in uno studio controllato, un miglioramento clinicamente significativo della sopravvivenza senza evoluzione della patologia in pazienti con NSCLC il cui tumore aveva subito una progressione dopo la terapia con EGFR-TKI di prima generazione.

Sono stati, inoltre, presentati i risultati incoraggianti dello Studio di Fase II LUX-Lung 2 che ha riguardato pazienti affetti da NSCLC avanzato con mutazioni dell'EGFR che non erano stati trattati in precedenza o che avevano avuto una progressione di malattia a seguito di una linea di chemioterapia.
In questa sperimentazione, afatinib ha determinato una risposta complessiva del 61% ed un PFS pari a 14 mesi. Sono attualmente in corso altri due studi di fase III, LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6 per valutare ulteriormente afatinib come terapia di prima linea in questa popolazione di pazienti.

Tumore al polmone
Il tumore polmonare è la forma di cancro più diffusa e letale al mondo. Ogni anno 1,6 milioni di persone si ammalano di tumore al polmone e 1,4 milioni muoiono a causa di esso. Questa patologia rappresenta un'area in cui la medicina non è stata ancora in grado di dare una risposta risolutiva, soprattutto per i casi in stadio avanzato, quando il tumore è particolarmente aggressivo e le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti sono limitate. Al momento non esiste alcuna terapia approvata per i pazienti con tumore polmonare in stadio avanzato per i quali la chemioterapia non abbia avuto successo e il tumore sia progredito dopo il trattamento con EGFR-TKI di prima generazione.