Presentati all'ESMO 2012, il Congresso della Società Europea di Medicina Oncologica, nuovi risultati dello studio LUX-Lung 3 sulla terapia di prima linea di pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni di EGFR. Questi dati dimostrati i benefici in termini di miglioramento dei sintomi correlati al carcinoma polmonare e della qualità di vita per i pazienti trattati con afatinib, farmaco sperimentale che inibisce in maniera irreversibile i recettori della famiglia ErbB.

I risultati di LUX-Lung 3, lo studio registrativo più vasto e significativo che sia mai stato condotto a oggi  su pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni di EGFR (ErbB1), indicano che afatinib, farmaco migliora i sintomi più comuni correlati al carcinoma polmonare e li tiene sotto controllo meglio e più a lungo, oltre a migliorare la qualità di vita in modo superiore, rispetto al gold standard della chemioterapia (pemetrexed e cisplatino) per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non a cellule squamose.

L’analisi delle risposte al questionario somministrato ai pazienti su tre sintomi pre-specificati del carcinoma polmonare (tosse, dispnea e dolore) indica che sono stati più numerosi i pazienti in terapia con afatinib* che hanno avuto miglioramenti significativi della dispnea (64% contro 50%; p=0,0103), che hanno dimostrato una tendenza statistica verso il miglioramento del dolore (59% contro 48%; p=0,0513) e miglioramenti della tosse (67% contro 60%; p=0,2444).1 Inoltre, afatinib ha ritardato in maniera significativa l’aggravamento della tosse (HR=0,60; p=0.007) e della dispnea (HR=0,68; p=0,0145), rispetto alla chemioterapia.

 E’ importante sottolineare che afatinib a determinato miglioramenti nella sfera fisica, cognitiva e della qualità di vita complessiva dei pazienti trattati con questo farmaco sperimentale.

“I sintomi correlati al carcinoma polmonare quali astenia, dispnea e dolore sono molto pesanti e si ripercuotono negativamente sulla qualità di vita dei pazienti” ha affermato il Dottor Matthew Peters, Presidente di The Global Lung Cancer Coalition. “Poiché circa il 90% dei pazienti con NSCLC avanzato presenta due o più di questi sintomi correlati al tumore e forte stress psicologico associato , è importante porseli come obiettivi, nel momento in cui si valutano i benefici di una terapia”. 



Risultati dello studio LUX-Lung 3 presentati in precedenza, avevano mostrato che i pazienti che avevano assunto afatinib come terapia di prima linea, sono vissuti per circa un anno di (11,1 mesi) senza  progressione della malattia (PFS), rispetto a solo poco più di sei mesi (PFS di 6,9 mesi) di quelli in terapia con pemetrexed/cisplatino.  Inoltre, i pazienti con NSCLC, con due delle mutazioni di EGFR più comuni, in terapia con afatinib, sono vissuti per più di un anno senza progressione del tumore (PFS di 13,6 mesi) rispetto a solo poco più di sei mesi (PFS di 6,9 mesi) dei pazienti nel braccio di controllo.4 I pazienti con NSCLC positivo per le mutazioni di EGFR più comuni, che hanno avuto un maggior beneficio in termini di sopravvivenza senza progressione della malattia, hanno avuto anche un maggior beneficio in termini di miglioramento dei sintomi, loro controllo e qualità di vita correlata.


“In seguito ai dati incoraggianti presentati nei mesi scorsi, questi nuovi risultati dimostrano che i risultati positivi ottenuti da afatinib* in termini di sopravvivenza libera da progressione della malattia si traducono anche in ulteriori benefici in termini di controllo e di miglioramento dei sintomi e di qualità di vita dei pazienti” ha commentato la Dottoressa Vera Hirsh, Professore Associato, McGill University, Divisione di Oncologia Medica, Royal Victoria Hospital di Montreal, Canada. “Ciò conferma ancora una volta il potenziale di questa opzione terapeutica, come trattamento  di prima linea del NSCLC metastatico, efficace nei pazienti con mutazioni di EGFR”.


Afatinib è un farmaco che inibisce in maniera irreversibile la trasduzione del segnale dei recettori ErbB si differenza dalle terapie mirate, attualmente disponibili, in quanto blocca le principali vie del segnale che contribuiscono alla crescita, migrazione e metabolismo delle cellule tumorali.