Nuovi dati dimostrano che afatinib (BIBW 2992) aumenta in maniera significativa la sopravvivenza libera da malattia, ovvero il periodo che intercorre prima che il tumore riprenda a svilupparsi, di quattro volte (4,4 mesi contro 1 mese con placebo) in pazienti con tumore polmonare, che hanno una maggiore probabilità di avere una mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR). Inoltre, questo sottogruppo di pazienti ha dimostrato la tendenza verso una maggiore sopravvivenza complessiva.

I risultati presentati in precedenza, che avevano indicato il mancato raggiungimento degli endpoint di sopravvivenza complessiva nella popolazione allo studio, possono essere stati falsati dalle successive terapie protratte nel tempo. La nuova analisi post-hoc aggiornata sul farmaco sperimentale di Boehringer Ingelheim, afatinib, si riferisce allo studio clinico LUX-Lung 1 di fase IIb/IIIl, e verrà presentata in occasione del simposio multidisciplinare di oncologia toracica (Multidisciplinary Symposium in Thoracic Oncology) di Chicago, USA.

Lo studio LUX-Lung 1 ha valutato afatinib rispetto a placebo in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in progressione dopo la chemioterapia e un inibitore di tirosin-chinasi EGFR di prima generazione, gefitinib o erlotinib. Il sottogruppo a cui i risultati dell'analisi si riferiscono comprende due terzi della totalità dei pazienti dello studio (391/585) con maggiore probabilità di mutazioni EGFR, come stabilito dai criteri clinici basati sulla loro risposta e sulla durata della precedente terapia con inibitori di tirosin-chinasi EGFR.

Questi ultimi risultati sono un aggiornamento rispetto a quelli iniziali dello studio clinico LUX-Lung 1 presentati recentemente in occasione del Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) tenutosi a Milano.

"Continuiamo a essere incoraggiati dai risultati di questo studio a mano a mano che ci muoviamo verso terapie personalizzate" ha dichiarato Vincent A. Miller, M.D. Principale Sperimentatore, Oncologo presso il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, USA. "Questi dati non solo dimostrano l'azione di afatinib, ma suggeriscono che un certo sottogruppo di pazienti - quelli con maggiore probabilità di mutazioni EGFR - potrebbero rispondere in maniera più positiva ad afatinib."

Afatinib è un farmaco sperimentale orale che inibisce in maniera irreversibile le tirosin-chinasi sia del recettore EGFR che del recettore epidermico umano 2 (HER2), in fase di sviluppo come terapia per diversi tumori solidi fra cui il tumore polmonare non a piccole cellule, il carcinoma mammario e il tumore della testa e del collo.
Nell'ambito del programma completo di studi clinici sul farmaco, Boehringer Ingelheim ha avviato un trial denominato LUX-Lung che indagherà afatinib come terapia di prima linea in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule, avanzato e con mutazioni dell'EGFR.