Sanofi-aventis e Regeneron Pharmaceuticals hanno reso noti i dati di uno studio di fase III  condotto con aflibercept in pazienti con tumore al colon. Il farmaco, utilizzato in seconda linea, ha aumentato la sopravvivenza globale. I dati completi dello studio saranno presentati a breve nel corso di un convegno scientifico di settore.

Lo studio, denominato VELOUR, è un trial in doppio cieco condotto su 1.226 pazienti con carcinoma metastatico del colon che ha confrontato la chemioterapia FOLFIRI somministrata insieme ad aflibarcept oppure a placebo dopo il fallimento di una chemioterapia a base di oxaliplatino. End point primario era la sopravvivenza globale ed end point secondari erano la sopravvivenza senza progressione insieme ad altri parametri di efficacia e sicurezza.

Le due aziende hanno anche reso noto che entro la fine del 2011 intendono presentare la domanda di registrazione a Fda ed Ema. Una volta approvato, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Zaltrap.

Aflibarcept è una proteina di fusione (creata cioè dall'unione di due geni che in origine codificavano proteine separate). Il farmaco agisce come inibitore dell’angiogenesi caratterizzato da un esclusivo meccanismo d’azione perché si lega a tutte le forme di fattore di crescita dell’endotelio vascolare: VEGF-A, VEGF-B e fattore di crescita placentare (PIGF), altro fattore di crescita angiogenico che sembra giocare un ruolo nell’angiogenesi tumorale e nell’infiammazione. E’ stato dimostrato che aflibercept si lega a VEGF-A e PlGF con un’affinità maggiore di quella dei loro recettori naturali.

Diversi studi, condotti in modelli animali e, più recentemente nell’uomo, hanno dimostrato l’efficacia di un approccio anti-VEGF nel trattamento antitumorale. Aflibercept  interferisce con l’attività di VEGF attraverso il legame con VEGF stesso impedendone l’interazione con il suo recettore, inibendo in questo modo la crescita di nuovi vasi che possono rifornire il tumore primario e/o le sue metastasi.