Aggiungere la proteina di fusione aflibercept alla tripletta FOLFIRI, formata da 5-fluorouracile, leucovorina e irinotecan, permette di migliorare la sopravvivenza e le percentuali di risposta rispetto al solo FOLFIRI nei pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico (mCRC), già trattati in precedenza con regimi a base di oxaliplatino.

È quanto emerge dallo studio di fase III VELOUR, i cui risultati, annunciati lo scorso aprile da Sanofi-aventis, sono ora stati presentati in dettaglio durante il 13° congresso mondiale sui tumori gastrointestinali, organizzato dalla European Society for Medical Oncology (GI-ESMO) a Barcellona.

Lo studio è un trial in randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che ha valutato l’effetto dell’aggiunta di aflibarcept al regime FOLFIRI in seconda linea in pazienti con tumore al colon metastatico, dopo il fallimento di una precedente chemioterapia a base di oxaliplatino. Endpoint primario era la sopravvivenza globale mentre tra gli endpoint secondari rientravano la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e altri parametri di efficacia e sicurezza.

Allo studio hanno partecipato 1.226 pazienti, di cui 614 sono stati trattati con FOLFIRI più placebo e 612 con FOLFIRI più aflibercept 4 mg/kg.
Con entrambi i regimi si è avuto un tasso di abbandono dello studio molto elevato, superiore al 95%. I pazienti trattati con il solo FOLFIRI lo hanno interrotto soprattutto a causa della progressione della malattia (71,2% contro 49,8% per i pazienti del gruppo aflibercept più FOLFIRI), mentre quelli trattati anche con aflibercept lo hanno sospeso più spesso a causa di eventi avversi (26,6% contro 12,1%) o su richiesta del paziente (12,6% contro 7,0%).

L'aggiunta di aflibercept a FOLFIRI ha portato a un miglioramento significativo della sopravvivenza globale rispetto al solo FOLFIRI (13,50 contro 12,6 mesi; P = 0,0032) e si sono osservati vantaggi significativi anche sul fronte della sopravvivenza libera da progressione mediana (6,90 contro 4,67 mesi; P < 0,0001) e delle percentuali di risposta complessiva (19,8% contro 11,1%; P < 0,0001).

Rispetto ai pazienti trattati con il solo FOLFIRI, in quelli trattati anche con aflibercept si sono avuti più eventi avversi di grado 3-4, tra cui ipertensione (19,3% contro 1,5%) e proteinuria (7,9% contro 1,2%). L’aggiunta della proteina di fusione ha anche aumentato l’incidenza di alcune tossicità di grado 3-4 specificamente  correlate alla chemioterapia, tra cui neutropenia (36,7% contro 29,5%), diarrea (19,3% contro 7,8%), astenia (16,9% contro 10,6%) e stomatite e ulcere (13,7% contro 5,0%).
Non si sono invece osservate differenze tra i due regimi nel numero di decessi entro 30 giorni dalla somministrazione dell'ultima dose (4,9% contro 3,1%).

"Aggiungere aflibercept a FOLFIRI nel tumore metastatico del colon-retto già trattati con un regime a base di oxaliplatino ha offerto benefici significativo dal punto di vista sia clinico sia statistico" ha concluso il primo autore dello studio, Eric Van Cutsem, dell’Università di Leuven, in Belgio, presentando i dati al congresso.

E. Van Cutsem, et al. Intravenous (IV) Aflibercept Versus Placebo in Combination With Irinotecan/5-FU (FOLFIRI) for Second-Line Treatment of Metastatic Colorectal Cancer (MCRC): Results of a Multinational Phase 3 Trial (EFC10262-VELOUR). GI-ESMO 2011; abstract O-0024.