Aggiunta di aprepitant promettente contro la nausea e il vomito da chemioterapia

L'aggiunta dell'antagonista orale della neurochinina-1 (NK1) aprepitant a un regime chemioterapico a base di oxaliplatino ha ridotto efficacemente la nausea e il vomito nei pazienti con tumore del colon-retto, stando ai risultati dello studio di fase III SENRI (Abstract O-0001) presentato al Congresso mondiale sui tumori gastrointestinali dell'ESMO, tenutosi di recente a Barcellona.

L'aggiunta dell’antagonista orale della neurochinina-1 (NK1) aprepitant a un regime chemioterapico a base di oxaliplatino ha ridotto efficacemente la nausea e il vomito nei pazienti con tumore del colon-retto, stando ai risultati dello studio di fase III SENRI (Abstract O-0001) presentato al Congresso mondiale sui tumori gastrointestinali dell’ESMO, tenutosi di recente a Barcellona.

"Abbiamo scoperto che la  combinazione di tre farmaci antiemetici - aprepitant, un antagonista del recettore 5-HT3 e desametasone - ha aumentato in modo significativo la percentuale di inibizione di nausea e vomito" afferma l'autore principale dello studio Junichi Nishimura, dell'Università di Osaka, in un comunicato. "L’inibizione è stata particolarmente evidente nelle donne. Questa combinazione di tre farmaci potrebbe essere una buona opzione di trattamento antiemetico per la chemioterapia a base di oxaliplatino nei pazienti con un tumore del colon-retto" aggiunge il ricercatore.

I regimi chemioterapici FOLFOX e XELOX sono considerati regimi a rischio emetogeno moderato; tuttavia, i dati più recenti hanno evidenziato tassi di nausea compresi tra il 60% e il 74% e vomito in circa metà dei pazienti.

Nello studio SENRI, i ricercatori hanno valutato 413 pazienti con un tumore del colon-retto assegnati in modo casuale al trattamento con un antagonista del recettore 5-HT3 più desametasone o con lo stesso regime più aprepitant o fosaprepitant. Tutti i pazienti sono stati trattati con aprepitant o fosaprepitant nel secondo ciclo.

Nel complesso, il 95,7% dei pazienti nel gruppo aprepitant non ha avuto vomito contro l’83,6% nel gruppo di controllo, senza alcuna differenza significativa nell’incidenza degli eventi avversi tra i due gruppi di trattamento.

Quanto alla differenza di genere, nel gruppo di controllo, il 64% delle donne ha avuto una risposta completa complessiva contro l’81% degli uomini, mentre nel gruppo trattato con aprepitant le percentuali corrispondenti sono state del 78% e 90%. Nelle donne, le percentuali di  protezione completa sono state significativamente più elevati nel gruppo aprepitant rispetto al gruppo di controllo.

Secondo quanto riportato nel comunicato stampa, l'unico precedente studio randomizzato in cui si era valutata l'aggiunta di un NK1-antagonista per prevenire l’emesi da oxaliplatino non aveva evidenziato alcun beneficio.

"Purtroppo i due studi hanno dato risultati diversi" ha detto Fausto Roila, dell’Ospedale Santa Maria di Terni, esperto di antiemetici e portavoce dell’ESMO, nonché membro del comitato che ha redatto le linee guida sugli antiemetici della Multinational Association of Supportive Care in Cancer (MASCC) e dell’ESMO. Secondo l’oncologo, dati i risultati contrastanti di questi due trial dobbiamo attendere i nuovi dati di altri studi prima di poter concludere se gli antagonisti della NK1 possono essere aggiunti a un antagonista del recettore 5-HT3 più desametasone nei pazienti trattati con la chemioterapia a base di oxaliplatino.