Al via il congresso ASH, i temi caldi in agenda

Ha appena aperto i battenti a Orlando, in Florida, il congresso annuale dell'American Society of Hematology, appuntamento di punta per gli ematologi e oncoematologi di tutto il mondo. Tante le novitÓ interessanti, in particolare nel campo dell'oncoematologia, riflesso dei continui progressi che si stanno facendo in un questo campo.

Ha appena aperto i battenti a Orlando, in Florida, il congresso annuale dell'American Society of Hematology, appuntamento di punta per gli ematologi e oncoematologi di tutto il mondo. Tante le novità interessanti, in particolare nel campo dell’oncoematologia, riflesso dei continui progressi che si stanno facendo in un questo campo.

Nell’ambito delle neoplasie ematologiche, a tenere banco saranno soprattutto due ampi studi che saranno presentati durante la sessione plenaria di domenica 6 dicembre e hanno entrambi le carte in regola per portare a un cambiamento della pratica clinica.

Due trial ‘practice-changing’ sulle leucemie
Come ha spiegato ai media David Steensma, della Divisione Neoplasie Ematologiche del Dana Farber Cancer Institute di Boston, durante la conferenza stampa del congresso (di cui è co-presidente), uno di questi due trial è lo studio Graall-R2005, nel quale si è valutato un nuovo potenziale impiego di rituximab nel trattamento della leucemia linfoblastica acuta.

Rituximab è già un caposaldo nel trattamento del linfoma, ma questo nuovo studio fornisce i dati che mostrano un beneficio anche in pazienti con leucemia linfoblastica acuta di età compresa tra 18 e 59 anni. "La leucemia linfoblastica acuta è un tumore maligno altamente curabile nei bambini, ma associato ad outcome sfavorevoli negli adulti” ha ricordato Steensma, il quale prevede che questi nuovi risultati "faranno cambiare immediatamente la pratica clinica", in particolare perché il farmaco è già sul mercato.

Anche l’altro trial, chiamato CALGB 10603/RATIFY, è destinato a cambiare la pratica clinica, ma non nell’immediato come il precedente, perché il farmaco è sperimentale e non ancora disponibile. Midostaurin, questo il nome dell’agente in sperimentazione, che è sviluppato da Novartis, è un inibitore delle chinasi che ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza globale (OS) quando aggiunto alla chemioterapia di prima linea nei pazienti con leucemia mieloide acuta di nuova diagnosi. È la prima volta in 30 anni che l’aggiunta di un farmaco alla chemioterapia standard ha dimostrato di fare la differenza nei risultati, ha commentato Steesma.

Terapia genica per le malattie del sangue
Altro tema caldo in agenda è quello della terapia genica per le malattie del sangue, settore nel quale gli ampi sforzi profusi nella ricerca stanno finalmente iniziando a dare i loro frutti sia in termini di sicurezza sia di beneficio clinico.

A Orlando sarà presentato uno studio su una terapia genica sperimentale per pazienti anziani con immunodeficienza combinata grave legata al cromosoma X e un altro sui pazienti affetti da sindrome di Wiskott-Aldrich, una malattia rara legata anch’essa al cromosoma X è caratterizzata da trombocitopenia, infezioni ricorrenti, ecchimosi, sanguinamento, eczema, malattie autoimmuni e alta suscettibilità ai tumori.

Inoltre, saranno presentati nuovi risultati sulla terapia genica per i pazienti con beta-talassemia major, così come per i pazienti con beta-talassemia major e anemia falciforme grave.

"È ancora presto e i numeri sono ancora piccoli" ha avvertito Steensma, ma sembra che ora "la terapia genica si stia facendo strada nella pratica clinica per queste gravi malattie congenite".

Immunoterapia cellulare con CAR-T cells di nuovo sotto i riflettori
Grandi protagonisti saranno ancora, così come al congresso del 2014, studi sull’immunoterapia cellulare con linfociti T modificati geneticamente in modo da esprimere recettori chimerici capaci di riconoscere antigeni tumorali (CAR). Con questa strategia si sono ottenute risposte senza precedenti in alcune leucemie e linfomi, e rispetto all’anno scorso sono stati fatti ulteriori progressi.

Secondo Miguel-Angel Perales, vicedirettore del Servizio trapianti di midollo osseo nell’adulto presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, le immunoterapie con linfociti T esprimenti CAR  ‘faranno il botto’ anche quest’anno. Molti, secondo l’esperto, almeno una decina, gli abstract da non perdere su questo tema. Inoltre, per la prima volta sarà presentato un lavoro sull'attività di linfociti T esprimenti CAR nel trattamento del mieloma multiplo.

Una bussola per scegliere i nuovi farmaci
Negli ultimi anni le agenzie del farmaco hanno dato il via libera a una marea di nuovi farmaci per il trattamento delle neoplasie ematologiche, nel 2014 sono stati lanciati quattro prodotti per la leucemia linfatica cronica e solo nelle ultime 3 settimane ne sono stati approvati tre per il mieloma multiplo (elotuzumab, ixazomib e daratumumab).

I nuovi arrivati ampliano la gamma delle terapie disponibili, ma possono anche creare qualche difficoltà ai medici quando si tratta di scegliere quale farmaco utilizzare, quando utilizzarlo e in quale popolazione di pazienti. Nel congresso dell’ASH ci sarà una sessione speciale dedicata specificamente a questo argomento e incentrata sulle applicazioni cliniche dei nuovi farmaci approvati. “Il focus della sessione sarà sui temi che i clinici si trovano ad affrontare quando devono trattare i loro pazienti con questi nuovi farmaci: la popolazione appropriata, il dosaggio corretto, gli eventi avversi, le interazioni farmacologiche e l’impiego off-label " si legge nel programma del convegno.

Uno spazio particolare sarà dato a tre nuovi agenti, due anticorpi monoclonali e un inibitore delle istone deacetilasi (HDAC): idarucizumab, blinatumomab e panobinostat.

Idarucizumab, fresco di approvazione da parte della Commissione europea, dopo l’ok ricevuto dall’Fda nell’ottobre scorso, è un antidoto specifico in grado di invertire rapidamente gli effetti dell’anticoagulante dabigatran. In quanto primo antidoto agli anticoagulanti orali diversi dagli antagonisti della vitamina K, questo farmaco è stato salutato come un "game-changer" e una "svolta fondamentale".

Blinatumomab è un nuovo agente approvato per il trattamento di pazienti con leucemia linfoblastica acuta da precursori delle cellule B recidivante o recidivata, cromosoma Philadelphia-negativa (Ph-). Il farmaco ha un meccanismo d’azione unico: è, infatti, il capostipite di una nuova classe di farmaci, gli anticorpi bi specifici, noti come Bispecific T-Cell Engagers (BiTE), progettati in modo da dirigere le cellule T citotossiche verso le cellule B tumorali che esprimono l’antigene CD19 (espresso sulla superficie delle cellule della leucemia linfoblastica acuta da precursori delle cellule B e dei linfomi non Hodgkin). Il prodotto è stato approvato nel dicembre 2014 dall’Fda e il mese scorso anche dall’Ema.

Infine, panobinostat è il capostipite della nuova classe degli inibitori delle HDAC. Il farmaco è stato approvato nel febbraio 2015 negli Stati Uniti e 4 mesi dopo nell’Unione europea, in combinazione con bortezomib e desametasone, per il trattamento dei pazienti adulti con mieloma multiplo già trattati in precedenza.