Un nuovo farmaco, anamorelina, migliora l'appetito e la massa corporea nei pazienti con un tumore polmonare avanzato che soffrono di anoressia e cachessia. Lo evidenziano due ampi studi di fase III presentati al recente congresso della European Society of Medcial Oncology (ESMO) a Madrid.

“Per la prima volta abbiamo trovato un beneficio consistente offerto da un farmaco nella cachessia provocata da un tumore” ha dichiarato uno degli autori David Currow, della Flinders University di Adelaide.

“I risultati cambieranno il modo in cui vediamo il trattamento dei tumori avanzati” ha anche predetto l’oncologo, aggiungendo che potrebbero essere applicabili a pazienti con qualunque tipo di cancro.

“L’anoressia e la cachessia sono tra i sintomi più preoccupanti e angoscianti per i pazienti che hanno un tumore in stadio avanzato e anche per le loro famiglie" ha aggiunto Jennifer Temel, del Massachusetts General Hospital di Boston.

La cachessia provocata dal cancro è un problema multifattoriale ed è caratterizzata da sintomi quali perdita di peso e massa muscolare, stanchezza, debolezza e perdita dell’appetito. Questa condizione è molto comune nei pazienti con un tumore al polmone in fase avanzata. Il trattamento con anamorelina punta a contrastare questi sintomi mimando gli effetti della grelina, il cosiddetto  "ormone della fame", che viene secreto dallo stomaco.

I due studi presentati all’ESMO, due trial randomizzati e controllati, chiamati ROMANA 1 e ROMANA 2, sono i primi studi di fase III ad aver valutato l'impatto di anamorelina sull’anoressia e la cachessia nei pazienti con un tumore polmonare avanzato.

I partecipanti erano pazienti cachettici con un cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio III o IV, non resecabile, che sono stati assegnati al trattamento con anamorelina 100 mg o placebo, somministrati per via orale ogni giorno per 12 settimane.

Tra i 484 partecipanti allo studio ROMANA 1, quelli trattati con anamorelina hanno mostrato un incremento mediano della massa magra di 1,1 kg in 12 settimane contro una perdita di 0,44 kg osservata nel gruppo placebo e un aumentato del peso corporeo in media di 2,2 kg contro 0,14 kg. Anche i sintomi del paziente o la sua preoccupazione riguardo all'anoressia e alla cachessia sono migliorati in modo significativo nel gruppo trattato con anamorelina. Gli eventi avversi più frequenti correlati al farmaco sono stati nausea e iperglicemia.

I 495 partecipanti dello studio ROMANA 2 hanno ottenuto benefici simili. Il peso corporeo è aumentato in media di 0,95 kg nel gruppo in trattamento attivo contro 0,57 kg nel gruppo placebo e i sintomi dei paziente o la preoccupazione riguardo all'anoressia e alla cachessia sono migliorati in modo significativo nell'arco di 12 settimane.

I pazienti trattati con anamorelina non hanno, invece, mostrato miglioramenti della forza muscolare, misurata con il grip test, anche se la Temel ha osservato che quel particolare test può essere difficile da gestire nella popolazione di pazienti dei due studi.

In sintesi, ha detto l’autrice, "avere nel nostro armamentario un farmaco sicuro e ben tollerato per migliorare sintomi incredibilmente preoccupanti come l’anoressia e ka cachessia avrà un impatto notevole sia sui pazienti sia sulle loro famiglie".

Commentando i risultati, Florian Strasser, dell’Ospedale cantonale di St. Gallen, in Svizzera, e presidente del Gruppo di Lavoro Cure Palliative dell’ESMO, ha detto che i risultati degli studi ROMANA sono promettenti. "Questi studi stanno aprendo la strada verso un trattamento multi-componente e anche multi-modale per i pazienti affetti da anoressia e cachessia neoplastica".

L’anoressia e la cachessia tumorali sono caratterizzate da quattro componenti che interagiscono tra loro: la perdita di massa muscolare, la diminuzione del’apporto nutrizionale, le alterazioni metaboliche e infiammatorie, alimentate dal cancro, nonché una diminuzione della funzionalià fisica e psicosociale, ha spiegato Strasser.

"Il problema è attualmente gestito con interventi come il counseling nutrizionale, che hanno effetti molto limitati e non è disponibile nessun trattamento farmacologico per contrastare i componenti rilevanti della sindrome, la quale, oltre a minare la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari, ha anche un impatto sull’efficacia dei trattamenti antitumorali, la tossicità e la sopravvivenza" ha aggiunto l’oncologo.

"Entrambi gli studi ROMANA hanno mostrato un miglioramento sia della massa muscolare sia dei sintomi sia delle preoccupazioni dei pazienti, con effetti collaterali minimi e gestibili" ha detto lo specialista.

Strasser ha poi rimarcato che “anamorelina è il primo farmaco anti-cachessia per il quale i risultati di due studi di fase III in doppio cieco e controllati con placebo mostrano un effetto coerente sulle diverse componenti della sindrome da anoressia-cachessia tumorale".

L’esperto ha anche sottolineato che sono necessari ulteriori dati per dimostrare se l'aumento della massa muscolare è accompagnato da un guadagno di massa grassa, il che confermerebbe che i pazienti possono accumulare riserve avendo più appetito. “Questa sarebbe una novità: un farmaco che stimola l'appetito e che porta ad aumentare la massa muscolare e le riserve di grasso” ha affermato..

Strasser ha anche osservato che l’assenza di effetto del farmaco sul grip test mostrata dai due studi richiede ulteriori spiegazioni. "Il grip test misura solo la forza degli arti superiori, ma non di quelli inferiori, e non dà abbastanza informazioni sulla funzionalità fisica… Servono ulteriori dati per dimostrare se il miglioramento dei sintomi e delle preoccupazioni siano correlati al meccanismo noto dell’agonista orale della grelina” e “tali informazioni sono necessarie per comprendere meglio i risultati” ha detto Stresser.

"Questi studi mostrano già un vero beneficio clinico in una popolazione del mondo reale? Probabilmente non ancora” ha osservato infine l’oncologo. “I dati sono promettenti, dal momento che i risultati riportati riguardano più di un componente rilevante della sindrome anoressia-cachessia tumorale e sono legati gli uni agli altri. Anamorelina risponde a frequente bisogno clinico tuttora insoddisfatto, influendo sia sul paziente sia sugli outcome di controllo del tumore con un rischio minimo" ha detto Strasser.

J. Temel, et al. Anamorelin for the treatment of cancer anorexia-cachexia in NSCLC: results from the Phase 3 studies ROMANA 1 and 2. ESMO 2014; abstract 1483O_PR.