Uno studio pubblicato su The Lancet mostra che l’inibitore dell’aromatasi anastrozolo riduce del 53% il rischio di sviluppare un tumore alla mammella in un periodo di cinque anni quando usato come terapia preventiva in donne in post menopausa ad alto rischio di sviluppare la malattia. I risultati dello studio, denominato IBIS-II, sono stati presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium.

Lo studio IBIS-II ha arruolato 3.864 donne in post menopausa ad alto rischio di tumore alla mammella, randomizzate a ricevere 1 mg/die di anastrozolo o placebo per un periodo di cinque anni.
Dopo cinque anni, il 2% (n=40) delle donne che avevano ricevuto anastrozolo e il 4% (n=85) dei controlli hanno sviluppato un tumore alla mammella (HR 0,47, IC 95% 0,32-0,68, p<0,0001). L’incidenza cumulativa stimata di tumore alla mammella dopo 7 anni era del 5,6% con placebo e 2,8% con anastrozolo.

Gli eventi avversi più frequenti nello studio erano vampate di calore e dolori muscolari, che si sono verificati più frequentemente nel gruppo assegnato al farmaco. Nello studio, si sono verificati 18 decessi nel gruppo assegnato al farmaco e 17 nel gruppo placebo (p=0,836).

Come spiegato dagli esperti, altri farmaci come tamoxifene e raloxifene vengono attualmente usati in alcune pazienti  per la prevenzione del tumore alla mammella, anche se questi medicinali non risultano altrettanto efficaci e presentano eventi avversi che ne limitano l’uso. I risultati dello studio IBIS-II potrebbero portare all’individuazione di una terapia alternativa con meno eventi avversi per le donne in post menopausa ad alto rischio di sviluppare un carcinoma della mammella.

Gli autori prevedono di continuare lo studio per altri cinque anni per avere risultati relativi a un follow up complessivo di 10 anni.

Jack Cuzick et al., Anastrozole for prevention of breast cancer in high-risk postmenopausal women (IBIS-II): an international, double-blind, randomised placebo-controlled trial,  The Lancet, doi:10.1016/S0140-6736(13)62292-8
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