Anemia falciforme, conferme dalla terapia genica con LentiGlobin. #ASH2018

In occasione del 60░ Congresso annuale dell'American Society of Hematology, sono stati annunciati nuovi dati relativi ai pazienti del Gruppo C del suo studio di Fase 1/2 HGB-206, attualmente in corso, sulla terapia genica sperimentale dell'azienda con LentiGlobin per il trattamento dei pazienti affetti da anemia falciforme (AF).

In occasione del 60° Congresso annuale dell’American Society of Hematology, sono stati annunciati nuovi dati relativi ai pazienti del Gruppo C del suo studio di Fase 1/2 HGB-206, attualmente in corso, sulla terapia genica sperimentale dell’azienda con LentiGlobin per il trattamento dei pazienti affetti da anemia falciforme (AF).

L’AF è una malattia genetica grave, progressivamente debilitante e potenzialmente letale, causata dalla produzione di emoglobina anomala falcifemica (HbS), che porta la formazione di globuli rossi a falce ed emolisi.

Molti pazienti affetti da anemia falciforme convivono con una grave anemia ed eventi vaso-occlusivi, che includono ricorrenti gravi crisi di dolore, che causano danni agli organi e riducono l’aspettativa di vita.

“Prima di ricevere il trattamento con LentiGlobin, i pazienti di questo studio manifestavano frequenti eventi vaso-occlusivi, fenomeno non insolito nelle persone affette da anemia falciforme”, ha affermato John Tisdale, M.D., National Heart, Lung and Blood Institute, Bethesda, Md. “Nove mesi dopo il trattamento con LentiGlobin non sono stati riportati eventi vaso-occlusivi. Grazie alla comprensione della potenziale correlazione tra i livelli di HbAT87Q e gli esiti clinici che gravano maggiormente sui pazienti, saremo in grado di caratterizzare meglio i potenziali benefici di LentiGlobin nelle persone affette da anemia falciforme”.

HGB-206: studio di Fase 1/2 di LentiGlobin per l’anemia falciforme
HGB-206 è uno studio, in corso, di Fase 1/2 in aperto, progettato per valutare l’efficacia e la sicurezza della terapia genica con LentiGlobin nel trattamento di pazienti adulti affetti da anemia falciforme. Nel Gruppo C dello studio HGB-206 sono stati trattati con LentiGlobin 9 pazienti. Al 14 settembre 2018, data di cut off dei dati, erano disponibili i dati per sette pazienti, che avevano concluso il trattamento da almeno tre mesi.

Per il Gruppo C è stato usato un processo rinnovato di produzione di LentiGlobin, al fine di migliorare il numero di copie del vettore (VCN), nonché favorire l’attecchimento delle cellule staminali geneticamente modificate. I pazienti del Gruppo C hanno inoltre ricevuto la terapia genica con LentiGlobin prodotta da cellule staminali emopoietiche (HSC), raccolte da sangue periferico dopo mobilizzazione con plerixafor, anziché attraverso la raccolta dal midollo osseo.
HGB-206: efficacia nel Gruppo C

Nei pazienti che avevano concluso il trattamento da almeno sei mesi (n=4), la produzione di emoglobina HbAT87Q , indotta dal trattamento genico, variava tra 4,8 e 8,8 g/dl ed era equiparabile o superava i livelli dell’emoglobina anomala falcifemica, HbS. Questi pazienti non hanno ricevuto trasfusioni di sangue durante questo periodo e, all’ultima visita, presentavano un’emoglobina totale compresa tra 9,9 e 13,7 g/dl.

Non sono stati riportati eventi vaso-occlusivi al momento dell’analisi dei dati (fino a nove mesi dopo il trattamento con LentiGlobin). In un’analisi, gli indicatori chiave dell’emolisi, comprese la conta dei reticolociti, la lattato deidrogenasi (lactate dehydrogenase, LDH) e la concentrazione di bilirubina totale, erano diminuiti rispetto al basale.
Per agevolare la valutazione della distribuzione di HbAT87Q nei globuli rossi, bluebird bio ha sviluppato un anticorpo che riconosce βS, la proteina presente nell’HbS.

Utilizzando questo anticorpo è stata misurata la quantità di βS nei globuli rossi ottenuti da donatori sani (βA/βA), in donatori con tratto falciforme (βS/βA) e in pazienti affetti da anemia falciforme (βS/βS). In questi campioni di controllo è stata osservata una distribuzione chiara e distinta di βS, con la massima espressione nei campioni βS/βS, seguita da βS/βA e nessuna espressione di βS nei campioni di donatori sani (βA/βA).

I risultati iniziali dei due pazienti trattati con la terapia genica a base di LentiGlobin, che avevano concluso il trattamento da almeno nove mesi, hanno dimostrato che quasi tutti i loro globuli rossi presentavano minori quantità di βS rispetto ai campioni di controllo βS/βS e βS/βA. Dato che non stavano più ricevendo trasfusioni di sangue, ciò suggerisce che l’espressione di βS si era ridotta in questi pazienti grazie alla produzione di HbAT87Q in seguito al trattamento con LentiGlobin.

Dati di sicurezza di HGB-206
Al momento dell’analisi dei dati, il profilo di sicurezza di LentiGlobin rimane generalmente coerente con la AF sottostante e il condizionamento mieloablativo. Un evento avverso serio (SAE) di sindrome di mielodisplasia è stato segnalato in un paziente che aveva ricevuto LentiGlobin circa tre anni fa appartenente al Gruppo A dello studio di Fase 1/2 HGB-206. Dall’analisi delle cellule dei pazienti non è emersa alcuna evidenza di oncogenesi inserzionale mediata da vettori, e i comitati indipendenti per il data monitoring insieme al medico curante hanno convenuto che era improbabile una correlazione tra il SAE e la terapia genica con LentiGlobin.