Un farmaco sperimentale sviluppato dalla biotech americana GlycoMimetics in collaborazione con Pfizer, conosciuto per ora con la sigla GMI 1070, sembra ridurre le complicanze dolorose della malattia a cellule falciformi, le cosiddette crisi dolorose vaso-occlusive. E’ quanto emerso da uno studio di fase II presentato al Congresso dell’American Society of Hematology.

GMI 1070 è una molecola glicomimetica sintetica in grado di inibire tutti e tre i tipi di selectine (E- L- e P-selectina).  Le selectine appartengono a una famiglia di glicoproteine di adesione coinvolte nel processo di infiammazione. L’infiammazione è un mediatore chiave delle crisi vaso-occlusive per le quali, al momento, non esiste alcuna terapia specifica. Queste crisi colpiscono le estremità (sindrome mano-piede) con tumefazioni del dorso delle mani e dei piedi per occlusione del microcircolo.

Gli esperti hanno arruolato 76 pazienti ospedalizzati dai 12 ai 51 anni con malattia a cellule falciformi e crisi vaso-occlusive. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere GMI 1070 o placebo. L’endpoint principale dello studio era il tempo alla risoluzione delle crisi. Gli endpoint secondari includevano la sicurezza, l’uso di opioidi e la durata dell’ospedalizzazione.
Il tempo medio alla risoluzione delle crisi si è ridotto di 63 ore nei pazienti trattati con GMI 1070. La durata media dell’ospedalizzazione si è ridotta da 84 a 55 ore, rispettivamente nei pazienti trattati con il farmaco o con placebo e l’uso di oppioidi si è ridotto dell’83%.

Il farmaco è stato generalmente ben tollerato e nessun paziente ha abbandonato lo studio a causa di eventi avversi.
La malattia a cellule falciformi nota anche come drepanocitosi è una tipologia di anemia emolitica cronica che si manifesta con maggior frequenza nella popolazione di colore ed è caratterizzata da globuli rossi con forma a falce, alterazione dovuta alla presenza di emoglobina S nell'individuo omozigote.

Le crisi vaso-occlusive (VOC) possono essere considerate la manifestazione clinica distintiva della malattia a cellule falciformi. La loro patogenesi è complessa ed eterogenea: in condizioni di basse tensioni di ossigeno l’emoglobina S è instabile e tende a formare polimeri spiraliformi che si aggregano in formazioni voluminose e rigide (tactoidi), responsabili della deformazione falciforme delle emazie che diventano più rigide e tendono ad occludere meccanicamente i vasi.

I globuli rossi falcizzati inoltre tendono ad emolizzare più facilmente, presentano un’aumentata adesione all’endotelio e alle altre cellule circolanti, provocando attivazione endoteliale, rilascio dei mediatori della flogosi e attivazione della cascata infiammatoria e coagulativa con risultante aumento del tono vaso-motorio.
Potenzialmente tutte le condizioni che portano a riduzione dell’ossigenazione dell’emoglobina possono scatenare una VOC.

Spesso la causa che ha scatenato la crisi è facilmente individuabile (processi infettivi, freddo, fatica fisica, disidratazione, immobilizzazione prolungata) ma molte volte rimane ignota.

Telen MJ, et al "GMI 1070: Reduction in time to resolution of vaso‐occlusive crisis and decreased opioid use in a prospective, randomized, multi-center double-blind, adaptive phase 2 study In sickle cell diease" ASH 2013; Abstract 776.
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