Anemia postoperatoria, ferro ev puņ migliorarne la gestione

L'infusione ev di carbossimaltosio ferrico puņ essere preferibile all'osservazione nella gestione di pazienti con anemia da carenza di ferro dopo l'intervento. Lo evidenziano i risultati di uno studio randomizzato e controllato in aperto, di fase 3 appena pubblicato su The Lancet.

L'infusione ev di carbossimaltosio ferrico può essere preferibile all'osservazione nella gestione di pazienti con anemia da carenza di ferro dopo l'intervento. Lo evidenziano i risultati di uno studio randomizzato e controllato in aperto, di fase 3 appena pubblicato su The Lancet.

"La presenza di anemia nel periodo perioperatorio è associata a un aumento della morbilità e della mortalità, e influisce negativamente anche sulla qualità della vita" scrivono gli autori, guidati da Alhossain A. Khalafallah, del Launceston General Hospital, in Australia. Inoltre, aggiungono i ricercatori, “è un fattore di rischio indipendente associato ad outcome postoperatori sfavorevoli, come una maggiore durata della degenza in terapia intensiva, una degenza più lunga e maggiori complicanze postoperatorie.

Attualmente, lo standard di cura per i pazienti con anemia da carenza di ferro funzionale sottoposti a un intervento chirurgico è la semplice osservazione e sulla gestione di questa condizione ci sono pochi dati, spiegano gli autori.

Per questo motivo, Khalafallah e i colleghi hanno provato a valutare se il carbossimaltosio ferrico sia in grado di aumentare i depositi di ferro e i valori di emoglobina, nonché migliorare gli outcome complessivi dopo l'intervento chirurgico.

A tale scopo hanno identificato in due centri australiani 201 pazienti con un’età media di 66 anni (range interquartile: 59-74) con un’anemia da carenza di ferro funzionale sottoposti a un intervento chirurgico elettivo.

La maggior parte dei pazienti -156 - erano stati sottoposti a un intervento di chirurgia ortopedica maggiore, 19 a un intervento di chirurgia addominale, 10 a un intervento di chirurgia ginecologica, 8 a un intervento di chirurgia urologica e 8 ad altri interventi.

I ricercatori hanno quindi assegnato 103 pazienti a una singola somministrazione di carbossimaltosio ferrico 1000 mg ev e 98 pazienti all'osservazione standard.

Gli endpojnt primari erano rappresentati dalle variazioni delle concentrazioni di emoglobina e dei depositi di ferro 4 settimane dopo l'intervento chirurgico. Inoltre, i ricercatori hanno anche calcolato il numero di unità di sangue trasfuse necessario fino alla dimissione ospedaliera.

Il livello medio basale di emoglobina era pari a 106,2 g/ (DS 11,9) nel gruppo trattato con il carbossimaltosio ferrico e 105,5 g/l (DS 13,8) nel gruppo di controllo

Il gruppo trattato con il ferro ev ha mostrato un miglioramento significativo della concentrazione media di emoglobina a 4 settimane rispetto al gruppo di controllo: 130,1 g/l (SD, 11,3) contro 121,5 g/l (SD 14,5), con una differenza media pari a 7,84 (P < 0,0001).

Inoltre, rispetto alla sola osservazione, il trattamento con carbossimaltosio ferrico ha migliorato la sideremia (5,36 mol/l; IC al 95% 3,62-7,09), la saturazione di ferro (11,40%; IC al 95% 8,33-14,50) e le concentrazioni di ferritina sierica (468 g/l; IC al 95% 355-582) a 4 settimane, mentre non si è osservata una differenza significativa nelle concentrazioni della transferrina (0,06 g/l; IC al 95% da -0,97 a 1,09).

E ancora, il gruppo trattato con il ferro ev ha richiesto meno trasfusioni rispetto al gruppo di controllo: un solo paziente contro cinque ne ha avuto bisogno (IRR 0,1; IC al 95% 0,01-0,85).

I pazienti assegnati al trattamento con il carbossimaltosio ferrico ha avuto anche una degenza ospedaliera media più breve (7,8 giorni contro 11,6; P = 0,049) e solo due di questo gruppo hanno sviluppato infezioni gravi che hanno richiesto una terapia antibiotica contro 13 pazienti assegnati al trattamento standard.

La somministrazione di ferro ev si è anche dimostrata sicura e non si sono osservati reazioni o eventi avversi associate a questa procedura.

"La somministrazione postoperatoria di carbossimaltosio ferrico ev è un’alternativa sicura ed efficace per la gestione postoperatoria dell’anemia da carenza di ferro funzionale" scrivono Khalafallah e i colleghi, aggiungendo che "i nostri risultati, insieme con quelli di altri studi che hanno mostrato un'efficacia simile del ferro ev, e i sostanziali benefici possibili e risparmi sui costi dovrebbero indurre a una rivalutazione delle attuali linee guida".

Tuttavia, Manuel Muñoz, dell'Università di Malaga, e Michael Auerbach, della Georgetown University di Washington, nel loro editoriale di commento, scrivono che, nonostante i risultati positivi di questo studio, restano alcune preoccupazioni circa la sicurezza del trattamento.

"Anche se questi risultati sono rassicuranti, è prudente suonare una nota di cautela: il  fosfato svolge un ruolo importante nella fisiologia umana e dopo l’infusione di carbossimaltosio ferrico si osserva spesso ipofosfatemia, che potrebbe avere conseguenze cliniche" scrivono i due commentatori.

"Soprattutto quando è grave (<2 mg/dl), l’ipofosfatemia è associata a varie complicanze, tra cui stanchezza persistente, depressione miocardica, miopatia prossimale e rabdomiolisi. ... Purtroppo, in questo studio, le concentrazioni di fosfato non sono state misurate" osservano Muñoz e Auerbach.

Cautela a parte, i due esperti suggeriscono, comunque, che sulla base di questi risultati la somministrazione di ferro ev potrebbero diventare un nuovo standard di cura.

"Siamo grati per questo studio prospettico ben condotto e statisticamente valida, che chiarisce un altro metodo di somministrazione di ferro ev, e speriamo che i chirurghi procedano ad aggiungere questa terapia sicura, efficace e conveniente all’'algoritmo attuale di trattamento dell’anemia post-operatoria," scrivono Muñoz e Auerbach, dicendosi anche d’accordo con gli autori dello studio sulla necessità di aggiornare le linee guida sulla gestione dell’anemia, includendo l'impiego del ferro ev post-operatorio per ottimizzare gli outcome dopo procedure elettive e non elettive.

A.A. Khalafallah, et al. Intravenous ferric carboxymaltose versus standard care in the management of postoperative anaemia: a prospective, open-label, randomised controlled trial. Lancet Haematol. 2016; doi:10.1016/S2352-3026(16)30078-3.
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