Con la diffusione crescente degli antitumorali per via orale, assunti dal paziente al proprio domicilio, si impone il tema della bassa aderenza o dell’aderenza subottimale alle terapie. Ma anche la sovra-aderenza, l'altra faccia della medaglia, potrebbe essere un problema, soprattutto in caso di regimi posologici complessi. A evidenziarlo è uno studio pubblicato di recente online sulla rivista Clinical Journal of Oncology Nursing.

Gli autori hanno scoperto, infatti, che quando i pazienti hanno avuto problemi con l'aderenza alla chemioterapia orale o alla terapia con agenti mirati come gli inibitori delle tirosin chinasi, si trattava più facilmente di sovra-aderenza che non di sotto-aderenza (20% dei casi contro 13%) .

Inoltre, lo studio evidenzia che la sovra-aderenza è un problema più comune nel cancro al seno rispetto ad altri tipi di tumore, probabilmente a causa della complessità dei regimi terapeutici associati al trattamento di questa neoplasia.

La sovra-aderenza può essere un problema clinico rilevante, in quanto può portare a un aumento degli effetti indesiderati correlati al farmaco, a tossicità potenzialmente letali e alla sospensione della terapia, tutti fattori che possono compromettere l’efficacia della terapia stessa.

È risaputo che più complesso è regime terapeutico e maggiore è il rischio di non aderenza, osservano i ricercatori. Inoltre, molti degli oncolitici orali hanno regimi complessi, in cui sia la posologia sia il momento in cui si assumono i farmaci contano, e che spesso implicano cicli con giorni in cui si devono prendere le compresse e giorni no, e giorni in cui bisogna aumentare i farmaci e giorni in cui bisogna ridurli. Il risultato è che i pazienti possono confondersi su quando dovrebbero cominciare e finire il trattamento e ciò può portare inavvertitamente a una sovra-aderenza.

Per i medici può essere difficile monitorare l'aderenza dei pazienti alle terapia . "Abbiamo a disposizione solo ciò che riferisce il paziente, il conteggio delle compresse e le registrazioni delle prescrizioni delle farmacie” ha detto la prima autrice dello studio, Sandra L. Spoelstra, della Michigan State University di East Lansing, in un’intervista. “A meno che non si tratti di un farmaco avente un marcatore biologico di qualche tipo, dosabile in un prelievo ematico, non si può avere la prova assoluta che il paziente abbia preso il farmaco" ha proseguito la Spoelstra.

Parlare con i pazienti delle loro le preoccupazioni potrebbe contribuire a migliorare l'aderenza. Per esempio, ha spiegato l’autrice, bisogna far capire ai pazienti come e quando devono prendere i farmaci, se la terapia prevede periodi di riposo, quanto costano i farmaci e come manipolare le compresse dal punto di vista della loro sicurezza.

"Se un paziente dimentica una somministrazione, dovrebbe raddoppiare la dose di quella successiva, saltarla oppure chiamare il medico? E quando dovrebbe chiamare il medico se avverte dei sintomi? E se i sintomi peggiorano, deve continuare a prendere i farmaci?" A queste domande il medico dovrebbe dare una risposta” ha detto l’autrice.

Un altro problema che riguarda alcuni degli antitumorali orali è quello della politerapia. A questo proposito, ha sottolineato la Spoelstra, è importante valutare il profilo dei farmaci assunti da un paziente per assicurarsi che non vi siano interazioni farmacologiche che devono essere evitate.

L'aderenza alla chemioterapia orale può essere problematica per una serie di motivi, tra cui il grado di motivazione del paziente e la relazione medico-paziente.

Una revisione di cui la Spoelstra è stata co-autrice ha evidenziato tassi di sotto-aderenza compresi tra il 20% e l’80%, ma si sa molto meno circa sulla percentuali di sovra-aderenza di agenti chemioterapici orali.

In un precedente studio condotto dal gruppo della ricercatrice, su 119 pazienti adulti con tumori solidi, il 42% non era pienamente aderente alla terapia dopo 10 settimane di follow-up e si è visto che il numero di somministrazioni saltate aumentava di pari passo con la complessità del regime posologico, mentre percentuali più elevate di aderenza erano collegate a una gravità minore dei sintomi.

Lo studio appena pubblicato sulla sovra-aderenza è un'analisi secondaria longitudinale dei dati relativi a 100 pazienti del campione originale. La maggior parte erano donne e di razza bianca; inoltre, la maggior parte aveva un cancro alla mammella, al polmone o al colon.

Gli agenti orali più usati dai partecipanti erano capecitabina, erlotinib, lapatinib, imatinib, temozolomide e sunitinib. Inoltre, il 25% del campione stava facendo in contemporanea la chemioterapia per via endovenosa.

Di questi 100 pazienti, 33 hanno dimostrato di non aderire correttamente alla terapia e, di questi 33, 20 sono risultati sovra-aderenti e 13 sotto-aderenti.

I tre gruppi di pazienti (aderenti, sovraderenti o sottoaderenti) non hanno mostrato alcuna differenza significativa per quanto riguarda età, sesso, razza, gruppo di studio, gravità iniziale dei sintomi o punteggi dei sintomi depressivi.

Tuttavia, le pazienti con un cancro al seno hanno mostrato di avere più probabilità di essere sovra-aderenti rispetto ai pazienti con un cancro del colon-retto o con altri tipi di tumore.

Inoltre, si è visto che la complessità del regime ha influenzato in modo significativo l'aderenza (P <0,01), così come il tipo di ciclo (P < 0,01).

Si è vista un’associazione anche tra la gravità dei sintomi e la sovra-aderenza, ma non statisticamente significativa a causa della potenza insufficiente dello studio.

I casi di sovra-aderenza erano legati più spesso a sintomi gravi mentre quelli di sotto-aderenza più spesso a sintomi meno gravi. "Dal punto di vista clinico, questo ha un senso in quanto i sintomi spesso sono causati dalla chemioterapia, quindi se si esagera con i farmaci, la gravità dei sintomi aumenterà" scrivono gli autori. "Di conseguenza, la possibilità di manifestare eventi avversi legati alla tossicità causati da una sovra-aderenza può portare il paziente a sospendere il farmaco, il che rende difficile l’aderenza al regime terapeutico prescritto” concludono.

S.L. Spoelstra, et al. Issues Related to Overadherence to Oral Chemotherapy or Targeted Agents. Clinical Journal of Oncology Nursing 2013;
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