ASCEND-7, ceritinib agisce anche sulle metastasi cerebrali del tumore polmonare non a piccole cellule ALK+. #ESMO19

I pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ALK positivo e con metastasi al cervello al basale hanno dimostrato risposte in tutto il corpo, intracraniche ed extracraniche a seguito del trattamento con ceritinib secondo i risultati dello studio ASCEND-7 di fase 2 presentati a Barcellona, durante i lavori del Congresso ESMO 2019.

I pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ALK positivo e con metastasi al cervello al basale hanno dimostrato risposte in tutto il corpo, intracraniche ed extracraniche a seguito del trattamento con ceritinib secondo i risultati dello studio ASCEND-7 di fase 2 presentati a Barcellona, durante i lavori del Congresso ESMO 2019.

Ceritinib si è dimostrato attivo nei pazienti indipendentemente dal precedente trattamento che includeva la radioterapia cerebrale e una precedente terapia con ALK-inibitori, la sola radioterapia, un’unica precedente terapia con ALK-inibitori, nonché in pazienti che non avevano ricevuto in precedenza né radioterapia né un trattamento con ALK-inibitori.

Studio focalizzato a valutare gli effetti intracranici del farmaco
Laura Q. Chow, del Dipartimento di Oncologia, Dell Medical School, Università del Texas ad Austin (USA), ha spiegato che lo studio ASCEND-7 di fase 2 è stato progettato specificamente per studiare gli effetti intracranici di ceritinib sulla base delle risposte intracraniche precedentemente riportate in pazienti con NSCLC ALK-positivo con lesioni cerebrali basali misurabili che avevano partecipato agli studi ASCEND, dall’1 al 5.

Nell’ASCEND-7 sono stati arruolati pazienti con performance status OMS da 0 a 2, NSCLC ALK-positivo, confermato mediante test FISH, con metastasi cerebrali di nuova diagnosi o progressive.

pazienti dovevano inoltre avere una o più lesioni misurabili extracraniche secondo RECIST v1.1. Erano ammessi pazienti pretrattati con chemioterapia e/o crizotinib.

Nel complesso, 42 pazienti precedentemente trattati con radioterapia cerebrale e un ALK-inibitore sono stati assegnati al braccio 1, 40 pazienti trattati in precedenza solo con un ALK-inibitore al braccio 2, 12 pazienti precedentemente trattati solo con radioterapia cerebrale al braccio 3 e 44 pazienti non trattati in precedenza con radioterapia cerebrale né con un inibitore ALK sono stati inseriti nel braccio 4.

Il tasso di risposta globale (ORR) dell'intero corpo valutato dallo sperimentatore, definito come risposta completa (CR) o risposta parziale (PR) è servito come endpoint primario e un endpoint secondario chiave è stato il tasso di controllo della malattia (DCR) valutato dallo sperimentatore, definito come CR , PR o malattia stabile (SD). Le risposte intracraniche sono state valutate secondo RECIST v1.1 modificato e le risposte extracraniche in base a RECIST v1.1.

Elevata risposta sul corpo intero
A partire dal 6 febbraio 2019, tutti i 138 pazienti hanno sospeso il trattamento. L'ORR del corpo intero era del 35,7% (IC al 95% 21,6-52,0), 30,0% (IC al 95%, 16,6-46,5), 50,0% (IC al 95% 21,1-78,9) e 59,1% (IC al 95 % 43,2-73,7) rispettivamente nei bracci dall’1 al 4.

Per quanto riguarda l'endpoint secondario, il DCR del corpo intero era del 66,7% (IC al 95% 50,5-80,4), 82,5% (IC al 95% 67,2-92,7), 66,7% (IC al 95% 34,9-90,1) e 70,5% (IC al 95% 54,8-83,2), rispettivamente.

Nei bracci da 1 a 4, è stata osservata la risposta dell'intero corpo in termini di CR o PR in 15, 12, 6 e 26 pazienti, rispettivamente. La durata della risposta (DoR) in questi pazienti è stata di 10,8 mesi (IC al 95% 4,1, non stimabile [NE]), 12,8 (IC al 95% 3,7-17,3), NE (IC al 95% 11,7-NE) e 9,2 (IC al 95% 7,3-23,9), rispettivamente.

Nei rispettivi bracci, la probabilità a 6 mesi senza eventi (EFP) stimata era del 64,6% (IC al 95% 34,7-83,5), 74,1% (IC al 95% 39,1-90,9), 100% (IC al 95%, 100-100) e 72,7% (IC al 95% 51,1-86,0). La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana del corpo intero era 7,2 (IC al 95% 3,3, 10,9), 5,6 (IC al 95% 3,6-9,2), NE (IC al 95% 1,0-NE) e 7,9 mesi (IC al 95% 5,5-9,4).

L'EFP stimata a 6 mesi per PFS era del 58,7% (IC al 95% 41,6-72,4), 44,7% (IC al 95% 28,5-59,5), 66,7% (IC 95%, 33,7, 86,0) e 63,4% (95 % CI, 46,8, 76,1), rispettivamente. L’OS mediana nei rispettivi bracci è stata di 24,0 mesi (IC al 95% 12,6-NE), NE (IC al 95% 16,2-NE), NE (IC al95% 1,0-NE) e NE (IC al 95% 26,5- NE) e l'EFP a 12 mesi era del 67,4% (IC al 95% 50,4-79,6), 72,9% (IC al 95% 55,5, 84,5), 75,0% (IC 95%, 40,8, 91,2) e 77,9% (IC 95%, 61,8, 87,9), rispettivamente.

Lesioni intracraniche, controllo della malattia nella maggior parte dei casi
La valutazione della risposta intracranica è stata effettuata in 28, 29, 7 e 33 pazienti nei rispettivi bracci con metastasi cerebrali misurabili al basale e ha mostrato ORR intracranici del 39,3% (IC al 95% 21,5-59,4), 27,6% (IC al 95% 12,7-47,2), 28,6% (IC al 95% 3,7-71,0) e 51,5% (IC al 95% 33,5-69,2) e DCR intracranici del 75,0% (IC al 95% 55,1-89,3), 82,8% (IC al 95 % CI 64,2-94,2), 85,7% (IC al 95% 42,1-99,6) e 75,8% (IC al 95% 57,7-88,9), rispettivamente.

Negli 11, 8, 2 e 17 pazienti inclusi nell'analisi DoR, quest’ultima era 9,2 (IC al 95% 3,7-NE), 10,1 (IC al 95% 3,8-17,3), NE e 7,5 mesi (IC al 95% 5,6-11,2), rispettivamente. I pazienti nei bracci da 1 a 4 hanno dimostrato anche risposte extracraniche a seguito del trattamento: ORR 31,0% (IC al 95% 17,6-47,1), 42,5% (IC al 95% 27,0-59,1), 41,7% (IC al 95% 15,2-72,3), e 61,4% (IC al 95% 45,5-75,6).

I DCR erano 69,0% (IC al 95% 52,9-82,4), 92,5% (IC al 95% 79,6-98,4), 66,7% (IC al 95% 34,9-90,1) e 72,7% (IC al 95% 57,2-85,0), rispettivamente. Gli eventi avversi di tutti i gradi più comuni (eventi avversi) che si verificano in oltre il 50% dei pazienti tra i bracci da 1 a 4, indipendentemente dalla causalità, sono stati diarrea , nausea, aumento delle ALT e delle AST, vomito, riduzione dell'appetito. La maggior parte di questi eventi avversi erano di grado 1 o 2.

Efficacia e sicurezza dell’ALK-inibitore confermate secondo gli autori
Secondo gli autori, l'efficacia di ceritinib nei pazienti con e senza precedente esposizione a crizotinib, come riportato in altri studi, è stata confermata in questo studio che ha arruolato solo pazienti con metastasi cerebrali attive.

Chow e colleghi hanno sottolineato infine che il profilo di sicurezza di ceritinib in questi pazienti era coerente con quello riportato in precedenza.

Arturo Zenorini

Chow LQ, et al. Results of the ASCEND-7 phase II study evaluating ALK inhibitor (ALKi) ceritinib in patients (pts) with ALK+ non-small cell lung cancer (NSCLC) metastatic to the brain. Annals of Oncology (2019) 30 (suppl_5):v602-603. 10.1093/annonc/mdz260
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