Si scaldano i motori in attesa dell’ASCO, il più importante congresso al mondo in oncologia che si terrà a Chicago il prossimo 29 maggio – 2 giugno. Con un comunicato, Bristol-Myers Squibb ha anticipato che all’ASCO saranno presentati nuovi importanti risultati relativi a tre farmaci immuno-oncologici.

Si tratta dei dati di nivolumab ed ipilimumab in diversi tipi di tumori solidi e di elotuzumab nel mieloma multiplo in recidiva o refrattario. In tutti gli studi l'Italia ha svolto un ruolo di primo piano.

In particolare, saranno presentati i primi studi di Fase III (CheckMate -057 e -017) che hanno valutato nivolumab nel tumore del polmone non a piccole cellule avanzato, sia non squamoso che squamoso. Il trattamento con nivolumab ha dimostrato un aumento della sopravvivenza rispetto alla chemioterapia con docetaxel in pazienti pre-trattati.

Poi, saranno presentati I dati del primo studio di fase III con la combinazione nivolumab ed ipilimumab nel melanoma avanzato (CheckMate -067), rispetto alla monoterapia con nivolumab o ipilimumab.

Infine, per la prima volta saranno resi noti i dati dello studio di fase III ELOQUENT-2 con elotuzumab, farmaco immuno-oncologico utilizzato nel trattamento del mieloma multiplo.

Elotuzumab è un anticorpo monoclonale sperimentale appartenente al gruppo dei farmaci immuno-oncologici (definito più propriamente immuno-stimolante) che ha come bersaglio SLAMF7 (Signaling Lymphocyte Activation Molecule), una glicoproteina di superficie altamente e uniformemente espressa nelle cellule di mieloma e sulle cellule Natural Killer (NK), ma non nei tessuti normali o nelle cellule staminali ematopoietiche.

Elotuzumab è attualmente in sperimentazione per valutare se la molecola possa selettivamente colpire le cellule di mieloma. Si pensa che elotuzumab agisca attraverso un duplice meccanismo d'azione: legandosi a SLAMF7 sulle cellule NK, attivandole direttamente, e legandosi a SLAMF7 sulle cellule di mieloma, rendendole visibili al riconoscimento e alla distruzione da parte delle cellule NK.

 

A maggio 2014, la FDA ha concesso ad elotuzumab la designazione di 'Breakthrough Therapy' per l'utilizzo in combinazione con uno dei trattamenti chemioterapici per il mieloma multiplo (lenalidomide, usato in combinazione con desametasone) nei pazienti che avevano ricevuto uno o più trattamenti precedenti.

Bristol-Myers Squibb e AbbVie hanno sviluppato insieme elotuzumab, ma solo Bms sarà impegnata nella commercializzazione del farmaco.