ASCO 2016, osimertinib mostra attività clinica nei pazienti con localizzazione leptomeningea del tumore al polmone

Presentati al Congresso Annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) i dati clinici e di sicurezza di osimertinib per il trattamento dei pazienti con malattia leptomeningea (LM), una complicanza del tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) positivo alla mutazione del recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR)1, in cui le cellule tumorali si diffondono nel fluido cerebrospinale (CSF). La LM è una patologia devastante associata al tumore polmonare in stadio avanzato.

Presentati al Congresso Annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) i dati clinici e di sicurezza di osimertinib per il trattamento dei pazienti con malattia leptomeningea (LM), una complicanza del tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) positivo alla mutazione del recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR)1, in cui le cellule tumorali si diffondono nel fluido cerebrospinale (CSF). La LM è una patologia devastante associata al tumore polmonare in stadio avanzato.

I risultati aggiornati di BLOOM, un trial di Fase I, hanno mostrato che, indipendentemente dallo stato della mutazione T790M dei pazienti, osimertinib induce un cambiamento nell’intensità del segnale della RMN, indice di una riduzione delle lesioni nel sistema nervoso centrale (CNS)1. 

I dati provenienti da 21 pazienti trattati con osimertinib 160 mg, somministrato una volta al giorno, hanno mostrato un miglioramento radiologico delle lesioni leptomeningee su 7 pazienti, un miglioramento della funzione neurologica su 5 pazienti e una clearance delle cellule cancerogene dal fluido cerebrospinale (CSF) a due visite consecutive su 2 pazienti. Nessuno dei 21 pazienti trattati con osimertinib ha ricevuto contestualmente radioterapia o chemioterapia intratecale. Quindici pazienti erano in trattamento alla data di cut-off (10 marzo 2016), 7 dei quali hanno ricevuto il trattamento per più di 9 mesi.

Ulteriori dati dello studio BLOOM hanno mostrato che osimertinib è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica. Fino al nono ciclo, il giorno 1 del trattamento è stato eseguito un prelievo di CSF, ed è stata osservata una riduzione superiore al 50% del livello di mutazione dell’EGFR nel fluido cerebrospinale (CSF) in 6 pazienti su 9 e una prolungata riduzione in 5 pazienti. Questi risultati supportano i dati pre-clinici riportati precedentemente, dimostrando che osimertinib attraversa la barriera emato-encefalica.

James CH Yang, dall’Ospedale Universitario Nazionale di Taiwan e dal National Taiwan University Cancer Center, ha dichiarato: “La malattia leptomeningea comporta una prognosi devastante, per questo la sicurezza, la tollerabilità e il profilo di attività osservati in osimertinib sono incoraggianti. Durante lo studio BLOOM abbiamo assistito a una riduzione delle lesioni nel sistema nervoso centrale dei pazienti con malattia leptomeningea, accompagnata da un miglioramento neurologico. Questi dati comprovano i precedenti risultati di osimertinib in studi preclinici e clinici e mostrano il suo potenziale nella cura di pazienti difficili da trattare con metastasi nel sistema nervoso centrale”.

Nella malattia leptomeningea, le cellule tumorali si diffondono alle membrane che circondano il cervello e il midollo spinale. Questa malattia è attualmente trattata con chemioterapia sistemica o intratecale, radioterapia cerebrale totale o inibitori tirosinchinasici dell’EGFR (TKI), con una sopravvivenza mediana complessiva di 4,5-11 mesi. Nonostante ciò, la maggior parte degli inibitori tirosinchinasici dell’EGFR attualmente disponibili ha una capacità limitata di attraversare la barriera emato-encefalica per trattare in modo efficace o prevenire le metastasi cerebrali.

Osimertinib 160 mg è stato associato a un profilo di tollerabilità gestibile per periodi di trattamento fino a 11 mesi di durata. Gli eventi avversi più comuni riportati dai pazienti sono stati diarrea (58% complessivo; 5% ≥ grado 3), nausea (48% complessivo, 0% ≥ grado 3) ed eruzioni cutanee (43% complessivo, 0% ≥ grado 3). Non sono stati riportati casi di malattia polmonare interstiziale, iperglicemia o prolungamento dell’intervallo QT.

Osimertinib ha recentemente ricevuto, negli Stati Uniti, in Unione Europea, Giappone e Israele, l’approvazione accelerata come primo trattamento indicato per pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule metastatico/localmente avanzato positivo alla mutazione di EGFR T790M. Osimertinib è stato approvato anche in Sud Corea per la stessa indicazione.