ASCO 2017: ca al seno triplo negativo, ipatasertib allontana la progressione, ma di poco

Oncologia-Ematologia

L'aggiunta di ipatasertib a paclitaxel in prima linea ha migliorato "in modo modesto" la sopravvivenza libera da progressione (PFS) in donne con tumore al seno triplo negativo (TNBC) nello studio randomizzato di fase II LOTUS, da poco presentato al convegno annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

L'aggiunta di ipatasertib a paclitaxel in prima linea ha migliorato "in modo modesto" la sopravvivenza libera da progressione (PFS) in donne con tumore al seno triplo negativo (TNBC) nello studio randomizzato di fase II LOTUS, da poco presentato al convegno annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

Il miglioramento della PFS si è osservato sia nell'intera popolazione intent-to-treat (ITT) sia in un sottogruppo di pazienti selezionato in base a un biomarker predefinito.

"L'effetto è stato più pronunciato nel sottogruppo con alterazioni dei geni PIK3CA, AKT1 e PTEN", ha riferito l’autrice principale dello studio Rebecca Alexandra Dent, del National Cancer Center di Singapore.

Ipatasertib è un inibitore orale di AKT. Per lo studio LOTUS, un trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, i ricercatori hanno arruolato pazienti con TNBC non resecabile, localmente avanzato o metastatico, naïve alla terapia sistemica. Le partecipanti sono state stratificate in base all’aver fatto o meno il trattamento neoadiuvante, la durata dell'intervallo senza chemioterapia e lo stato di PTEN nei tumori, prima di essere assegnate casualmente, in rapporto 1:1, al trattamento con paclitaxel (80 mg/m2 nei giorni 1, 8 e 15) più ipatasertib (400 mg ) o un placebo ogni 28 giorni, fino alla progressione del tumore o allo sviluppo di una tossicità non tollerabile.

Lo stato mutazionale di PIK3CA, AKT1 e PTEN è stato determinato utilizzando il sequenziamento di ultima generazione.

La percentuale di risposta obiettiva (ORR) è risultata del 40% nel gruppo trattato con ipatasertib contro 32% nel gruppo placebo nella popolazione ITT e rispettivamente 9% contro 4,9% nelle pazienti i cui tumori erano portatori di mutazioni del gene PIK3CA/AKT1/PTEN.

Nella popolazione intent-to-treat, la PFS, che era uno degli endpoint primari dello studio, è risultata di 6,2 mesi nel gruppo trattato con ipatasertib contro 4,9 mesi nel gruppo placebo (HR 0,60; IC al 95% 0,40-0,91). Tuttavia, i benefici in termini di PFS per le 48 pazienti con bassa espressione di PTEN all’immunoisotochimica, il secondo endpoint primario dello studio, non hanno raggiunto la significatività statistica.

La PFS mediana tra le pazienti con tumori portatori di mutazioni di PIK3CA/AKT1/PTEN, uno degli endpoint secondari dello studio, è risultata rispettivamente di 9 mesi contro 4,9 mesi (42 pazienti; HR 0,44; IC al 95% 0,22-0,87).

Nella popolazione ITT la durata mediana della risposta è stata di 7,9 mesi nel braccio ipatasertib contro 7,4 mesi nel braccio di controllo e rispettivamente 9 mesi e 4,9 mesi fra le pazienti con mutazioni di PIK3CA/AKT1/PTEN.

Gli eventi avversi, ha detto la Dent, sono risultati gestibili. Gli eventi avversi più frequenti di grado 3 o superiore nel gruppo ipatasertib sono stati diarrea (con un’incidenza del 23% nel gruppo trattato con il nuovo farmaco contro 0% nel gruppo placebo), neutropenia (18% contro 8%) e polmonite (5% contro 0%). Invece, hanno avuto un’incidenza simile nei due gruppi di trattamento la neuropatia (5% in entrambi i casi) e la debolezza fisica (astenia, 5% contro 6%).

La diarrea è stata reversibile e ha causato la sospensione del trattamento solo nel 3% delle pazienti trattate con ipatasertib, ma si è manifestata nel 90% delle pazienti trattate con il farmaco, suscitando potenziali preoccupazioni riguardo alle strategie terapeutiche di combinazione con altri agenti che causano diarrea o tossicità gastrointestinale.

Invece, la qualità della vita correlata alla salute è rimasta stabile durante tutto il trattamento.

R.A. Dent, et al. LOTUS (NCT02162719): A double-blind placebo (PBO)-controlled randomized phase II trial of first-line ipatasertib (IPAT) + paclitaxel (P) for metastatic triple-negative breast cancer (TNBC). J Clin Oncol 35, 2017 (suppl; abstr 1009).

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