ASCO 2017: mesotelioma, combinazione nintedanib più chemio allontana la progressione

Il trattamento di prima linea con nintedanib più pemetrexed e cisplatino ha prolungato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) di 3,7 mesi in pazienti con mesotelioma pleurico maligno (MPM), naïve alla chemioterapia, nello studio di fase II/III LUME-Meso, appena presentato a Chicago in occasione del congresso annuale dell'ASCO.

Il trattamento di prima linea con nintedanib più pemetrexed e cisplatino ha prolungato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) di 3,7 mesi in pazienti con mesotelioma pleurico maligno (MPM), naïve alla chemioterapia, nello studio di fase II/III LUME-Meso, appena presentato a Chicago in occasione del congresso annuale dell’ASCO.

Nello studio, la PFS mediana è risultata di 9,4 mesi con la combinazione contenente nintedanib contro 5,7 mesi con la sola chemioterapia (HR, 0,54; IC al 95% 0,33-0,87, P = 0,010), mentre la sopravvivenza globale (OS) mediana è risultata rispettivamente di 18,3 mesi contro 14,2 mesi; tuttavia, la differenza di OS non è risultata statisticamente significativa (HR 0,77; IC al 95% 0,46-1,29; P = 0,319).
I risultati ottenuti con nintedanib sono apparsi più promettenti per i pazienti con MPM epitelioide, che è l'unica istologia ad essere stata inclusa nella parte di fase III dello studio, tuttora in corso. In questo sottogruppo, l’OS mediana è risultata di 20,6 mesi con la combinazione sperimentale contro 15,2 mesi con la sola chemio, ma anche questa differenza non è risultata statisticamente significativa (HR, 0.70; IC al 95% 0.40-1.21, P = .197), al contrario di quella di PFS mediana, che è risultata rispettivamente di 9,7 mesi contro 5,7 mesi (HR 0,49; IC al 95% 0,30-0,82; P = 0,006).
"La combinazione nintedanib più pemetrexed e cisplatino ha dimostrato un beneficio clinico nel trattamento di prima linea dei pazienti con MPM e il beneficio maggiore si è osservato nei pazienti con istologia epitelioide" ha dichiarato la prima firmataria dell’abstract, Anna K. Nowak, della University of Western Australia. "Il profilo di sicurezza è risultato gestibile e coerente con quello emerso nei precedenti studi su nintedanib e il farmaco non compromette la somministrazione della chemioterapia" ha aggiunto l’oncologa.
Lo studio ha coinvolto 87 pazienti con MPM non resecabile e un ECOG performance status pari a 0 o 1, di cui 44 assegnati al trattamento con nintedanib più pemetrexed e cisplatino e 43 al trattamento con la sola chemio più un placebo. Nintedanib è stato somministrato alla dose di 200 mg due volte al giorno nei giorni da 2 a 21, pemetrexed alla dose di 500 mg/m2 e il cisplatino alla dose di 75 mg/m2 ogni 21 giorni. L'endpoint primario dello studio era la PFS, mentre gli endpoint secondari erano l’OS e la percentuale di risposta obiettiva (ORR).
L'età mediana dei pazienti, per tre quarti circa maschi, era di 68 anni nel braccio nintedanib e 66 anni nel braccio di controllo. La maggior parte (88%) aveva un'istologia epitelioide e l'80% aveva una malattia di fase III/IV. Una minoranza era stata sottoposta in precedenza agli interventi chirurgici (4,7%-11,4%) e il tempo trascorso dalla diagnosi era 1,5 mesi nel gruppo nintedanib e 1,7 mesi nel gruppo placebo.
L’ORR è risultata del 57% con nintedanib contro 44% con la chemioterapia (OR 1,66; IC al 95% 0,72-3,92) e la durata mediana della risposta è stata di rispettivamente di 6 mesi contro 4 mesi.
Dopo lo studio, il 59,1% dei pazienti nel braccio nintedanib è stato sottoposto alla terapia sistemica contro il 67,4% nel braccio placebo. Oltre alla chemioterapia, l’11,4% e il 14% dei pazienti, rispettivamente, sono stati trattati successivamente con l'immunoterapia.
Gli eventi avversi più comuni di grado ≥3 con nintedanib rispetto al placebo sono risultati la neutropenia (43,2% contro 12,2%), seguita dagli aumenti dell’ALT (11,4% contro 0) e della GGT (6,8% contro 0) e dalla diarrea (6,8% contro 0). La neutropenia febbrile si è manifestata solo nel braccio nintedanib, dove ha avuto un’incidenza del 2,3%. Tuttavia, gli eventi avversi hanno portato a dover sospendere la terapia nel 6,8% dei pazienti del braccio nintedanib contro il 17,1% del braccio di controllo.
La Nowak e i colleghi stanno continuando ad arruolare attivamente pazienti, esclusivamente con istologia epitelioide, nella parte di fase III dello studio LUME-Meso, tuttora in corso, in cui di nuovo si stanno confrontando nintedanib più la chemioterapia con la sola chemioterapia più un placebo. La data di completamento primaria stimata per lo studio è il 30 ottobre 2019.
AK Nowak, et al. Mature overall survival (OS) results from the LUME-Meso study of nintedanib (N) + pemetrexed/cisplatin (PEM/CIS) vs placebo (P) + PEM/CIS in chemo-naïve patients (pts) with malignant pleural mesothelioma (MPM). J Clin Oncol. 2017;35 (suppl; abstr 8506).
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