ASH 2016: leucemia linfoblastica acuta, remissione stimabile meglio con l'MRD rispetto alla morfologia

La discordanza tra le misure morfologiche tradizionali della remissione e la valutazione della malattia minima residua (MRD) risultata associata a risultati peggiori nei bambini con leucemia linfoblastica acuta in uno studio presentato all'ultimo congresso dell'American Society of Hematology (ASH), a San Diego.

La discordanza tra le misure morfologiche tradizionali della remissione e la valutazione della malattia minima residua (MRD) è risultata associata a risultati peggiori nei bambini con leucemia linfoblastica acuta in uno studio presentato all’ultimo congresso dell’American Society of Hematology (ASH), a San Diego.

Sulla base di questi risultati, ha detto il primo firmatario del lavoro, Sumit Gupta, dell'Università di Toronto, la valutazione della MRD dovrebbe sostituire la morfologia nella definizione della remissione nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta.

Anche se nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta l’MRD viene utilizzata per determinare la profondità della remissione, sia nella pratica clinica sia negli studi clinici la remissione è ancora definita in base alla valutazione morfologica.

Gupta e colleghi hanno provato quindi a valutare gli outcome di bambini, adolescenti e giovani adulti affetti da leucemia linfoblastica acuta che mostravano risultati discordanti tra la remissione valutata mediante la morfologia e quella valutata mediane l’MRD. L'obiettivo era definire in che misura la valutazione morfologica della remissione possa aiutare nella valutazione del rischio in questi pazienti.

L'analisi ha riguardato 9350 pazienti arruolati negli studi sulla prima linea del Children’s Oncology Group. Questa coorte comprendeva 7857 pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta a cellule B, di cui 5049 a rischio intermedio e 2808 ad alto rischio, e 1493 con leucemia linfoblastica acuta a cellule T.

I ricercatori hanno utilizzato i criteri tradizionali per determinare la morfologia M1 (< 5% di blasti leucemici; remissione), M2 (dal 5% al 25% di blasti leucemici) e M3 (> 25% di blasti leucemici) e hanno misurato lo stato della MRD mediante la citometria a flusso. L'end point primario era la sopravvivenza libera da eventi (EFS) nei pazienti con valutazioni della remissione mediante la morfologia o l’MRD discordanti e in quelli in cui le due valutazioni erano concordi.

Nel complesso, il tasso di discordanza è risultato basso. Pochi pazienti con morfologia M2 o M3 hanno mostrato valori di MRD discordanti. Ad esempio, solo due (il 2,4%) degli 84 pazienti con morfologia M3 avevano una MRD inferiore al 5%. Dei 202 pazienti con morfologia M2 o M3, 23 (l’11,4%) avevano una MRD inferiore all'1% e 9 (il 4,5%) una MRD inferiore allo 0,1%.

"Abbiamo riscontrato che nel 97% dei bambini è la morfologia e l’MRD sono concordi. Le analisi di discordanza sono state limitate a pazienti con morfologia M1, ma con valori della citometria a flusso coerenti con un fallimento nel raggiungere la remissione (MRD ≥ 5%)" ha detto Gupta.

All'interno di questa categoria, la percentuale di discordanza è risultata dello 0,9% tra i pazienti con leucemia linfoblastica acuta a cellule B, mentre in quelli con leucemia linfoblastica acuta a cellule T la discordanza è risultata del 6,9% (P < 0,0001).

L’analisi multivariata ha evidenziato come fattori predittivi di discordanza un’età non inferiore a 10 anni (OR 1,7; IC al 95% 1,1-2,8), un conta dei globuli bianchi non inferiore a 50.000/microlitro (OR 2,1; IC al 95% 1,3-3,6) e una citogenetica sfavorevole (OR 31; IC al 95% 8,9-109). "Le variabili che sono tradizionalmente associate a una scarsa risposta sono risultate anche predittive della discordanza" ha osservato Gupta.

Tra i bambini con leucemia linfoblastica acuta a cellule B, quelli con morfologia M1, ma valori di MRD discordanti, hanno mostrato un’EFS a 5 anni leggermente superiore rispetto a quelli con morfologia M2 e valori di MRD discordanti (59,1% ± 6,5% contro 39,1% ± 7,9%; P = 0,03).

Tuttavia, i bambini con morfologia M1 e valori di MRD concordi (MRD < 5%) hanno mostrato una EFS a 5 anni significativamente superire rispetto a quelli con morfologia M1 ma con valori di MRD discordanti (87,1% ± 0,4% contro 59,1% ± 6,5%; P < 0,0001).

Tra i pazienti con leucemia linfoblastica acuta a cellule T, invece, l’EFS a 5 anni è risultata simile nei pazienti con morfologia M1 e valori di MRD discordanti e in quelli con morfologia M2 e valori di MRD ≥ 5%.

"Questi risultati suggeriscono che, al di là del suo impiego per misurare la profondità della remissione, l’MRD dovrebbe sostituire la morfologia nella definizione della remissione nei soggetti con leucemia linfoblastica acuta, con conseguenti implicazioni per la stratificazione del rischio, l’assegnazione del trattamento e l'eleggibilità al trattamento con agenti sperimentali" ha concluso Gupta.

S. Gupta, et al. Minimal Residual Disease Assessment of Remission after Induction Therapy Is Superior to Morphologic Assessment for Risk Stratification in Childhood Acute Lymphoblastic Leukemia: A Report from the Children's Oncology Group (COG). ASH 2016; abstract 758.
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