ASH 2016: linfoma mantellare, remissioni durature con regime a base di bortezomib

In pazienti adulti con linfoma a cellule del mantello, l'aggiunta di bortezomib a un regime Hyper-CVAD (modificato VcR-CVAD), seguito da un mantenimento con rituximab ha portato a remissioni durature, con percentuali simili a quelle osservate con una chemioterapia pił intensiva seguita dal trapianto autologo di cellule staminali.

In pazienti adulti con linfoma a cellule del mantello, l'aggiunta di bortezomib a un regime Hyper-CVAD (modificato VcR-CVAD), seguito da un mantenimento con rituximab ha portato a remissioni durature, con percentuali simili a quelle osservate con una chemioterapia più intensiva seguita dal trapianto autologo di cellule staminali. È quanto emerge dai risultati a lungo termine di uno studio multicentrico di fase II del Wisconsin Oncology Network (WON) presentato a San Diego in occasione del convegno annuale dell’American Society of Hematology (ASH).

Dopo un follow-up mediano di 7,8 anni, due terzi dei pazienti erano vivi e il 50% era ancora in remissione, ha riferito la prima firmataria del lavoro Julie E. Chang, dell'Università del Wisconsin di Madison.

"VcR-CVAD è un regime chemioterapico di moderata intensità che è tollerabile per molti pazienti anziani e adulti meno in forma affetti da linfoma a cellule del mantello come terapia di prima linea" ha sottolineato l’autrice.

La Chang ha ricordato alla platea che al momento non esiste una chiaro terapia di prima linea standard per il linfoma a cellule del mantello. "Abbiamo ipotizzato che l'aggiunta di bortezomib avrebbe potuto migliorare la percentuale di risposta completa e il mantenimento con rituximab migliorare la durata della remissione.

Per testare quest’ipotesi, i ricercatori del WON hanno arruolato 30 pazienti adulti con linfoma a cellule del mantello confermato istologicamente non ancora sottoposti ad alcun trattamento o solo a un ciclo di CHOP o di chemioterapia CHOP-like.

I partecipanti sono stati sottoposti a sei cicli di 21 giorni di chemioterapia di induzione con il regime VcR-CVAD, costituito da rituximab (375 mg/m2 ev) il giorno 1;,bortezomib (1,3 mg/m2) nei giorni 1 e 4, ciclofosfamide (300 mg/m2 ev ogni 12 ore) nei giorni da 1 a 3, doxorubicina (50 mg/m2 ev somministrato in infusione continua) nei giorni 1 e 2; vincristina (1 mg ev) il giorno 3 e desametasone (40 mg per via orale) nei giorni da 1 a 4.

Il protocollo permetteva di adottare tutte le misure di supporto, tra cui la profilassi per la sindrome da lisi tumorale, trasfusioni e antibiotici. I pazienti che ottenevano almeno una risposta parziale venivano sottoposti a un consolidamento con ituximab (375 mg/m2 ev a settimana per 4 settimane) seguita da un mantenimento con rituximab (375 mg/m2 ev ogni 12 settimane per 5 anni).

L'età media dei partecipanti era di 61 anni (range: 48-74 anni), l'80% era di sesso maschile, tutti una malattia in stadio avanzato, il 60% era a medio o elevato dell’indice prognostico MIPI e sei avevano una morfologia blastica.

Le percentuali stimate di sopravvivenza libera da progressione a 6 anni e a sopravvivenza globale a 6 anni sono risultate rispettivamente del 53% (IC al 95% 38%-75%) e 70% (IC al 95% 55%-84%).

Né l'età né il punteggio MIPI hanno influenzato in modo significativo le possibilità di sopravvivenza libera da progressione o sopravvivenza globale, ma si è vista una tendenza verso una sopravvivenza inferiore tra pazienti ad alto rischio secondo l’indice MIPI.

Durante lo studio ci sono stati 10 decessi, di cui cinque dovuti alla progressione della malattia, tre a complicazioni dopo trapianto allogenico e due a cause non correlate. Nessun paziente che non era in progressione dopo 5 anni ha avuto successivamente una recidivato e non si sono manifestate tossicità tardive correlate al trattamento.

Un recente studio di fase III, pubblicato nel 2015 sul New England Journal of Medicine, ha confermato i vantaggi derivanti dall’aggiunta di bortezomib all’immunochemioterapia standard per il linfoma a cellule del mantello, ha osservato la Chang.

"VcR-CVAD rimane una scelta terapia efficace per il trattamento iniziale del linfoma mantellare, sia nei pazienti giovani sia in quelli più anziani".

J.E. Chang, et al. Durable Remissions with the VcR-CVAD Regimen for Mantle Cell Lymphoma (MCL), Regardless of Age: Long-Term Follow-up of a Wisconsin Oncology Network (WON) Study. ASH 2016; abstract 149.

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