Il rischio di melanoma maligno è diminuito di oltre il 20% nelle donne arruolate nello studio Women's Health Initiative (WHI) che hanno riferito di prendere l’aspirina. Lo rivela una nuova analisi di questo storico studio, appena presentata al congresso della Society for Investigative Dermatology, a Raleigh (North Carolina).

La riduzione del rischio è risultata maggiore all’aumentare della durata di assunzione dell’aspirina, tale per cui nelle donne che hanno dichiarato di aver usato il farmaco per 5 anni o più è stato calcolato un rischio di melanoma inferiore del 30% rispetto alle non utilizzatrici. “Maggiore è la durata d’uso, maggiore è la protezione” ha detto Carol Gamba della della Stanford University in Stanford, in California, presentando i dati.

Invece, l'uso di altri FANS non sembra aver influenzato significativamente il rischio di questo tumore.

Studi osservazionali hanno evidenziato associazioni significative tra l'uso di FANS e una riduzione dei rischi di cancro allo stomaco, del colon-retto e della mammella. Anche i trial di intervento sull’aspirina, così come le metanalisi di tali studi, hanno dimostrato una significativa riduzione dell'incidenza di tumori, metastasi e della mortalità dovuta al cancro nei pazienti che assumono aspirina. Tuttavia, nel caso del melanoma, gli studi epidemiologici e quelli clinici hanno fornito dati incoerenti riguardo alla possibile associazione tra l'uso di FANS e questo tumore cutaneo.

I FANS, compresa l’aspirina, si pensa possano esercitare effetti antitumorali interrompendo la trasmissione del segnale nel pathway della cicloossigenasi (COX), e più specificamente della COX-2pro-infiammatoria. Inoltre, ha spiegato l’autrice, studi di laboratorio hanno dimostrato che i livelli di COX-2 correlano con la progressione e la sopravvivenza del melanoma.

Lo studio WHI ha fornito ai ricercatori un database di grandi dimensioni per continuare lo studio tra le potenziali associazioni tra FANS e melanoma; infatti al momento dell’arruolamento le partecipanti hanno fornito una grande quantità di informazioni rilevanti per la loro storia clinica, tra cui anche l’eventuale uso di farmaci.

A queste donne, tra le altre cose, veniva richiesto di indicare tutti i farmaci che avevano preso almeno due volte a settimana durante le 2 settimane precedenti l’entrata nello studio, compresi quelli da banco. Da queste risposte, gli autori hanno ricavato i dati sul tipo, sulla frequenza e sul dosaggio dei FANS utilizzati, nonché sulla durata del trattamento.

L'analisi sui FANS ha riguardato 59.806 donne della coorte dello studio WHI, che erano in post-menopausa al momento dell'ingresso nello studio. Al basale che il 25% di esse assumeva aspirina, il 15% utilizzava altri FANS e il 59% né l’una né gli altri.

Il follow-up medio è stato di 11-12 anni. Durante il follow-up, tra le partecipanti allo studio ci sono state 548 nuove diagnosi di melanoma, di cui 289 lesioni in situ e 259 lesioni invasive al momento della diagnosi.

La separazione di tutti i casi di melanoma in base al tipo di FANS ha evidenziato che nel gruppo che assumeva l’aspirina ci sono stati 115 nuovi casi, in quello che utilizzava gli altri FANS 89 e in quello che non prendeva alcun FANS 344. Dopo aver aggiustato i dati per una serie di variabili demografiche e cliniche, il gruppo che prendeva l’aspirina ha mostrato di avere un rischio di melanoma inferiore del 21% rispetto a chi non la utilizzava (P = 0,01).

L'analisi ha anche mostrato un effetto significativo della durata di assunzione dell’aspirina sul rischio di melanoma. Dopo stratificazione delle utilizzatrici d’aspirina in tre gruppi di durata (<1 anno, da 1 a 4 anni, ≥ 5 anni), i ricercatori hanno scoperto che ad ogni passaggio al terzile immediatamente superiore si associava una riduzione dell'11% del rischio di melanoma, che ha superato il 30% per la terapia più prolungata.

Gamba ha sottolineato che un trial clinico sul possibile uso di aspirina per la prevenzione melanoma, dal quale era emerso un risultato negativo, aveva impiegato aspirina a basso dosaggio (100 mg), mentre il 75% delle utilizzatrici del farmaco nell’analisi WHI hanno utilizzato aspirina a dosaggio pieno.

Per le donne che avevano assunto altri FANS diversi dall’aspirina, dall'analisi emerge un quadro diverso. Le partecipanti che hanno riferito di aver fatto uso di un qualunque FANS hanno mostrato un rischio di melanoma simile a quello di coloro che non prendevano né l'aspirina né gli altri FANS. Inoltre, a differenza di quanto rilevato per l'aspirina, l'aumento della durata della terapia ha mostrato di non influenzare in alcun modo il rischio relativo.

Un'analisi separata eseguita su donne che hanno dichiarato di aver usato il paracetamolo (antidolorifico che non inibisce la COX-2) non ha mostrato alcun effetto di questo farmaco sul rischio di melanoma.

Al di là dei limiti intrinseci degli studi retrospettivi e osservazionali e del basarsi su informazioni riferite dai pazienti, l’autrice ha sottolineato che i risultati dello studio si applicano a una popolazione di donne bianche in post-menopausa, ma potrebbero non essere validi per altre popolazioni di pazienti.

C Gamba, et al. Aspirin is associated with lower melanoma risk in a cohort of postmenopausal women in the Women's Health Initiative (WHI). SID 2012; Abstract 236.